14 Agosto Ago 2018 0800 14 agosto 2018

Dal buio dopo Weinstein a Victoria's Secret: la nuova vita di Ambra Battilana

Tre anni fa nessuno la voleva assumere neanche come cameriera. Oggi la modella italo-filippina che ha denunciato il produttore riparte da un contratto prestigioso. L'intervista.

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Ambra Battilana Victoria Secret 2

Tanto rumore per nulla? Qualcuno se lo chiede. Timidamente, forse. Però lo fa. Perché Harvey Weinstein sembrava indifendibile. Le denunce, un centinaio. Le molestie, molte confermate, alcune persino documentate. Il suo impero, definitivamente crollato e lui, licenziato, proprio dalla sua compagnia. Poi però in Tribunale ecco il colpo di scena: una delle sue principali accusatrici, che almeno per il momento ha scelto di restare anonima, avrebbe inviato al produttore centinaia di sms d’amore, mesi dopo l’avvenuto episodio di molestie: «Mi manchi omone mio», «Spero di vederti appena possibile», «Apprezzo tutto quello che fai per me», «Ti amo sempre». Sono questi i messaggi, alcuni perlomeno, presentati dalla difesa di Weinstein durante la causa per violenze sessuali. Prove che hanno spiazzato un po’ tutti. Anche perché proprio sulla base di questi nuovi elementi, l’entourage legale del produttore ha chiesto l’archiviazione del caso.

«THE TRUTH SPEAKS VERY LOUD»

«Ci sono decine e decine di donne che lo hanno denunciato, possibile che un passo falso di una di loro possa portare a una simile decisione?». Ambra Battilana Gutierrez, 26 anni, modella, provò a denunciare il produttore alla Procura di New York tre anni fa, sentendosi però rispondere: «Prove insufficienti, il caso è chiuso» nonostante avesse con sé un nastro in cui Weinstein stesso ammetteva le molestie. Ma non crede in colpi di scena, anzi. Come ha ripetuto quattro mesi fa a Women in The World, uno dei summit giornalistici americani più importanti in assoluto a cui è stata invitata assieme ad Asia Argento e Laura Boldrini: «The Truth speaks very loud», la verità parla a voce molto alta.

UNA NUOVA VITA

Tre anni sono trascorsi da quando Ambra, dopo esser stata respinta dalla procura - per questa decisione il procuratore capo di New York oggi è sotto indagine - firmò un accordo vincolante con cui si impegnava a tacere sulle molestie. In cambio ricevette una cospicua somma di denaro (si parla di un milione di dollari). Contemporaneamente però subì una dura campagna mediatica: «Arrampicatrice, bugiarda, falsa», titolavano i giornali, attacchi che la costrinsero a fuggire dagli Usa. Oggi però è diverso. Oggi la sua vita è cambiata. Ambra è tornata a vivere a New York, ed è di nuovo al lavoro come modella. L’ultimo contratto lo ha firmato con Victoria’s Secret.

Ambra Battilana per Victoria's Secret.

DOMANDA: Per molte del settore, Victoria’s Secret è un punto di arrivo.

RISPOSTA: Spero al contrario possa essere un inizio. Ho lavorato molto per poterci arrivare, ci speravo effettivamente, è un cliente molto buono, sia a livello di portfolio che di guadagno. Però, come detto, non è che mi sento arrivata, anche perché non sono uno dei cosiddetti 'Angeli' di Victoria’s Secret. Ma spero di continuare a lavorare con loro.

D: Com’è avvenuto il primo contatto?
R:
Tutto è iniziato con il Request Casting, che avviene quando chiedono di vederti personalmente. In tutto eravamo una quindicina.

D: Un bel cambiamento rispetto a tre anni fa, quando nessuno ti credeva e nessuno era disposto a offrirti un lavoro come modella.
R: Neanche come cameriera. Non mi volevano più nemmeno al ristorante dove andavo di solito. Anche la casa in affitto mi è stata tolta da una persona che di recente mi ha chiesto scusa per non avermi capito e creduto subito.

D: Ce ne sono tante?
R:
Purtroppo sì. Ho ricevuto molte scuse. Messaggi lunghissimi, anche da ragazzi che mi avevano preso in giro e che poi come se nulla fosse successo si sono rifatti vivi con sms del tipo: «Sono contento che le cose per te si siano sistemate. Perché non ci beviamo un drink?».

D: Anche ex fidanzati?
R:
Non so se è corretto usare questo termine. Ma da persone che frequentavo sì, con cui ai tempi pensavo potesse esserci qualcosa di vero. Purtroppo la risposta era sempre la stessa: «No scusa, ma che hai capito? E poi credi voglia stare con te con la reputazione che hai?». Per me erano delle mazzate terribili. In quel periodo per me uscire con un ragazzo era un problema, ormai ero stata etichettata in quel modo anche se non era vero niente.

