26 Novembre Nov 2018 1359 26 novembre 2018

La calciatrice Cristiana Girelli: «Mi hanno urlato 'grassa' e 'brutta'»

Offesa durante la partita contro la Fiorentina nella Giornata contro la violenza sulle donne: «Si predica bene e si razzola male». Il commento della giocatrice della Juventus.

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Cristiana Girelli Juventus Sessismo

Immaginate di essere una calciatrice, che ha faticosamente conquistato una maglia importante in Serie A. Una domenica, in campo, mentre correte cercando di dare il meglio di voi e portare a casa una vittoria per la squadra, venite insultate ininterrottamente da uomini seduti in tribuna a pochi metri da voi. È successo il 25 novembre a Cristiana Girelli, attaccante della Juventus Women classe 1990, durante il match con la Fiorentina nell'ottava giornata del campionato di Serie A di calcio femminile. La partita è finita bene per le bianconere: 2-0 con un gol al 9' del primo tempo proprio di Cristiana, che abbiamo chiamato per un commento sull'accaduto: «Si è trattato di quattro imbecilli che odiano la Juve e sono venuti a vedere la partita e mi hanno presa di mira perché ho fatto il primo gol». Ma sottolinea anche quanto sia «stupido e assurdo che sia successo proprio nel corso della Giornata contro la violenza sulle donne. Si predica bene e razzola male».

L'HANNO CHIAMATA «CULONA, BRUTTA E GRASSA»

Cristiana mi racconta che i soggetti in questione hanno addirittura giustificato le offese: «Mi hanno detto di averlo fatto perché dopo aver segnato ho esultato contro di loro ma non è assolutamente stato così e chi era allo stadio lo sa bene. La mia esultanza era rivolta alle mie compagne di squadra: io non manco di rispetto a nessuno». Infatti a mancare di rispetto non è stata lei, ma questi non identificati odiatori. E quando chiedo a Cristiana di quali tipologie siano stati gli insulti, mi risponde: «Mi hanno urlato che ho il culone, che sono grassa e grossa, che sono brutta come la maglia che indosso, che sono una juventina di merda. Se ci ripenso mi viene da ridere, anche in campo mi sono messa a ridere». Ben venga non sentirsi ferite e umiliate, ma un elemento innegabile va sottolineato: per offendere una donna si finisce sempre lì, nel sessismo da due soldi e nel bodyshaming. A un uomo raramente si urla: «Sei basso, hai la pancia, sei pelato».

NESSUNO HA ALLONTANATO CHI LA OFFENDEVA

Per esempio, Leonardo Bonucci, che Cristiana ha citato intervistata da Sky dopo il primo tempo dicendo che «la mamma dei cretini è sempre incinta», era stato fischiato in Nazionale sabato 17 novembre durante Italia-Portogallo, ma il motivo della forte antipatia dei tifosi nei suoi confronti sono le due discusse scelte calcistiche, i passaggi di maglia. Cristiana no, ha fatto gol e le hanno urlato che ha il culo grosso: «È molto grave che a una professionista succeda una cosa del genere solo perché è donna». E mi spiega poi che anche l'intervista a bordo campo, durante l'intervallo, è stata complicata: «Non riuscivo a rispondere alle domande della giornalista perché le tribune e il campo erano vicinissime… Queste persone erano a cinque metri da me e continuavano a insultarmi. Probabilmente avrebbero dovuto allontanarle». Perché in un piccolo stadio tutto è amplificato, non si parla di un'offesa che si perde tra decine di migliaia di persone a San Siro. Ma nessuno ha isolato chi la importunava. Un gesto di solidarietà durante la partita è arrivato dal'avversaria Ilaria Mauro della Fiorentina Women's, che «appena ha sentito gli insulti si è rivolta verso la tribuna per dire di smetterla. Questo è da apprezzare e sottolineare». Cristiana sa anche che essere donna e giocatrice della Juve è doppiamente difficile, perché il club bianconero è «odiato da tantissimi, in tutta Italia. Ed è brutto che anche la squadra femminile sia presa di mira». Ma lei non si fa certo abbattere: «La partita comunque è finita 2-0 per noi e tutti a casa. Questo è l'importante».

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