18 Ottobre Ott 2018 1615 18 ottobre 2018 Aggiornato il 19 ottobre 2018

Chi è Paola Egonu, la schiacciatrice da record delle Azzurre

La Nigeria, i primi passi nello sport e il sogno di fare l'avvocato: a 19 anni è già una delle più forti pallavoliste al mondo. E lo sta dimostrando ai Mondiali.

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Paola Egonu

Un metro e 89 d'altezza ma una mano che in massima elevazione può arrivare fino a 3 metri e 44, un braccio così potente e rapido da scaraventare palloni per terra a 100 chilometri all'ora. Paola Egonu non ha ancora compiuto 19 anni ma è già una delle più forti pallavoliste al mondo. Lo sta confermando nel Mondiale in corso in Giappone, dove la Nazionale italiana femminile ci ha fatto sognare: il 19 ottobre ha battuto la Cina per 3-2 ed è pronta a volare in finale per l'oro nel Mondiale. Sabato le Azzurre affronteranno la Serbia.

DALLA NIGERIA ALL'ITALIA PER INSEGUIRE UN SOGNO

Paola ci ha messo del suo, mettendo per terra 246 palloni, con 206 schiacciate, 23 muri, 17 ace. Dati che la mettono in testa alla classifica marcatrici del Mondiale, lei che a questi numeri si è abituata precocemente, strappando il record di punti in una sola partita di Serie A1 femminile (46), quando ancora non aveva compiuto 18 anni. Potenza e passione per il volley, nata a Cittadella da genitori nigeriani, legata all'Italia e alle sue origini, convinta com'è che la sua patria sia ovunque si trovino mamma Sundey e papà Ambi, ma fermissima nella decisione di restare in Italia per amore del suo sport, per inseguire un sogno, quando i suoi stavano per trasferirsi a Manchester. Loro sono partiti, mamma, papà e i fratelli più piccoli, Angela e Andrea. Le mancano, quando può prendere un aereo e li raggiunge, li sente e vede via Skype, ma il suo posto, ora, è l'Italia. Il resto della famiglia è in Nigeria, una terra che ama profondamente. Lì c'è il nonno, che non ama vederla in divisa da volley, con quei pantaloncini troppo corti.

I TALENTI SBOCCIATI DA CLUB ITALIA

Paola è uno dei 'prodotti' di quel progetto chiamato Club Italia che la Federazione Italiana ha fatto nascere nel 1998 su iniziativa dell'ex ct azzurro Julio Velasco. Una squadra di club di proprietà della Federazione, che come primo obiettivo non ha la conquista di coppe e scudetti ma la formazione di giovani in grado di caricarsi sulle spalle il peso del futuro della maglia azzurra e che alla causa di questa nazionale ha prestato quattro atlete giovanissime nate tra il 1999 e il 2001 (Sylvia Nwakalor, Sarah Fahr, Elena Pietrini e Marina Lubian) dopo aver lanciato, oltre alla Egonu, la capitana Cristina Chirichella, la palleggiatrice Ofelia Malinov, la centrale Anna Danesi. Con il Club Italia, Paola Egonu ha giocato quattro anni, salendo dalla B1 alla A1, prima di trasferirsi all'Agil Novara per vincere una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia.

SPINTA A FARE SPORT DAL PADRE AMBI

La prima volta che ha toccato un pallone da volley aveva 12 anni e nemmeno troppa voglia di farlo. Era brava a scuola, finiva i compiti in fretta, passava un sacco di tempo davanti alla tv o buttata sul letto a dormire. A papà Ambi non piaceva, così le consigliò di fare sport. All'inizio fu dura integrarsi in un ambiente nuovo, poi piano piano la passione prese piede. Dopo un anno era già tra i talenti più promettenti del Veneto e dentro al club Italia, pronta per cominciare una nuova avventura e abituarsi a cose mai provate prima, come il cibo, così diverso da quello speziato della mamma, e quella strana abitudine di parlare a tavola, così distante da ciò che le avevano insegnato in famiglia e in Nigeria, dove a pranzo e cena si tace per rispetto del cibo. Da sempre protagonista in azzurro, dall'Under 15 in poi, campionessa del mondo Under 18 e bronzo Under 20 nel 2015, titolare alle Olimpiadi di Rio 2016 prima ancora di esser diventata maggiorenne, argento al World Grand Prix 2017. Emblema di una squadra giovane, in costante crescita, con un potenziale enorme, Paola Egonu è già fortissima ma ciò che è ancora più impressionante è che sembra avere ulteriori margini di miglioramento.

UMILE E PERFEZIONISTA

Estremamente esigente verso se stessa, perfezionista, poco prima di partire per le Olimpiadi di Rio 2016 diceva di non essere all'altezza dei Giochi. Ora invece l'Italia si aggrappa alle sue schiacciate per battere la Cina, approdare in finale e magari godersi di nuovo la sfida siderale con Tijana Boskovic e la Serbia, già incontrate nell'unica innocua sconfitta patita di questo Mondiale. Il 16 ottobre è finita 3-1 per le serbe, 29-28 nel conto delle palle a terra per la Boskovic sulla Egonu: bisognerà far meglio di così per tornare a vincere un Mondiale che manca dal 2002, anno in cui arrivò l'unico titolo azzurro al femminile. Era un'Italia trascinata dalle intuizioni di Eleonora Lo Bianco e dalla forza di un'altra opposto che ha segnato la storia della pallavolo femminile, Elisa Togut. Di quell'Italia, Paola Egonu conosce bene un'altra componente essenziale, quella Francesca Piccinini che è sua compagna di squadra all'Agil Volley e che qualche giorno fa ha annunciato il ritiro dall'attività agonistica al termine di questa stagione.

DALL'HIP HOP ALLA GIURISPRUDENZA

Nemmeno un tatuaggio sulla pelle, perché il suo corpo lo vede come 'un tempio' e non vuole profanarlo. Su Instagram pubblica le foto delle partite, degli allenamenti e delle uscite serali con compagne di squadra e amici. Ma anche brani hip hop, video di Aretha Franklin e Michael Jackson, immagini e frasi di Nelson Mandela, un testo di Jessie J., Queen, che recita più o meno così: «Il mondo dice che la bellezza sta cambiando, al diavolo, è una falsa aspettativa, non la realtà. Spogliati, comincia a meditare, sentiti elevata e di: amo il mio corpo, amo la mia pelle, sono una dea, sono una regina». Diplomata in ragioneria, Paola sogna di fare l'avvocato per difendere i più deboli, chi subisce ingiustizie. Una volta una commessa la seguì dentro un supermercato temendo che potesse rubare qualcosa, qualche compagno di classe le diceva che gli immigrati vengono in Italia per portar via il lavoro agli italiani. Chissà se avrebbero il coraggio di rifarlo oggi che vola con l'ombelico oltre il nastro della rete, adesso che schiaccia a terra palloni a 100 all'ora e che fa sognare tutta l'Italia dello sport.

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