21 Luglio Lug 2018 0900 21 luglio 2018

La madre di Cantone: «In quei video vedo Tiziana plagiata»

Maria Teresa Giglio accusa: «Dovevano indagare per omicidio. Il suicidio? La mia bambina era finita nelle mani di un uomo perverso». A settembre il libro inchiesta.

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Tiziana Cantone Video Denuncia Madre

Il 16 settembre 2016 Tiziana Cantone decise di farla finita, schiacciata dalla vergogna, dalle malelingue, dalla cattiveria degli haters, da un maledetto tormentone («Stai facendo un video? Bravo») diventato virale e, infine, dalla condanna al pagamento di 20 mila euro di spese legali. Quando i video hard divennero di dominio pubblico, Tiziana trovò sostegno nella madre, che provò ad allontanarla dal fidanzato-padrone Sergio Di Palo e che la affiancò nella battaglia per il diritto all’oblio. A quasi due anni dal suicidio della figlia, Maria Teresa Giglio continua a lottare, con tutto il coraggio di questo mondo, perché sua figlia deve avere giustizia. E qualcun altro deve pagare. A settembre le sue battaglie prendono la forma di un libro inchiesta, Tiziana Cantone mia figlia (Pellegrini Editore) scritto a quattro mani con l’avvocata Romina Farace: «Il "suicidio" (ci chiede di usare le virgolette, ndr) ha ancora tanti lati oscuri. Nel libro racconto di tante persone, anche importanti, coinvolte ma sulle quali non si è indagato e di altre ancora con le quali non si è andati veramente a fondo, nonostante le mie testimonianze. Racconto di medici verso cui Di Palo aveva indirizzato mia figlia e che non hanno saputo o voluto fare ciò che sarebbe servito per salvarla», spiega Maria Teresa a LetteraDonna, sottolineando come per Tiziana si potesse e si dovesse fare di più. Anche, o forse soprattutto, prima che suo malgrado diventasse famosa: «Con i video finiti online, il verdetto era già stato dato, dal popolo del web, dai giornali e da quelli preposti alla tutela dei suoi diritti: Tiziana era colpevole di aver fatto sesso».

Maria Teresa Giglio

DOMANDA. A fine maggio 2018 Sergio Di Palo è stato rinviato a giudizio per simulazione di reato, calunnia, accesso abusivo del sistema informatico. Come ha reagito alla notizia?
RISPOSTA.
Diciamo che, dopo due anni e altrettante archiviazioni, finalmente vedo uno spiraglio di luce che mi dà un po’ di conforto, anche se il dolore per aver perso la mia unica figlia, che più nessuno potrà riportare indietro, è immenso. Per quanto riguarda Di Palo, io ho ho compreso fin da subito quale fosse il suo ruolo e soprattutto la sua responsabilità in ciò che è accaduto a mia figlia.

Ovvero?
Tiziana era una ragazza normale, con i suoi alti e bassi, ma non aveva stravaganze sessuali, come aveva sempre affermato anche lo psicanalista, che l'aveva seguita nei periodi bui. Sono sempre stata sicura che fosse stato Di Palo a indurla a girare quei video, manipolandola psicologicamente. Se fosse stata sessualmente disinibita e trasgressiva come qualcuno e anche lui ha cercato di far credere, non avrebbe sofferto o provato vergogna. Anzi, avrebbe cavalcato l'onda della notorietà...

Dunque Tiziana è stata una vittima fin dall’inizio?
Mia figlia è stata sicuramente vittima di plagio. Troppo spesso si tende a considerare la donna complice del manipolatore perché non riesce a ribellarsi ed è proprio questa la violenza esercitata, che è psicologica. La vittima è paralizzata, confusa, sente il dolore e la sofferenza emotiva, ma non riconosce l’aggressione subita.

Per Di Palo l'accusa di istigazione al suicidio è ormai caduta. Ma secondo lei l’ex compagno di Tiziana è colpevole di questo reato?
Di sicuro questa vicenda è stata interpretata e gestita male fin dall'inizio, con tante negligenze e lacune investigative che hanno portato a conclusioni frutto di una valutazione sbrigativa, basata su mere congetture. Ad esempio è stato dato molto peso al fatto che Tiziana avesse già tentato il suicidio altre volte quando viveva con lui. Anche se fosse, mia figlia si era ripresa da quando era tornata a casa con me: pensi che due giorni prima della sua morte aveva anche ordinato un bracciale, che sarebbe stato consegnato dopo 15 giorni. Indagare per istigazione al suicidio contro ignoti, poi, è inutile perchè è difficile trovare il dolo. Dovevano indagare per omicidio.

