4 Novembre Nov 2018 0800 04 novembre 2018

Gloria Guida: «Mi rimetto in gioco raccontando la storia delle donne»

Negli Anni '70 era un'icona delle commedie sexy. Oggi è al timone del programma di Rai Tre Le Ragazze. Dal femminismo allo scandalo molestie, a tu per tu con la moglie di Johnny Dorelli.

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Gloria Guida

Dimenticatevi le commedie sexy, o forse no. Gloria Guida non lo fa, guarda ai tempi dei suoi esordi fatti di pochi abiti e tante allusioni con gli occhi di chi forse non rifarebbe tutto, ma al contempo non rinnega nulla perché ogni esperienza serve e poi «chi non ha commesso qualche errore in gioventù»? Bionda e bella, vanta ammiratori del calibro di Quentin Tarantino che non ha mai nascosto di averne un debole, e un matrimonio solidissimo con Johnny Dorelli. Una donna contemporanea ma ben ancorata ai valori di un tempo, e forse proprio per questo scelta come volto della trasmissione di Rai Tre Le Ragazze, in onda ogni domenica in prima serata. Un debutto alla conduzione arrivato quasi inaspettato ma che ha contribuito a darle quella carica «che avevo un po’ perso».

DOMANDA: Se si esclude la piccola esperienza di un paio di anni fa con Luca Barbarossa al timone del programma Il Mondo a 45 giri, questa è la sua prima volta come conduttrice, come è andato l’esordio?
RISPOSTA: Direi bene anche se, come per tutte le novità, si può sempre migliorare. Ero emozionantissima ma fino ad ora ho avuto solo riscontri positivi quindi sono molto soddisfatta.

Com’è nata questa avventura?
Prima dell’estate sono stata convocata in Rai per un incontro durante il quale gli autori mi hanno parlato di questo progetto, in continuità con le serie andate in onda lo scorso anno Le Ragazze del 46 e Le Ragazze del 68, e della volontà di affidarmi il computo di fare da filo conduttore tra le diverse storie. Nel corso della mia carriera di cose ne ho fatte e di settori calpestati ma questa esperienza mi mancava e ciò dimostra come nella vita ci sia sempre da imparare e non si debba mai rinunciare a mettersi in gioco, nemmeno se non si è più giovanissime.

Come ha accolto questa opportunità?
Il fatto che abbiano pensato a me mi ha reso molto felice, anche perché quando è arrivata la chiamata mi trovavo in una fase della vita delicata in cui avevo deciso di smettere con il lavoro visto che non mi divertiva più. Da un po’ di tempo finivo per fare sempre le solite cose come ospitate televisive che alla fine lasciavano il tempo che trovavano, mentre adesso sento di aver ritrovato la giusta carica per continuare.

Dopo le sei puntate previste ne sono in programma altre?
Sì, tra circa un mese inizieremo a girarne un altro ciclo che andrà in onda a gennaio 2019.

Tra le storie raccontate ce n’è una in particolare che l’ha colpita?
Sono tutte incredibili e ognuna a proprio modo dimostra come le donne abbiano sempre una grande forza. Ogni protagonista è da ammirare, da quelle di un tempo alle ragazze di oggi, che nonostante i 20 anni e la poca esperienza si dimostrano già molto intense. Se devo sceglierne una però direi quella di Sultana Razon, moglie di Umberto Veronesi, un esempio di coraggio e forza, costretta a sopportano fin da bambina eventi terribili come l’esperienza in un campo di concentramento e l’uccisione di amiche davanti ai suoi occhi. Non si è mai risparmiata, ha avuto sei figli continuando sempre a lavorare e questo fa di lei sicuramente una donna tosta.

Quello che emerge da ogni racconto è proprio come l’animo femminile sia tutt’altro che debole.
È così. La donna non si può quasi permettere di ammalarsi, deve essere sempre pronta a occuparsi di tutto, della famiglia al lavoro, alle problematiche varie. Il nostro è un mestiere impegnativo e per nulla facile, non voglio parlar male dei maschi ma direi che le femmine hanno una marcia in più.

