15 Novembre Nov 2018 1553 15 novembre 2018

Mozione pro vita anche ad Alessandria: cos'è successo in Consiglio Comunale

Il 14 novembre la seduta è stata sospesa per le proteste. Laura Falleti di Non una di meno: «Vogliono ostacolare la libera scelta delle donne. La questione non è chiusa».

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Alessandria Mozione Pro Vita

Una prima vittoria è stata ottenuta: il consiglio comunale di Alessandria, che nell’ordine del giorno aveva anche la mozione Locci-Trifoglio, è stato sospeso. E il merito va alle decine e decine di donne e uomini che il 14 novembre hanno occupato il loggione dell’aula proprio con l’obiettivo di impedire la discussione. Giù le mani dalla legge 194. Ma andiamo con ordine.

LA MOZIONE PRO-VITA (AMBIGUA)

Come ci ha spiegato Laura Falleti, componente di Non una di meno, il 9 novembre il presidente del Consiglio comunale Emanuele Locci e il consigliere Oria Trifoglio hanno presentato una mozione a favore dei movimenti ‘pro-vita’ «sulla falsariga di quelle già approvate a Verona e in altre città». Locci e Trifoglio sono quindi in principali firmatari: «Lui», continua Falleti, «è chiaramente fascista e basta dare un’occhiata alla sua pagina Facebook per rendersene conto; lei è una ginecologa molto famosa qua ad Alessandria, un’obiettrice di coscienza, e nella scorsa amministrazione è stata vice-sindaco». Le femministe di Non una di meno sono venute a conoscenza del documento e si sono subito mobilitate; martedì c’è stata un’assemblea presso la Casa delle Donne, durante la quale è stato appunto deciso di protestare durante il consiglio comunale. Come in altri casi, la mozione Locci-Trifoglio appare intrisa di ambiguità: «Apparentemente mira all’applicazione della Legge 194, ma in realtà è un modo per contrastare il diritto all’aborto e ostacolare la libera scelta delle donne», sostiene. La ‘strategia’ si sta diffondendo lungo tutto lo Stivale, da Nord a Sud: «Nelle premesse figurano alcune parti della 194, estrapolate e riportate in modo che il fine di questa legge sia esclusivamente la tutela della vita. Vogliono fare credere, cioè, che negli anni la 194 sia stata stravolta e interpretata come legge che suggerisce alle donne di abortire invece di tenere i loro bambini».

«LA 194 DOVREBBE ESSERE INTOCCABILE»

Nella mozione Locci-Trifoglio, inoltre, «sono state aggiunte considerazioni del tutto prive di fondamento e non sostenute da dati reali: per esempio è scritto che gli aborti fra minorenni sono aumentati, cosa che non è affatto vera come dimostrano le più recenti analisi Istat; e si sostiene che se si forniscono aiuti economici alle donne, loro sicuramente scelgono di non interrompere la gravidanza». Si mira, in altre parole, ad «agevolare, in primis tramite finanziamenti, la presenza di associazioni pro-vita nei consultori e negli ospedali pubblici». Pare assurdo, si sfoga Laura Falleti, «che si finanzino associazioni private anziché organi pubblici e che, non potendo attaccare la Legge 194 per quanto riguarda la forma e i contenuti, si tenti di aggirarla, quando ormai dopo 40 anni dovrebbe essere intoccabile e basta». Ed è fondamentale sottolineare che quella dei movimenti pro-vita, in determinati contesti, «figura come una presenza giudicante che tenta di influire sulle decisioni delle donne, intervenendo in momenti che sono sempre molto difficili e delicati».

LA MAGGIOR PARTE DEI CONSIGLIERI CONTRARI, MA LA QUESTIONE NON È CHIUSA

In Consiglio c’erano moltissime donne ma anche tanti uomini ed è indubbiamente un segnale forte e incoraggiante: «Questi uomini lasciano che le donne siano e restino protagoniste, però vogliono intervenire. E noi non possiamo che esserne felici». Un altro segnale positivo e incoraggiante è il fatto che il 14 novembre la maggior parte dei consiglieri si è dichiarata fondamentalmente contraria alla mozione Locci-Trifoglio, quindi è più che concreta la possibilità che venga respinta. Però, avverte Falleti, «fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. La questione non è ancora chiusa. Per questo motivo abbiamo organizzato per la prossima domenica una fiaccolata per le vie della città e ci auguriamo che la partecipazione sia ancora più ampia». Lunedì 19 novembre, alle ore 20.30, ci sarà una invece nuova seduta del Consiglio comunale; se la manifestazione della sera prima sarà efficace, numericamente e non solo, «diventerà ancora più probabile che quanto dichiarato si traduca in realtà».

LA «PROTESTA» DEGLI ASSORBENTI

Durante il consiglio poi sospeso, Locci ha chiesto addirittura l’intervento della forza pubblica «ed è assurdo, considerato che tutto è avvenuto in maniera del tutto pacifica; la cosa più terribile che abbiamo fatto è stata lanciare assorbenti di sotto: non credo che così avremmo potuto far male a qualcuno». La richiesta di Locci, comunque, non è stata soddisfatta. Anche perché sul loggione c’erano circa 150 persone e la situazione avrebbe potuto diventare pericolosa: «C’erano i vigili, ma non hanno fatto nulla. Consapevoli, al contrario del Presidente, che non ce n’era proprio motivo». Appuntamento, quindi, con la fiaccolata di domenica 18 novembre. Con la speranza che sia l’ultimo capitolo di questa vicenda.

Questa sera abbiamo ottenuto una prima grande vittoria! Il primo consiglio comunale che aveva tra gli ordini del giorno...

Geplaatst door Non una di meno Alessandria op Woensdag 14 november 2018
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