Tiziana Cantone

Omicidio?
Sì. Quando sono intervenuti i carabinieri guidati dal maresciallo della caserma di Mugnano, Tiziana era stesa a terra perché mia cognata e mio fratello, oltre a chiamare subito il 118, avevano cercato di salvarla sciogliendo il foulard che aveva attorno al collo. Quindi lo scenario già non era quello di un suicidio. Perchè hanno dato per scontato che si trattasse di questo? Perchè non chiedere di far intervenire il pm sul posto? Hanno archiviato argomentando che era depressa e quindi si sarebbe tolta la vita «in piena coscienza e per sua volontà»: motivazione assurda, perché una persona depressa non è in piena coscienza. Poco prima della tragedia ha ricevuto delle telefonate da Di Palo. Lui l'ha istigata, ne sono convinta (l'accusa di istigazione al suicidio però è stata archivata dal gip, ndr), perchè non accettava che Tiziana si fosse allontanata da lui. Non è stato fatto neanche un esame autoptico nè un esame tossicologico. Lo trovo assurdo.

Che ragazza era Tiziana?
Era meravigliosa sotto tutti gli aspetti e non lo dico perché sono sua madre. Era dolce, buona, bisognosa di quell'affetto paterno che ha condizionato un po’ tutta la sua vita. Soffriva per la mancanza di amiche vere, sincere. Era molto sensibile, con i suoi pro e contro: sapeva mettersi nei panni degli altri e capire il punto di vista altrui, riusciva a gestire i dissapori ma viveva le sue emozioni in modo amplificato. Amava vestirsi bene, con un debole per borse e scarpe, le piaceva viaggiare e leggere, adorava il mare, il sole e praticare sport acquatici. Non sopportava l'arroganza, la maleducazione e i luoghi comuni.

Un ricordo particolarmente caro che ha di lei?
La nostra ultima vacanza in Sardegna a Porto Cervo, da dove mancavamo da un po’ di tempo: lei mi diceva che quella era stata la nostra "luna di miele", dopo tanti dissapori. Ricordo che era così contenta, rilassata, felice di quella ritrovata sintonia che c'era sempre stata fra noi due e che si era interrotta a causa di Di Palo. Ecco perché dico che se mia figlia se avesse voluto suicidarsi l'avrebbe fatto molto prima!

Come venne a sapere dei video?
Io ero all'oscuro di tutto perché non andavo sui social più di tanto. Un giorno Di Palo venne a casa con Tiziana: non ci vedevamo da tempo perché avevamo avuto delle discussioni sul fatto che avesse fatto terra bruciata intorno a lei. Mi disse che il video era un fotomontaggio.

Quando vidi quei video realizzai che mia figlia era caduta nella mani di un uomo perverso.

Maria Teresa Giglio

Lei come reagì?
Ero sbigottita, ovviamente. Ma riuscii a notare che a parlare era sempre e solo lui, che nel frattempo fissava Tiziana in modo minaccioso. Mi ripeté più volte che che avrebbe pensato a tutto lui, suggerendomi anche di non andare su Internet, cosa suggeritami anche dalla psicologa che seguiva mia figlia.

Suggerimento ascoltato?
All’inizio sì. Ma poi la cosa divenne sempre più grande. Persino i miei amici mi telefonavano per mettermi al corrente della cosa. Mi feci forza e, con l’aiuto di tranquillanti, visionai i video: riconobbi Sergio Di Palo e anche casa sua. Vedendo mia figlia trattata in quel modo ebbi anche un malore.

Che cosa ha pensato in quel momento?
Ho realizzato che la bambina che avevo cresciuto con tutto l'amore del mondo era finita nella rete del male, nelle mani di un uomo perverso, un manipolatore senza scrupoli e anima. Volevo saperne di più, così andai dalla sua psicologa.

