11 Gennaio Gen 2019 1857 11 gennaio 2019

Lodovica Comello, Italia’s got talent, gli haters e il femminismo

A 28 anni ha già vissuto tante vite, da quando è diventata un'idolo delle ragazzine in Violetta. Dal rapporto con i fan al movimento #MeToo, a tu per tu con la conduttrice dello show per il terzo anno consecutivo.

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Lodovica Comello Italia Got Talent 3

Nonostante i suoi 28 anni se ti rivolgi a Lodovica Comello chiamandola giovane ragazza si stranisce, non per finta modestia come fanno in tante ma probabilmente perché davvero salire sulla giostra luccicante del mondo dello spettacolo da ragazzina ti fa vivere mille vite in una e cent’anni in un decennio. Cantante acclamata in diversi continenti, attrice e presentatrice, dall'11 gennaio sarà ancora una volta alla guida dello show targato Sky e in onda su Tv8 Italia’s got talent, e a Lettera Donna ha raccontato le difficoltà di scrollarsi di dosso l’etichetta esclusiva di teen-idol e non dare peso ad alcuni commenti negativi «che a volte mi hanno ferito». E in tema di molestie, alle ragazze dice: «State attente e girate i tacchi al primo segnale dubbio».

DOMANDA: Com’è stato rivivere l'esperienza di Italia’s got talent?
RISPOSTA: Emozionante. Anche se non è un debutto fortunatamente l'adrenalina non manca, se fosse il contrario vorrebbe dire aver perso la passione e dovrei cambiare lavoro.

Nella nuova edizione ci sono due nuove compagne di viaggio, Mara Maionchi e Federica Pellegrini nelle vesti di giudici, com’è stato lavorare con loro?
Bellissimo. Mara è Mara e non ha bisogno di presentazioni. Credo che questo sia il suo programma, durante il quale possa divertire e divertirsi con spensieratezza, senza la pressione che inevitabilmente uno show come X Factor comporta. Federica era al debutto televisivo e non era così scontato le riuscisse, invece si è calata fin da subito e al meglio nel ruolo sfoggiando quel rigore tipico degli sportivi anche nei giudizi ai concorrenti.

Lodovica Comello, Claudio Bisio, Frank Matano, Federica Pellegrini e Mara Maionchi in occasione della nuova edizione italiana di Italia's Got Talent.

A nemmeno 30 anni hai già alle spalle diverse esperienze come conduttrice, cantante e attrice, quale di queste dimensioni senti più tue?
È la domanda che mi viene fatta più spesso ma anche quella cui rispondo meno perché non so farlo. Non ho una preferenza, tendo ad annoiarmi se mi fossilizzo troppo in un determinato ambiente quindi amo cambiare spesso. In questo momento mi sto concentrando sulla conduzione televisiva e radiofonica, avendo iniziato a settembre una nuova avventura su Radio 105. Sul domani però non ho certezze, mi piace divertirmi e sorprendermi.

Hai debuttato nel 2012 interpretando il personaggio di Francesca nella serie Disney per teenagers Violetta, ricordi quando ti hanno comunicato che la scelta saresti stata tu?
Sì, è stata una scarica di adrenalina incredibile. Tutt’ora quella di Violetta continua a essere l'esperienza più pazzesca della mia vita, per quattro anni con i ragazzi del cast e la produzione abbiamo girato il mondo accerchiati da un calore e un affetto che ci ha colti alla sprovvista. Si trattava di una grande produzione e i presupposti per un ottimo successo erano evidenti fin da subito ma nessuno avrebbe immaginato sarebbe arrivato a toccare certi livelli.

Grazie a quel ruolo sei diventata in poco tempo l’idolo di molte ragazzine e lo sei tutt’ora, senti il peso della responsabilità di parlare a persone così giovani?
Il peso non direi, cerco di vivere con leggerezza e tranquillità ma inevitabilmente il senso di responsabilità un po’ lo avverto perché quella è un’età nella quale si vede tutto in modo totalizzante e ci si consegna completamente al proprio idolo. I fan spesso mi chiedono consigli personali e provano a emularmi, per questo nel mio piccolo cerco di dare un buon esempio, comunicare i valori giusti ed educare un minino, stando attenta il più possibile a quello che dico o faccio.

