Femminismo

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7 Ottobre Ott 2018 0800 07 ottobre 2018

La minaccia Bolsonaro vista da una donna brasiliana

La regista Borges è scesa in piazza per dire "no" al candidato di estrema destra. «Ha idee omofobe e maschiliste», spiega a LetteraDonna. «Con lui presidente, il mio Paese tornerebbe indietro di 30 anni».

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Bolsonaro Donne Brasile

da Rio de Janeiro

Dieci giorni prima delle elezioni politiche in programma il 7 ottobre, 4 milioni di persone sono scese in piazza in tutto il Paese. Era il 29 settembre e le folle protestavano contro il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro, dato in vantaggio in tutti i sondaggi col 30% dei voti. L'evento è stato organizzato dai movimenti femministi sotto lo slogan “Ele não” (“Lui No”), nel tentativo delle donne di elevarsi ad argine contro le idee omofobe e maschiliste del candidato più estremista che il Brasile abbia visto dall'epoca della dittatura. In piazza, molti militanti ma anche tanta gente comune, come Taíla Borges, regista 36enne di origini africane che il 29 settembre ha deciso, insieme ad altre 200 mila persone, di scendere per le strade di Rio de Janeiro per dire «Votate chi volete, ma lui no». «Ho aderito a questa manifestazione perché voglio continuare ad avere voce nel mio Paese», racconta Borges a LetteraDonna.it.

Tutte le donne che odiano Bolsonaro

La pagina Facebook , creata il 30 agosto scorso spopola sul web, dopo nemmeno quindici giorni conta oltre 59 mila membri, ma la comunità vorrebbe " unire le donne di tutto il Brasile (e quelle che vivono fuori dal Paese) contro l'avanzata e il rafforzamento del machismo, della misoginia e di altri tipi di pregiudizi rappresentati dal candidato Jair Bolsonaro e dai suoi elettori", come dichiarato dal gruppo sui social.

DOMANDA. Quanto è importante partecipare a una manifestazione del genere?
RISPOSTA.
È importante partecipare a qualsiasi manifestazione in cui si crede veramente. Le manifestazioni hanno bisogno di persone affinché possano avere una voce forte. Sono contro lo sterminio dei neri nelle favelas. Sono contro la banalizzazione della lotta delle donne. Ritengo allarmante che ci sia un candidato alla presidenza così estremista. Per fortuna, ho avuto dei buoni professori di storia e non riesco a ignorare il fascismo di Bolsonaro e dei suoi seguaci che sta crescendo davanti ai nostri occhi.

Lei si considera di sinistra?
Sì. Sono cosciente degli errori commessi dalla sinistra, non la difendo ciecamente, ma incarna ancora un pensiero vicino alla mia visione di società. Tuttavia, da quello che ho visto, dalle persone che conosco, c'erano anche amici di destra in piazza. Perché, in fin dei conti, siamo d'accordo che le idee di questo candidato ci farebbero regredire rispetto alle conquiste fatte negli ultimi 30 anni.

In Brasile, le manifestazioni organizzate da movimenti femminili non sono una novità.
È vero, negli ultimi due anni ho partecipato alla manifestazione annuale per la Festa della donna, l'8 marzo, che viene organizzata dal “movimento 8M” a Rio de Janeiro. In questa manifestazione si denuncia il femminicidio, lottiamo per la legalizzazione dell'aborto e la fine delle molestie verso le donne.

Lei è iscritta a qualche partito?
Non sono iscritta a nessun partito e mai lo sono stata. Il 29 settembre sono scese in piazza molte attiviste dei collettivi femministi e donne iscritte a partiti. Ma c'erano anche donne e intere famiglie senza bandiere, persone di tutte le età che urlavano e protestavano contro le idee fasciste.

Lugar de lixo é no lixo! Orgulho de vocês, meninas! #MulheresUnidasContraBozo

Geplaatst door Mulheres Unidas Contra Bolsonaro op Woensdag 12 september 2018

Nelle immagini, si vede che c'erano anche molti uomini.
Me lo aspettavo, non è stata una sorpresa. Ho molti amici che sapevo che sarebbero scesi in piazza e la cosa positiva è che non c'è stato nessun protagonismo da parte loro. Ai microfoni hanno parlato soltanto le donne. Anche se, sinceramente, al momento della protesta che tu sia uomo o donna mi interessa il giusto. L'importante è stare assieme.

Questa manifestazione ha cambiato qualcosa tra le donne che sostengono Bolsonaro?
No. Putroppo molte donne si credono “belle”, “sante” e “di casa” e vedono questa manifestazione come un obbrobrio femminista nel quale non si identificano. Queste donne credono che il femminismo non sia importante, ignorando il fatto che l'indipendenza economica e il diritto di voto sono vittorie provenienti dalle lotte dei movimenti femministi del passato che loro oggi condannano. Non ho rotto amicizie a causa dell'appoggio a Bolsonaro di certe donne che conosco perché mi interessa capire le regioni per le quali queste persone sono portate ad esprimere un simile voto. Principalmente, questa gente vota a destra perché non vuole più vedere il Partito dei lavoratori di Lula nuovamente al governo.

E se vince Bolsonaro? Le donne continueranno a scendere in piazza?
Sicuramente. La manifestazione “Ele não” è stata pacifica. Non ci sono stati scontri con la polizia. Nonostante questo, se dovesse vincere Bolsonaro, un soggetto che ha pubblicamente omaggiato i militari che torturavano le donne (come l'ex presidente Dilma Rousseff) durante gli anni della dittatura, mi aspetto cariche della polizia e lacrimogeni. Ma siamo arrivati fino ad oggi, al 2018, ottenendo molte conquiste e dobbiamo ancora ottenerne molte. Regredire non è un'opzione. Resistere è necessario.

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