D: Tutti ti hanno voltato le spalle? Nessuno ti è rimasto accanto, a parte la tua famiglia che però viveva in un altro Paese?
R:
Una persona sì. Andrea Denver, modello anche lui, italiano che vive a New York. Dopo lo sfratto sono andata a vivere da lui, ci eravamo conosciuti perché frequentavamo gli stessi ambienti. È stato ed è ancora un vero amico. Posso confermare che l’amicizia tra uomo e donna esiste. Ha creduto in me e mi ha ospitato per tutto il tempo di cui ho avuto bisogno.

D: I problemi con i ragazzi sono ora solo un lontano ricordo.
R:
Posso dire che mi vedo con una persona, che però sta in Italia. Non so quanto si possa definire una relazione stabile, vista la lontananza. È anche vero che non appena mi è possibile cerco di tornare. In questo momento ad esempio mi trovo in Sardegna con mio fratello ed è qui che passerò le mie brevi vacanze. Poi tornerò per il processo di Berlusconi (il Ruby Ter, Ambra è riconosciuta parte civile mentre l’ex premier è stato rinviato a giudizio, ndr). D’altra parte, al momento, sono molto impegnata con lavoro. Ci sono ancora molte persone che mi invitano fuori, comprese quelle che mi avevano voltato le spalle. Io però guardo avanti.

D: La vita di Ambra, insomma, è cambiata.
R:
La svolta è arrivata con l’arresto di Weinstein. Ora è tutto molto più facile. Il lavoro va molto bene. La mia famiglia è felice, che per me è la cosa più importante.

D: A proposito di processi, quello di Weinstein rischia di avere un risvolto inaspettato: è stata chiesta l’archiviazione.
R:
Non posso sbilanciarmi più di tanto perché per me vale ancora l’accordo vincolante. Ma non riesco a credere che, a fronte di tante denunce, qualche sms di una delle accusatrici possa ribaltare il verdetto.

D: Intanto, ecco un’altra attrice uscita allo scoperto: Valeria Golino. Che ha detto: «Anch’io sono stata molestata, ma ho preferito non parlare. Diciamo che ho vissuto un #Metoo molto personale, interiore».
R: Non sapevo di Valeria. Come sinceramente non sapevo della richiesta dell’archiviazione da parte degli avvocati di Weinstein.

D: Rifaresti quanto già hai fatto in passato? Rifirmeresti ad esempio l’accordo vincolante che ti obbliga a tacere sulle molestie di Weinstein in cambio di denaro?
R:
Il fatto è che in quel momento non avevo nessun’altra scelta. Non sapevo cosa fare. Non avevo possibilità di sconfiggere quella persona. Avevo davanti una ventina di pagine scritte in inglese, che ancora non conoscevo bene, con il mio avvocato che mi diceva: «Firma, devi firmare, è la cosa migliore». Se già in quel periodo qualcuno mi avesse aiutato, magari anche solo alcune delle donne che sono poi uscite allo scoperto, se l’avessero fatto tre anni fa, forse non avrei perso tutto questo tempo e quindi probabilmente no, non avrei firmato.

D: Tu italo-filippina. Che idea ti stai facendo della situazione in Italia, dove l’intolleranza e gli episodi i violenza nei confronti dei migranti sta aumentando in maniera sempre più forte?
R: Per fortuna la nostra gente non ha mai avuto problemi. L’intolleranza è rivolta nei confronti di altri popoli, spesso che hanno bisogno di aiuto e non capisco perché in Italia si voltino le spalle al prossimo. È ovvio che queste persone non possono dare il meglio di sé in un Paese che non è il loro. Hanno perso tutto, stanno fuggendo dalle guerre. Credo occorra mettersi nei loro panni, capire quello che stanno vivendo e cercare di andar loro incontro.

D: Gli italiani quindi sono egoisti?
R:
No, non intendevo questo, ma credo conti molto il fatto di non essere stati mai a contatto con la sofferenza. Ero così anch’io prima di andare nelle Filippine (Ambra è nata a Torino, ndr), poi mi sono ritrovato davanti bambini che dormivano per terra, una povertà da far spavento. Situazioni estreme che ti fanno capire la fortuna che hai.

D: Continui a fare beneficenza?
R:
Certo, sostengo ormai da un paio di anni humanility.org, un’associazione che aiuta i bambini senzatetto nelle Filippine, di qualsiasi età. Si costruiscono orfanotrofi per dare loro l’opportunità di poter dormire su un letto al caldo e per poterli fare studiare. Vorrei seguirlo ancor più da vicino, andare più frequentemente nelle Filippine per seguirne i progetti. Diciamo che è un impegno che voglio prendermi.

D: Ultima domanda. In una delle tue recenti interviste, ci avevi raccontato di avere in progetto la produzione di un film su Berlusconi. Sorrentino ti ha anticipato. Al momento resta solo un’idea o è qualcosa di più?
R:
Premetto di non aver visto il film di Sorrentino (non me ne hanno parlato benissimo ma prima di esprimere giudizi vorrei vederlo). Il progetto comunque va avanti, è molto più che una semplice idea. Saprete tutto a tempo debito.

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