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21 Agosto Ago 2018 2020 21 agosto 2018

Miriana Trevisan difende Asia Argento contro Bennett

L'attrice a sostegno della collega e amica dopo le rivelazioni del New York Times: «Mi sento di crederle, il movimento #MeToo le deve tanto e non deve essere fermato».

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Miriana

«Appena letta la notizia, ho provato un grande dispiacere per Asia. L’ho contattata, mi ha risposto subito. Mi ha detto di essere sconvolta. E mi ha detto, con fermezza, che non è vero. Continuava a chiedersi perché le stessero facendo questo. Istintivamente, sento di doverle credere»: a parlare è Miriana Trevisan, che nutre nei confronti di Asia Argento un sincero affetto e che con lei condivide un fardello di amarezza e rabbia. Come molti ricorderanno, a novembre 2017 l'attrice ha dichiarato di aver subito molestie, nel 1997, da Giuseppe Tornatore, il quale ha negato affermando di non averla neppure sfiorata. Tra chi difese Trevisan, c'è stata Asia Argento. Adesso è Trevisan a difendere la collega. La sua voce vibra di indignazione: «Naturalmente non posso parlare per Asia e comunque l’ha già fatto lei. Io mi concentro sulla questione percepita: perché a tutti, in ogni parte del mondo, è venuto e continua a venire il dubbio che Asia abbia scatenato questo casino (si riferisce alle denunce pubbliche nei confronti di Harvey Weinstein, ndr) per avere successo e nessuno, invece, sembra ipotizzare la stessa cosa a proposito di Jimmy Bennett?».

La vicenda continua a tenere banco: secondo un articolo apparso sul New York Times, Asia Argento ha pagato il giovane collega perché non la portasse in tribunale con l'accusa di abuso sessuale dopo che i due avrebbero avuto un rapporto non consensuale (Ma Asia Argento nega ci sia mai stato) in una camera d'albergo in California nel 2013, quando lui aveva 17 anni e lei 38. Asia Argento ha pagato 380mila dollari. Il New York Times ha scritto di essere in possesso di documenti scambiati tra i legali di Argento e quelli di Bennet ricevuti tramite mail criptate. Dopo aver trascorso diverse ore nel più totale silenzio, il 21 agosto Asia Argento ha fornito la sua versione dei fatti. Ha negato di aver avuto rapporti sessuali con Bennet spiegando che «dopo la mia esposizione nella nota vicenda Weinstein, Bennet (che versava in gravi difficoltà economiche e che aveva precedentemente assunto iniziative giudiziarie anche nei confronti dei suoi stessi genitori rivolgendo loro richieste milionarie) inopinatamente mi rivolse una esorbitante richiesta economica. Bennett sapeva che il mio compagno, Anthony Bourdain, era percepito quale uomo di grande ricchezza e che aveva la propria reputazione da proteggere in quanto personaggio molto amato dal pubblico».

Secondo Asia Argento sarebbe stato Bourdain, che si è suicidato l’8 giugno, a insistere perché «la questione venisse gestita privatamente e ciò corrispondeva anche la desiderio di Bennett. Anthony temeva la possibile pubblicità negativa che tale persona, che considerava pericolosa, potesse portarci. Decidemmo di gestire la richiesta di aiuto di Bennett in maniera compassionevole e venirgli incontro». «Anthony - prosegue l'attrice - si impegnò personalmente ad aiutare Bennett economicamente. A condizione di non subire più intrusioni nella nostra vita».

«ASIA COSTRETTA A SVELARE L'ACCORDO VOLUTO DAL COMPAGNO MORTO: CAPISCO IL SUO DOLORE»

Miriana Trevisan sperava con tutto il cuore che lei parlasse: «In queste ore hanno scagliato pietre contro di lei, senza nessuna pietà. Pareva che non vedessero l’ora. L’ho sentita molto ferita. E dopo aver letto le sue dichiarazioni, comprendo quando grande posso essere il suo dolore: per difendersi ha dovuto tirare in ballo l’uomo che lei ha amato, che tuttora ama moltissimo e che però non c’è più. Ha dovuto mettere in piazza quell’accordo che vede coinvolto anche un uomo morto. Ha fatto passare due giorni sì, ma considerata la situazione sono anche pochi».

Spero che questa vicenda non intacchi il lavoro meraviglioso delle donne che hanno il coraggio di parlare

Miriana Trevisan

La Trevisan non crede a quanto scrive il New York Times e riflette anche sulle presunte foto che mostrerebbero l’attrice e l’allora minorenne collega a letto insieme: «A questo punto mi chiedo: ma quante persone vengono ricattate per una foto fatta magari ingenuamente, per non far sapere di essere gay, per l’errore di una sera? Anche questo è stalking. È una vera e propria piaga sociale». Trevisan si augura che questa vicenda non influisca negativamente sul «lavoro meraviglioso» fatto dalle donne che negli ultimi mesi hanno avuto il coraggio di parlare. E ricorda che, per quanto riguarda l’Italia, a muovere «questa voce sotterranea» è stata proprio Asia, con la sua anima libera: «Pian piano ne stavamo parlando sempre di più. Questo non deve essere intaccato».

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