E lei che donna è?
Completa, mi rendo conto che se avessi dovuto raccontare il mio percorso sarebbe emerso un quadro bello intenso e ricco di emozioni, esperienze e situazioni.

Che ricordi ha degli esordi con le Commedie Sexy all’italiana?
Bello, credo che tutto ciò che ho fatto mi sia servito, anche se non nego siano stati anni particolari. Ero giovanissima e probabilmente ho commesso degli errori ma pazienza. Spesso mi capita di guardare vecchi film e pensare «Magari questa cosa avrei potuto non farla», ma ho iniziato a 18 anni ed ero talmente inesperta da non sapere come muovermi, così mi lasciavo guidare dal regista e dai compagni di lavoro. Davo poca fiducia a me stessa e col senno di poi dico che sbagliavo perché non dovrebbe mai accadere ma ero piccola, non mi posso dare colpe.

Le femministe del tempo però non la videro mai di buon occhio.
No, erano gli anni della ribellione e la critica a queste commedie da parte delle donne era molto feroce anche se ho sempre pensato di non aver mai fatto nulla di particolarmente eccessivo. Erano pellicole sexy e ammiccanti, indubbiamente, ma nulla se paragonate alle brutture di oggi.

Cosa pensa del movimento #MeToo e dei vari casi di molestie nel mondo dello spettacolo eplosi nell’ultimo anno?
Sono eventi talmente delicati che ho sempre cercato di restare fuori da giudizi affrettati o superficiali però sono fermamente convinta che chi subisce una violenza, una molestia o una qualunque altra terribile forma di prevaricazione debba denunciare immediatamente, senza aspettare 30 anni, altrimenti tutto ciò perde di forza.

Le sono mai capitati episodi sgradevole al riguardo?
No, perché non ho mai dato la possibilità a nessuno di oltrepassare il limite. Il modo in cui ci si pone è fondamentale, se si mantengono rapporti professionali e si tengono le distanze difficilmente succede qualcosa. Questo lo dico soprattutto alle ragazze di oggi che pur essendo molto sveglie devono sempre stare attente e ricordarsi di mantenere una dignità, proteggersi e non buttarsi mai allo sbaraglio.

La sua storia con Johnny Dorelli è il simbolo di una longevità sentimentale rarissima al giorno d’oggi. Avete un segreto da svelare?
Il prossimo anno festeggeremo 40 anni insieme e posso solo dire che in effetti siamo stati bravi. Ho sempre avuto l’esempio dei miei genitori che hanno passato quasi 60 anni di vita insieme fino alla morte di mio padre. Avendo loro come specchio sono cresciuta con l’idea che il matrimonio dovrebbe essere intoccabile, pur non negando che esistano momenti in cui non se ne possa più e si vorrebbe scappare. Avere delle incomprensioni e normalissimo ma spesso è possibile superarle con il dialogo, il rispetto e la volontà di portare avanti la propria vita insieme nel modo più normale e sereno possibile. Indubbiamente ho trovato in Johnny un grande alleato visto che, forse anche per l’età avanzata e il fatto di appartenere a un’epoca diversa, ha sempre condiviso con me certi valori.

Per una donna costruirsi una famiglia può essere un ostacolo alla carriera?
Assolutamente no, io ho sempre avuto grande supporto e conforto da mio marito in ogni decisione presa. Quando mi hanno proposto la conduzione de Le Ragazze ero un po’ perplessa e avevo diverse paure, ma è stato proprio lui a spronarmi, facendomi riflettere sul fatto che potesse essere un’ottima opportunità. Anche grazie alle sue parole ho capito che per rimettersi in gioco non esistesse occasione più bella di un programma in cui parlare di donne e di storie.

Della storia delle donne.
Esatto, che comprende anche eventi successi 50 o 60 anni fa ma che le nuove generazioni devono conoscere. Percorrere tanti decenni scanditi dalle vite di altrettante figure femminili è come aprire un’enciclopedia e farsi un po’ di cultura, che di questi tempi non fa mai male.

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