Quasi sempre attraverso i social, dove hai numeri di seguaci da capogiro, che rapporto hai con questo strumento?
Buono, come molte ragazze della mia età sono una smanettona, diciamo. Mi piacciono perché mi consentono di comunicare in prima persona chi sono senza filtri e le persone questo lo apprezzano.

Mai avuto problemi con qualche hater?
Per fortuna raramente, ma alcune volte è capitato, soprattutto in un determinato periodo della mia vita che tra l’altro è stato il più delicato.

Quale?
Quando è finita l’avventura con Violetta. Tornata in Italia dall’Argentina ho iniziato a fare altre cose a livello lavorativo e avendo fino a quel momento parlato ad un pubblico di bambini e adolescenti non ero percepita come un personaggio credibile per gli adulti. Me ne scrivevano di ogni, che la mia era musica di serie B e per ragazzini, che non sarei stata capace di fare la conduttrice, e molte altre cose non belle. Subito ne ho un po’ sofferto ma poi è dipeso da me far ricredere le persone e non dare peso a ciò che dicevano.

Si riesce davvero a restare così indifferenti?
Ogni tanto qualche commento cattivo e gratuito capita di leggerlo tutt’ora e certo, non è piacevole, ma ho capito che purtroppo non dipende da me e non li posso pilotare. Sono atteggiamenti che assolutamente non capisco e anche se è difficilissimo farlo, quello che dico sempre anche alle ragazze che mi seguono è che si deve imparare a farseli scivolare addosso, altrimenti si cade nel gioco di chi altro non vuole che farci del male.

Com’è il mondo dello spettacolo per una giovane ragazza che viene dalla provincia?
Sicuramente molto competitivo, soprattutto con l’avvento dei social network che potenzialmente permettono a chiunque di realizzare il proprio programma televisivo. Ma anche se oggi si devono fronteggiare tanti competitors sono convinta che se si ha qualcosa da dire e la forza di crederci alla fine si emerge. Ammetto però che il mio percorso sia stato molto facile e in discesa, visto che grazie alla visibilità garantitami da Violetta ho avuto da subito una spinta molto forte.

Nessun momento di sconforto quindi fino ad ora?
Quando quell’esperienza è terminata è stata dura perché dovevo rimanere a galla facendomi valere in un ambiente tostissimo, ma alla fine ce l’ho fatta perché sono un’entusiasta di natura, che si propone sempre e non molla mai.

Lodovica Comello.

Cosa pensi del movimento #MeToo?
Credo che abbia risvegliato una grande coscienza collettiva. Purtroppo il fenomeno delle molestie sulle donne, nel mondo dello spettacolo così come in qualunque ambito lavorativo, non cesserà mai di esistere ma tutte le lotte e il trambusto di questo ultimo anno hanno sollevato il velo su qualcosa che non può più essere taciuto e che sono convinta sia destinato almeno a ridimensionarsi.

Ti sono mai capitati episodi dubbi o spiacevoli in tal senso?
No, e mi ritengo molto fortunata visto che sono consapevole che sia un fenomeno tutt’altro che da sottovalutare. Quello che mi sento di dire, soprattutto alle giovanissime, è di tenere sempre gli occhi aperti perché tante volte sta a noi ragazze avere la sensibilità di avvertire una situazione di pericolo ed evitarla prima che sia troppo tardi.

Ti definiresti «femminista»?
Una femminista contemporanea. Nel senso che non mi sento proprio una combattente, non scendo in piazza e non urlo, ma difendo lo stesso certi valori e conquiste con fermezza perché sono indiscutibili ed è giusto affermarli con forza senza se e senza ma.

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