2 Luglio Lug 2018 1614 02 luglio 2018

I Mondiali 2018 secondo la nuova calciatrice della Juventus Cristiana Girelli

In finale vede il Brasile contro la Croazia. E anche se senza l'Italia sono come «la carbonara senza l'uovo», li ha seguiti con passione. E per fortuna in quelli femminili nel 2019 ci saremo. E lei pure.

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Cristiana Girelli Juventus Calcio Femminile

Sognava di giocare in Nazionale e quando lo ha fatto per la prima volta, nel 2013, ha pure segnato nei minuti finali il gol decisivo. Sognava di giocare dei Mondiali in azzurro, e lo farà, nell'estate 2019 in Francia, alla faccia dei suoi colleghi uomini, la cui figuraccia è ancora sulla bocca e sotto gli occhi di tutti perché una coppa del mondo senza l’Italia è un cazzotto in faccia che fa ancora male, anzi, malissimo. Sognava, infine, di giocare nella Juventus e proprio la mattina del 2 luglio è arrivata l’ufficialità: Cristiana Girelli è la nuova numero 10 bianconera.
Vestirà la maglia di Platini e Del Piero, una bella responsabilità anche se è stato lo stesso Pinturicchio ad alleggerirne il peso: «Non voglio che la mia maglia, e il mio numero, vengano ritirati. Tutti sognano di indossare il 10, perché impedire ai ragazzi di sognare?», disse il giorno del suo addio alla Juve. Parole che sembrano rivolte proprio a Cristiana, calciatrice di origini bresciane nata a Gavardo, paese di 12 mila abitanti, 28 anni, tra le protagoniste delle qualificazioni ai Mondiali di calcio femminile, dove ha alternato gol su punizione alla Pirlo ad altri segnati di testa, manco fosse Bobo Vieri. I suoi sogni si stanno avverando, uno dopo l’altro. E se qualcuno le fa notare che il difficile, per certi versi, comincia adesso, perché alla Juventus la pressione sarà grande e perché ai prossimi Mondiali l’Italia non è certo la favorita, Cristiana fa spallucce, dall’alto dei suoi sei scudetti conquistati con la maglia del Verona, cinque coppe Italia (due con Brescia, tre con la squadra veneta) e sette supercoppe italiane. La contattiamo per un’intervista, giusto per capire come vive i Mondiali di Russia, i primi senza l’Italia dopo 60 anni, una donna che di mestiere gioca a calcio e forse lo fa anche meglio dei maschi. Sin dalle prime parole, capiamo che ci sarà da divertirsi...

DOMANDA: Cristiana, una gran bell’estate la tua. Mondiali e Juventus.
RISPOSTA:
Non mi posso lamentare, grazie.

D: Vacci piano con l’entusiasmo.
R:
Sì, hai ragione. Il fatto è che sono ancora un po’ frastornata da tutto quanto.

D: D’accordo. Per parlare di Juve ci sarà tempo. Parliamo dei Mondiali allora. Siamo alla fase finale, cosa ti ha colpito finora della competizione, più di ogni altra cosa?
R:
Tante cose a dir la verità. Sicuramente la passione, il calore, il senso di appartenenza così forte che hanno i paesi sudamericani rispetto a noi occidentali. Nessuno poteva immaginare che le grandi squadre potessero fare così tanta fatica contro le piccole, anche per questo finora non sono stati Mondiali così entusiasmanti, speriamo di poter vedere altre partite simili a Francia-Argentina ora che siamo agli ottavi di finale. In compenso, quando mancano le qualità calcistiche, si possono notare altre cose.

D: Ho già capito dove vuoi arrivare.
R:
Ma dai!

D: Lo dici tu o lo dico io?
R:
No no, lo dico io, guai a te! Come non notare il giocatore-fotomodello dell’Islanda (Rurik Gislason, ndr), diventato idolo di tutte le tifose subito dopo la prima partita?

D: Il nome però mica te lo ricordi.
R:
Touché. Però potremmo chiamarlo… Che ne so, Bonazzosson?

D: Vada per Bonazzosson. C’è una squadra che ti intriga di più, al momento?
R:
Sicuramente la Croazia. Non una partita bellissima, quella con la Danimarca, ma credo che possa essere una sorpresa e arrivare in finale.

D: Andiamo di pronostici allora. Indovina le prime quattro e vinci un poster di Bonazzosson.
R:
Speravo più un invito a cena.

D: Mica siamo un’agenzia di incontri. Avanti con il pronostico.
R:
Per me sarà Brasile-Francia e Croazia-Inghilterra.

D: Con finale Brasile-Croazia?
R:
Azzardiamo. Anche se la Francia di Mbappé, se l’avete vista contro l’Argentina, fa paura.

