Femminismo

Femminismo

8 Ottobre Ott 2018 1342 08 ottobre 2018

Zainab Fasiki: «Disegno per combattere le discriminazioni»

La vignettista marocchina sfida il mondo patriarcale e maschilista. Arabo e non solo. E spiega: «Bisogna educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro».

  • ...
Zainab Fasiki Fumetti Femminismo Marocco

Ventiquattro anni, caschetto sbarazzino e uno spesso tratto di eyeliner sui grandi occhi da bambina. Zainab Fasiki, illustratrice e disegnatrice marocchina, si muove con il suo rossetto rosso in un mondo costruito dagli uomini per gli uomini, dove una donna può essere oggetto d’insulti e apprezzamenti pesanti solo per il semplice fatto di girare da sola per strada. Fondatrice del collettivo Women Power e laureata in Ingegneria meccanica all’università di Casablanca, Zainab ha deciso di abbandonare integrali e bielle per dedicarsi interamente alla sua battaglia per l’uguaglianza di genere nel mondo arabo, un colpo di matita alla volta.

LA BATTAGLIA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI DI GENERE

«Fin da piccola ho subito discriminazioni sulla base del mio sesso, anche all’interno della mia famiglia. Disegnare è un modo per esorcizzarle e combatterle», racconta Zainab a Letteradonna.it. «Ho cominciato quando avevo solo quattro anni. Poi a 16 è arrivato il mio primo graphic tablet. E così mi sono affacciata al mondo del disegno digitale dalla mia cameretta, senza che nessuno mi insegnasse niente, aiutandomi con i tutorial disponibili in Rete». Oggi Zainab è una delle poche vignettiste donne a essere riconosciuta come tale nel mondo del fumetto arabo. Nel 2015 è entrata a far parte della prestigiosa fanzine marocchina Skefkef, una rivista indipendente di fumetti che esce ogni tre mesi e che tratta tematiche legate alle libertà individuali. Costretta a confrontarsi con una società patriarcale e profondamente ammorbante nei confronti delle donne, Zainab abbatte nelle sue vignette i tabù legati al mondo femminile, denunciando la forte ineguaglianza che sta alla base dei rapporti uomo-donna e la cultura della molestia tipica di molte società. «Essere donna nel mondo arabo è davvero difficile. E deprimente», sottolinea. «Un uomo varrà sempre più di te agli occhi della società. Se sei vittima di violenza sarai la prima a essere accusata per il tuo modo di vestire o di comportarti».

LA NUDITÀ FEMMINILE SFIDA IL MASCHILISMO SESSUOFOBICO

Le donne disegnate da Zainab sono provocanti e fatali, a volte perfino ironiche. Le sue tavole pullulano di ragazze che, nude, in lingerie o con il velo posato sui capelli, per strada o all’hammam, si fanno beffe di un maschilismo ipocrita e sessuofobico. «Disegno donne nude perché ho sempre desiderato invitare il pubblico ad accettare il corpo femminile come parte di questo universo e non come un oggetto sessuale», sottolinea l’artista. «Accade di frequente che ritragga me stessa. Ѐ un modo per dimenticare la pressione a cui la società mi sottopone in quanto donna. Molti, soprattutto nel mondo arabo mi hanno criticata. Non accettano i nudi artistici a causa della loro cultura di appartenenza». Una linea d’azione che le è valsa accuse durissime, in Marocco come all’estero. «Molti attacchi provengono da donne. Sono convinte che non le rappresenti in modo corretto», fa notare. Spesso, le donne di Zainab "indossano" i propri difetti fisici come la divisa di una supereroina Marvel, sfidando canoni di bellezza imposti dall’alto. Un modo per celebrare la bellezza in ogni sua forma, ferendo uno dei capisaldi su cui si fonda la cultura patriarcale non solo araba ma anche europea. «Voglio rompere l’immagine perfetta del corpo femminile creato dai media. Voglio che le donne smettano di soddisfare le aspettative degli altri, non sono bambole», racconta.

L'OBIETTIVO È EDUCARE LE NUOVE GENERAZIONI AL RISPETTO

Nonostante la giovane età, Zainab è considerata una delle voci più influenti del movimento femminista nel mondo arabo. Il suo ultimo lavoro, Hshouma, esplora il tema della vergogna e dei tabù legati alla nudità e al sesso. «Fin dalla mia adolescenza mi sono sentita ripetere che era hshouma, vergogna, fare o dire quella o quell’altra cosa. Per me è stato molto complicato. Mi sono sempre sentita frenata». Le protagoniste delle tavole di Hshouma sono donne in bianco e nero, prive delle pupille, che svelano non solo i loro corpi ma anche la loro voglia di libertà attraverso brevi testi in darija (il dialetto marocchino) e in inglese. «Disegno le donne così come appaiono nell’immaginario comune», dice la vignettista. «La società ci tratta come statue». Ma Hshouma è anche il nome della piattaforma gratuita messa a disposizione da Zainab per rompere i tabù di cui si nutre la società patriarcale marocchina. Un progetto nato durante la permanenza dell’artista al Matadero di Madrid e rivolto a bambini ed adulti. «L’attuale sistema è frutto di una precisa tradizione religiosa, patriarcale e politica che gioca un ruolo centrale nella limitazione delle libertà individuali. Per questo l’unica soluzione, al momento, sta nel cercare di cambiare il sistema educativo che è la base della società. Bisogna educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso