19 Settembre Set 2018 1752 19 settembre 2018

Ambra Angiolini presta la voce a Evelyn ne Gli Incredibili 2

Molto più di un film per bambini: una storia che, ai tempi di #MeToo, mette al centro la figura della donna emancipata. «Doppiare un personaggio Disney è sempre stato il mio sogno».

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Ambra Angiolini Incredibili 2

Quando il supereroe è donna: è uscito il 19 settembre nelle sale italiane Gli incredibili 2, l’attesissimo secondo capitolo di Brad Bird che vede tra le doppiatrici Ambra Angiolini. L'attrice che ha prestato la voce ad Evelyn Deavor, l’esperta di hi-tech con il compito di convincere le istituzioni dell’utilità dei supereroi e ribaltarne la percezione mediatica, ci ha raccontato che cosa ha significato doppiare per la prima volta un personaggio della Disney Pixar: «Era un’esperienza che desideravo tanto fare ed interpretare Evelyn è stato fantastico». Incontriamo Ambra Angiolini durante la terza edizione del Fuori Cinema, che si è svolta a Milano dal 15 al 17 settembre con l’anteprima nazionale del cartone Pixar. All’evento tantissimi vip: da Maddalena Corvaglia a Melissa Satta e Francesca Michelin fino a Bebe Vio e Amanda Lear, le altre due voci che hanno animato la versione italiana del film. Ambra Angiolini arriva dopo, direttamente dal set della sua ultima fiction Il silenzio dell’acqua, sfilando sul red carpet come solo una donna che ha imparato ad affrontare molte tempeste sa fare. Dopo gli scatti dei fotografi è il tempo delle interviste e nei cinque minuti a nostra disposizione approfondiamo il significato velato del film, quello che va oltre l’animazione. Perché Gli Incredibili 2 non è solo un lungometraggio per bambini ma è una storia attuale che, ai tempi del movimento #MeToo, mette al centro la figura della donna che coniuga lavoro e famiglia, portandoci a riflettere sul suo ruolo all’interno delle dinamiche familiari. La protagonista è una donna-eroina Helen/Elastigirl, moglie e madre che, scelta da Evelyn come frontwoman per l’impresa, guadagna per la prima volta il suo spazio, mentre il marito è alle prese con la casa e i figli: «il film è portatore di un messaggio molto importante: il sapersi mettere nei panni degli altri in una famiglia».

DOMANDA: La sua voce è in tutti i cinema italiani dal 19 settembre con Gli incredibili 2. Com’è stato doppiare per la prima volta un personaggio della famiglia Disney Pixar?
RISPOSTA: È stato raggiungere l’ennesimo traguardo perché ho sempre desiderato doppiare un personaggio della Disney. Le volte che guardavo i film animati pensavo che sarebbe stato bellissimo avere la possibilità di farlo e mettermi in gioco. Così, quando ho ricevuto la risposta positiva del provino – perché anch’io ho sostenuto un provino! - mi sono quasi commossa. È questo significa che lo volevo davvero, per me era un obiettivo personale.

Lei ed Evelyn vi assomigliate?
Per certi versi sì. Io non sono tecnologica come lei, però, nei confronti dei linguaggi che cambiano sono intuitiva e imparo velocemente. Sono stata sempre in mezzo alle bufere, quindi inevitabilmente devi imparare a stare a galla. La differenza tra me ed Evelyn è che lei ha un modo un po’ felino di entrare nei luoghi io, invece, sono più rumorosa.

È più facile interpretare un personaggio o prestargli la voce?
Da attrice, anche se non dovresti, ti poni il problema della faccia e, ogni tanto, succede che cadi nel tranello dell’espressione. Doppiare è molto bello perché ti dà modo di fare il tuo lavoro liberandoti da te stessa e da quello che tu sei. Puoi entrare davvero nel corpo e nella faccia di un personaggio ma in realtà lo fai in maniera immaginaria. Per me è stata una terapia di gruppo, con la differenza che i tuoi colleghi sono tutti irreali.

La protagonista del film Evelyn, è un supereroina alla ribalta del successo, divisa tra lavoro e famiglia.
È giusto educare i propri figli mostrando la vita vera, quella che dovrebbe essere. Situazioni familiari così come nel film esistono, ma si fanno ancora fatica a vedere. Proprio perché tratta temi attuali che vanno oltre l’animazione, Gli incredibili 2 è un film che va visto. Non c’è un messaggio femminista, ma ci sono valori più grandi, importanti e concreti come quello di una famiglia e la necessità di un’organizzazione tra i genitori. Essere interscambiabili è indispensabile ed è un super potere, perché rende mamma e papa più innamorati e più uniti. Mettersi nei panni degli altri è fondamentale in una famiglia. E consiglio la visione a tutti coloro che non riescono ancora ad organizzarsi.

Come doppiatrici in questo film ci sono altre tre donne molto forti: l’artista Amanda Lear, la campionessa paralimpica mondiale Bebe Vio e l’iconica Isabella Rossellini. Crede che attualmente nel cinema venga dato il giusto spazio alle donne?
Non voglio pensare che si possa parlare ancora di discriminazione. Le donne devono avere le stesse opportunità ed è proprio ciò che stiamo cercando di ottenere tutte insieme con il manifesto Dissenso Comune. Nei collegi che ancora contano non ci sono donne, quindi monitorare la parità diventa difficile. Ma è necessaria trasparenza ed esposizione alla luce del sole perché se si crea un imbuto noi vogliamo sapere dove e, soprattutto, perché escono sempre storie con registi uomini.

Perché in Italia il movimento #MeToo non ha avuto lo stesso riscontro come all’estero?
In realtà il movimento ha riscontro anche in Italia. Il problema è che siamo più abituati al fatto che chi parla e denuncia ha sempre torto.

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