Perché?
Lei aveva iniziato a seguirla fin dall’inizio della loro relazione: una storia d’amore dovrebbe dare gioia e benessere, invece Tiziana da quando si era messa con lui stava sempre male. Dunque volevo sapere cosa succedeva tra di loro. La psicologa però non mi volle dire niente, per motivi di privacy. A me, che ero sua madre. Pur sapendo che mia figlia era in pericolo, per colpa di un’altra persona.

Tiziana Cantone con la madre, in una foto ricordo dal suo smartphone

E a Tiziana cosa disse?
La esortai a tornare a casa, ma lei volle rimanere con lui e da quel momento siamo state un po’ di tempo senza sentirci. Non approvavo la sua decisione, poi ho capito che era in sua balìa. C’è ad esempio chi sostiene che Tiziana si sia allontanata da casa per un certo periodo, per trovare un po’ di pace. Ma non è vero: mia figlia non è mai scappata in Toscana né altrove. Lui la teneva segregata in casa. L'unica meta era Forlì, dove viveva un'altra coppia dai gusti stravaganti, amici di lui.

Nel frattempo i video con Tiziana erano diventati virali. E avete provato a chiedere che fossero rimossi.
Sì, ma su Internet non c’è il diritto all’oblio. Il web deve essere ripensato. Google, ad esempio, in base alle direttive europee sul commercio elettronico non ha un obbligo generale di sorveglianza sui contenuti introdotti, anche se illeciti: è pazzesco non avere dei seri strumenti contro i "serial killer del web", come li definisco io.

Il problema è che tutto si diffonde rapidamente. E i video possono comunque rimanere in possesso delle persone che li hanno scaricati e condivisi.
Credo che la giustizia si debba muovere con la stessa rapidità delle nuove tecnologie. Nel caso di Tiziana abbiamo aspettato un anno e mezzo, prima della rimozione di post lesivi dell'immagine, che per la loro viralità mettono seriamente in pericolo la vita delle persone. Ci vogliono anche pene detentive severe per gli haters e un codice identificativo per tutti, come avviene nella realtà, anche per evitare account falsi. In più servono sanzioni pesanti per i provider, che fanno business sulla pelle dei cittadini. Basta con l’impunibilità. Questa sarà la lotta che continuerò a portare avanti.

La nostra cultura è impregnata di ipocrisia, sessismo, bigottismo e misoginia.

Maria Teresa Giglio

Tiziana fu addirittura condannata a pagare le spese di lite.
Sì, fu condannata anche a pagare le spese per le cause contro Google, Yahoo, YouTube e ad alcuni giornali web. Il ricorso d'urgenza fu invece accolto per Facebook e altri siti. La sentenza fece arrabbiare molto mia figlia sia perché arrivò dopo 14 mesi, sia per l'assurda decisione della giudice Monica Marrazzo, che la condannava a pagare i suoi carnefici.

La morte di sua figlia deve mettere tutti in guardia sui pericolo legati al cyberbullismo.
Sì, anche se quello di Tiziana è stato un caso davvero estremo: ci sono state parodie, frame introdotti in film e fiction, remix e vendita di gadget di ogni genere. In tanti si sono arricchiti, tutti sulla pelle di una ragazza perbene che era diventata la "star" da migliaia di clic. Purtroppo il web è popolato da legioni di imbecilli che sfogano frustrazione e insoddisfazione per il fallimento delle loro inutili vite sulla vittima di turno. Senza poter fare nulla nonostante le varie denunce, mia figlia ha dovuto subire tante angherie e insulti di ogni genere per un anno e mezzo.

Possiamo considerare quello di Tiziana un caso di femminicidio? In fondo, se fosse stata un uomo non avrebbe dovuto subire tutto questo.
Sì, perché è stata l'ennesima violenza contro una donna. Purtroppo la nostra cultura è impregnata di ipocrisia, sessismo, bigottismo e misoginia. A parità di esposizione in vicende simili, la donna viene offesa, insultata, crocifissa, come se il sesso fosse peccato e tutti fossero santi, limpidi e puri, mentre l’uomo ne esce da eroe, da macho. A patto che ne venga mostrata la faccia, cosa che con Tiziana non è successa perché dietro c’era un disegno criminale a suo danno. Spero che venga fatta giustizia.

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