D: Per qualcuno l’assenza dellItalia non si sta facendo sentire. Un poperché le grandi squadre hanno fatto mezze figuracce (vedi Argentina e Germania, ma anche il Brasile e la Spagna), un po’ perché gli ascolti di Mediaset sono alti, perlomeno quelli delle partite. Tu che dici?
R:
Io credo invece che l’assenza dell’Italia si senta, eccome. Personalmente non riesco a vedere una Coppa del mondo senza l’Italia, è come una carbonara senza l’uovo, un risotto alla milanese senza zafferano. Gli ascolti contano, ma fino a un certo punto. Di certo abbiamo tutti provato una certa soddisfazione vedere la Germania umiliata ed eliminata dalla Corea del Sud, loro che ci hanno preso così tanto in giro per la nostra mancata qualificazione. Tutto sommato, forse, abbiamo fatto più bella figura noi a non partecipare. Sto scherzando, ovviamente.

D: Le grandi deludono. Ma le piccole? Ogni anno una di esse diventa puntualmente mascotte dei Mondiali, vuoi perché non ne vince una, vuoi perché incontra le simpatie del pubblico. Questanno a chi lo diamo questo riconoscimento?
R: Come non tifare l’Islanda!

D: E ti pareva!
R: Purtroppo però è già uscita. Vuol dire che opterò per la Colombia, mi piace assistere ai loro balletti quando celebrano un gol. Anche l’Iran tutto sommato non mi è dispiaciuto. Della serie: chi l’avrebbe mai detto che avrebbero fatto tremare niente popò di meno che Cristiano Ronaldo!

D: E poi, finalmente, abbiamo visto le donne iraniane allo stadio: per il Paese una sorta di rivoluzione culturale.
R: Sicuramente un passo significativo e importante per la loro cultura. Non so quanto ne capissero di calcio tutte quelle donne iraniane sugli spalti ma il loro sorriso e la loro gioia valgono più di ogni altra cosa.

D: Quale può essere un buon motivo per le donne di guardare i Mondiali?
R: Beh, quanto meno possono capire finalmente perché il fidanzato preferisce una partita di calcio a una cena romantica, e decidere se in futuro ne può valere la pena oppure no.

D: Però se il fidanzato preferisce Panama-Tunisia a una cena romantica, qualche problema c’è.
R: Potremmo citare Vujadin Boskov o chi per lui: «Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a tv con finale Champions, forse vero amore, ma non vero uomo». Nel caso di Panama-Tunisia immagino che di sicuro non è vero amore, ma nemmeno vero uomo.

D: A proposito di fidanzati, la campagna di Burger King ha destato scalpore: «Fatevi mettere incinte da un calciatore e vincete una fornitura di Whopper a vita». Campagna poi ritirata con tanto di scuse. Che idea ti sei fatta?
R: Mi sembra una trovata fuori luogo ma ormai si sa: fanno più rumore questi slogan che quelli più seri. Meglio riderci su.

D: Potremmo seguire il consiglio… a metà. Della serie: i figli fateli pure, ma con i vostri compagni, al massimo comprate loro una tutina con i colori della vostra squadra preferita.
R:
E magari diamo al pupo il nome del giocatore che segnerà in finale! Un’ottima iniziativa. A patto però che non sia un nome impronunciabile, ricordo un calciatore polacco che sembrava un codice fiscale, o magari quelli che possono avere doppi sensi.

D: Tipo il portiere di Panama… Penedo?
R:
Ecco, per fortuna gioca in porta! Dai, i nostri futuri figli non corrono rischi!

D: Cristiano Ronaldo e Messi: come li vedi?
R:
Li vedo messi… male.

D: Battutaccia, però ci sta.
R:
Ma sì, il portoghese dopo un’ottima partenza è apparso nervoso, soprattutto contro l’Iran. E infatti contro l’Uruguay non è stato incisivo, anche se il momento in cui ha accompagnato Cavani fuori dal campo è stato da brividi, forse l’immagine più bella dei Mondiali. Messi? Comunque vada, alla fine si parla sempre di Maradona e di lui che con la Seleccion si deprime. Personalmente mi è dispiaciuto vedere come lo hanno trattato già dopo le prime due partite. Della serie: per 10 anni sei un fenomeno per tutti, sbagli una partita e sei l’incapace.

D: Più che Messi diciamo allora «lessi», giusto per mantenere alto il livello.
R:
Esatto. Però rimangono sempre due fenomeni in grado di cambiare la partita quando vogliono. Cristiano ne è uscito meglio, questo è evidente, anche perché il suo Portogallo aveva meno pressioni rispetto a Leo con la sua Argentina. Si sa, se vince il Portogallo è un miracolo, se vince l’Argentina è tutta normalità.

D: Sai già come ti organizzerai per la finale dei Mondiali?
R:
Credo che la guarderò sul divano di casa mia con pizza e amici. Ognuno sceglierà una squadra da tifare, magari ci scommetteremo anche qualcosa. Dobbiamo consolarci così, in attesa che l’Italia torni a essere protagonista. Fortunatamente non dobbiamo attendere molto, già la prossima estate ci sarà anche la nostra bandiera che sventolerà negli stadi francesi. Mi raccomando, seguiteci.

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