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25 Ottobre Ott 2018 1622 25 ottobre 2018

Victoria dei Maneskin: «Il successo? Per le donne non è più difficile»

Crede nel potere delle artiste, è a favore di #MeToo ma sull'esclusione di Asia Argento da X Factor non si sbilancia. A tu per tu con la bassista romana.

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Victoria De Angelis Maneskin Donne

«Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire»: lo abbiamo canticchiato un po’tutti in queste settimane, mentre il singolo Torna a casa, da cui è tratto, scalava le classifiche di Spotify e Fimi. Perché il rock trasversale alla Måneskin piace a tutti. Grintoso, glam e un po’ funk. Ma soprattutto prepotentemente femmina. I quattro ex 'cattivi' ragazzi di X Factor consacrano il loro disco Il ballo della vita a Marlena, enigmatica figura femminile che aleggia fra le righe e le note di tutte le 12 tracce dell’album. A lei, la band romana ha anche dedicato la copertina del nuovo lavoro, in uscita il 26 ottobre. «Marlena è la voce e il volto del nostro messaggio di libertà», racconta Damiano, frontman del gruppo. «All’interno di questo corpo di donna sono racchiuse tutte le quattro anime della band. Ѐ la nostra Musa, la personificazione della creatività e della vita». Ma femmina è anche una dei quattro componenti della band. Victoria De Angelis, 18 anni, un viso d’angelo e una passione viscerale per la moda, è la bassista del gruppo. Al basso ipnotica e precisa (non a caso Fame di David Bowie è il suo brano preferito), è lei ad aver battezzato il quartetto romano con il nome 'Måneskin'. E sempre Vic ha ispirato l’energico e aggressivo singolo d’esordio Chosen, presentato sul palco di X Factor 2017. «Le donne nella musica? Se c’è determinazione le difficoltà non ci sono», spiega. E sul movimento #MeToo: «Ѐ giusto far sentire la propria voce».

GLI ESORDI

Dalle esibizioni davanti a pochi amici, al palco di X Factor. Un salto da far girare la testa, dritti in sella alle prime posizioni delle classifiche italiane. «Ho cominciato a fare musica a otto anni. Damiano, Thomas ed Ethan li ho conosciuti molto dopo. Thomas frequentava la mia stessa scuola, mentre io e Damiano suonavamo nella solita band. Un bel giorno noi tre abbiamo deciso di riunirci. Ethan, invece, si è aggiunto dopo. Lo abbiamo incontrato su Facebook. E adesso siamo legati col sangue», scherza Victoria. «La nostra più grande fortuna è stata quella di aver avuto tante persone che ci seguivano nonostante non avessimo ancora inciso un album. Sentiamo di avere una grande responsabilità verso di loro. Anche per questo abbiamo deciso di girare il docu-film This is Måneskin. Non si tratta assolutamente di un’autobiografia. Siamo consapevoli che la nostra carriera è iniziata solo un anno fa. Il nostro desiderio è piuttosto quello di metterci a nudo di fronte al nostro pubblico e mostrare processo creativo alla base del nostro primo disco, non c’è arroganza», dice. A chi mette in guardia sui rischi del cosiddetto 'effetto talent', colpevole di aver consegnato all’oblio decine di artisti, risponde: «Siamo rimasti noi stessi e abbiamo rotto l’incantesimo».

GRINTA IN PELLICCIA

Rock, rap e funk: Il ballo della vita è un miscellanea di generi e spunti. Tanto che, fra le dodici tracce del disco, fa capolino perfino una collaborazione con Vegas Jones, il re della trap. Un sound decisamente molto diverso da quello presentato sul palco di X Factor. Ma a non essere cambiato, assicura Victoria, è il modo di vivere la musica da parte dei quattro ragazzi romani. «Siamo ancora quelli di un tempo, anche se le nostre vite sono cambiate. L’anno scorso, ad esempio, non abbiamo mai trascorso più di un mese nella stessa città. Ho dovuto lasciare la scuola per fronteggiare i vari impegni, anche se adesso ho ripreso a studiare da privatista. Il mio focus principale resta, però, la musica», spiega l’artista. «I soldi? L’unico sfizio che ho assecondato è stato quello di comprarmi un bellissimo basso leopardato». Nessuno spazio per i compromessi, dunque. Nemmeno nell’abbigliamento. Pellicce, minigonne zebrate e paillettes. Nella scorsa stagione di X Factor, Victoria ha dimostrato carattere, non solo nelle impeccabili linee di basso. «La moda non è il mio mestiere, ma mi piace sperimentare anche attraverso il mio modo di vestire. Tutto ciò che mi piace lo faccio mio, non seguo un brand in particolare».

SESSISMO E MUSICA

In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, alcune musiciste avevano accusato la musica italiana di essere affetta da sessismo. «Sono fortunata perché a me non è mai capitato di trovarmi in situazioni spiacevoli. Nessuno ha mai provato a molestarmi in qualche modo», racconta l’artista. «Mi sento vicina a tutti gli uomini e le donne che hanno vissuto storie di violenza e che hanno deciso di raccontare la loro esperienza all’interno di campagne come #MeToo. È giusto che facciano sentire la loro voce». Sulla decisione di estromettere Asia Argento, paladina del movimento, dal ruolo di giudice di X Factor, Victoria sembra, invece, non volersi sbilanciare. «Non credo di essere nella posizione di poter dare un giudizio su quanto deciso dai produttori del talent. Posso solo dire che, come giudice, Asia sarebbe stata sicuramente molto competente». Ma sulla questione del sessismo nella musica, Vic dimostra di avere le idee chiare: «Non credo che per le donne sia più difficile raggiungere il successo. Se si crede in quello che si fa e ci si rispecchia nel proprio lavoro non si trovano difficoltà ad affermarsi anche sullo scenario musicale. Sono tantissime le artiste che hanno fatto la storia e che dimostrano questa verità».

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