25 Ottobre Ott 2018 0800 25 ottobre 2018

Alessandra Mastronardi: «Porto in tv donne forti e determinate»

Dalla carriera allo scandalo #MeToo, a tu per tu con l'attrice sul piccolo schermo con due fiction: I Medici – Lorenzo il Magnifico e L’Allieva 2, che debutta giovedì su Rai Uno.

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Alessandra Mastronardi Allieva

Gli occhi sono ancora quelli di Eva dei Cesaroni, grandi, sognanti e speranzosi di un futuro che oggi è un presente concreto, vissuto e osservato dalla prospettiva di una giovane donna che preferisce comunicare attraverso il proprio lavoro piuttosto che con l’immagine rimandata dai social, che usa ma dei quali non abusa. Alessandra Mastronardi dalla Garbatella e da quella Roma che l’ha sempre amata e coccolata ne ha fatta di strada, percorrendo un cammino che l’ha portata fino alla corte di Woody Allen e più recentemente alla sua nuova vita londinese. Una ragazza con la valigia che non dimentica l’Italia e che dopo l’esordio nella serie anglo-italiana I Medici – Lorenzo Il Magnifico in onda il martedì su Rai Uno, da questa sera bussa ancora alla porta delle nostre case nei panni di Alice, protagonista della seconda stagione della fiction Rai L’Allieva.

DOMANDA: In questi giorni sei sugli schermi italiani con due progetti differenti ma ugualmente importanti, com’è stato prendervi parte?
RISPOSTA:
Si è trattato di due esperienze davvero diverse, quella de I Medici è una produzione internazionale molto ampia e la mia interpretazione si inserisce all’interno di un progetto corale, mentre con L’Allieva mi sono sentita più a casa, essendo il proseguimento di un percorso già avviato.

Che tipo di figure femminili hai portato sullo schermo?
Lucrezia Donati, musa e grande amore di Lorenzo de Medici, è stata una donna concreta, con una personalità risolta e a tutto tondo, che pur non avendo mai avuto con lui una vera e ufficiale relazione, lo aiutò a sviluppare diversi punti di vista su ciò che gli accadde e sulle decisioni da prendere. Il suo fascino e la sua intelligenza furono determinanti per il successo di quello che per lei fu sempre e solo semplicemente Lorenzo. Alice Allevi invece, che il pubblico ha già imparato a conoscere come protagonista della prima serie de L’Allieva, è una giovane donna ancora alla ricerca di se stessa. Si tratta di due caratteri agli antipodi ma in egual modo vincenti, spero piacciano entrambe.

A quale delle due senti di assomigliare di più?
In questo momento della mia vita a Lucrezia e credo dipenda soprattutto dall’eta. A 32 anni ho ben chiaro chi sono e quello che voglio e proprio come lei sento di essere in possesso di basi più solide rispetto al passato, sulle quali fondare presente e futuro. Alice invece è più giovane, ha ancora la testa molto confusa e poco coraggio nell’accettare e affrontare i propri sentimenti. È un piacere poter dire di aver superato quella fase e non essere più in perenne caos mentale.

Un anno fa circa è scoppiato il caso Weinstein che ha dato il via alle denunce di molestie nel mondo del cinema e alla nascita del movimento globale #MeToo. Cosa ne pensi?
Tutto il bene possibile. È positivo che certe situazioni siano divenute note, mi dispiace solo che siano sembrate novità assolute quando invece nell’ambiente molte persone sapevano ma facevano finta di nulla. Ho notato un po’ di ipocrisia nel trattare un argomento tanto delicato ma tralasciando questo aspetto sono felice sia stato alzato il velo su un argomento così serio, vissuto ancora oggi come un tabù.

Non solo nel mondo dello spettacolo.
Assolutamente no, quella delle molestie e violenze sulle donne è una piaga che purtroppo non risparmia alcun ambiente. Credo però sia necessaria una precisazione, altrimenti si rischia di creare confusione.

Quale?
Odio gli estremismi e sono convinta sia importante capire bene ciò che accade o ci viene raccontato, e in molti casi mediare. Quando parliamo di questi fatti parliamo di reati gravissimi, da trattare con il giusto equilibrio e la certezza di ciò che si affermi. In caso contrario può succedere di estremizzare atteggiamenti magari sgradevoli o discutibili ma non criminali, rischiando di rovinare le vite o la reputazione di uomini che in alcune circostanze accentuano solo troppo le avances. La distinzione tra chi ci prova, anche eccessivamente, e uno stalker o un violento deve essere molto netta perché porre tutto sullo stesso piano non fa che mancare di rispetto alle vere vittime di questi assalti.

Ti sono mai capitati episodi ambigui?
Fortunatamente no. Non sempre purtroppo si riesce a evitare in tempo il pericolo ma credo che spesso noi donne ci rendiamo conto quando giunge il momento di chiudere una certa situazione o andare via da un luogo.

Sulla scia dei casi di molestie che hanno scosso Hollywood, a febbraio 124 attrici italiane e lavoratrici dello spettacolo hanno firmato la lettera manifesto Dissenso comune che puntava a contestare l’intero sistema e a rivendicare maggiori diritti per le donne. Eri tra loro?
Sì, era il momento giusto per esporsi.

Alcuni anni fa tua sorella ebbe a che fare con uno stalker, come si è evoluta la vicenda?
Fu un evento che scosse tutta la famiglia ma preferisco non parlarne perché è ancora in atto il processo a carico dell’imputato.

Oltre che per i tuoi successi da un po’ di tempo sei invidiata da molte donne soprattutto per il ruolo di ambassador Chanel, al quale si è aggiunto in questi giorni quello di web ambassador Falconeri. Come queste esperienze?
Indubbiamente da privilegiata. È un onore poter rappresentare marchi tanto prestigiosi. Mi diverto molto e farlo mi consente di esprimere anche attraverso la moda la mia personalità.

Dove ti vedremo prossimamente?
Sul grande schermo, visto che a gennaio 2019 dovrebbe uscire il film Bugiardi per la regia di Volfango De Biasi, nel quale recito a fianco tra gli altri di Giampaolo Morelli, Massimo Ghini e Paolo Ruffini. Per quanto riguarda la tv invece in questo momento sto girando la terza serie de I Medici.

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