19 Giugno Giu 2018 1754 19 giugno 2018

Il nuovo libro di Filomena Pucci spiega come sfruttare i propri talenti

Come ogni donna può far fiorire le proprie passioni? Un buon punto di partenza è leggere Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio, in uscita il 19 giugno.

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Filomena Pucci Libro

Leggendo il libro di Filomena Pucci Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio (Rizzoli) dal 19 giugno in libreria ho pensato più volte che avevamo molte cose in comune: nate lo stesso anno, entrambe abbiamo lasciato il nostro lavoro 'fisso' nel 2007 e viviamo felicemente in un posto decentrato, lei in paesino della Francia meridionale e io in uno umbro. Solo che Filomena Pucci ha molto più successo di me, pensavo.
Anche se il successo, come scrive in questo libretto così piacevole da leggere, è semplicemente «quello che succede», ovvero non è altro che «la conseguenza inevitabile del fare». Dopo aver lasciato il suo lavoro massacrante di autrice televisiva nel 2007, Filomena si è messa in testa di raccogliere in un libro storie esemplari di donne che si sono inventate un lavoro e hanno creato impresa.
Questo libro si chiama Appassionate e Filomena se l’è pubblicato da sola, visto che nessun editore lo faceva. Da qui l’omonimo sito e una serie di conferenze e workshop che oggi l’autrice porta in Italia e all’estero. E poco dopo il contratto per questo secondo libro. In sostanza, Filomena è riuscita a fare nella sua vita proprio quello che voleva e quello che voleva fare era «quello che sapeva fare meglio». Ma come si fa a capire davvero quali sono i nostri talenti, le passioni che ci animano? Un buon punto di partenza è leggere Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio, questo piccolo manuale prezioso fatto di consigli e racconti personali, corredato di esercizi da fare alla fine di ogni capitolo.
Quanto a me, leggendolo, ho percepito l’enorme fatica che fanno le persone «di successo», la quantità di difficoltà che superano e soprattutto ho capito che «non bisogna fermarsi davanti agli ostacoli, bisogna fare come l’acqua che s’incanala dove può, se trova un ostacolo va da un’altra parte». Finisce così la mia chiacchierata con Filomena Pucci, una donna coraggiosa che ha imparato sulla sua pelle a investire tutta se stessa nella sua passione e a trasformarla in un bonifico mensile. Ma noi ora partiamo dall’inizio.

DOMANDA: Gli ostacoli, diceva James Hillman sono direttamente proporzionali alla qualità di ciò che dobbiamo fare.
RISPOSTA:
Sì gli ostacoli sono fondamentali e sono soltanto tuoi. Permettono le trasformazioni, che a volte sono come dei passaggi chimici. Se metti dell’acido sul marmo, il marmo sfrigola e cambia aspetto. Allo stesso modo la mia anima reagisce chimicamente alle difficoltà. Ne esco trasformata. E non è mai casuale.

D: Ho letto il suo libro in un momento difficile e mi sono sentita non solo confortata, ma spinta a cercare soluzioni laddove non pensavo di trovarle.
R:
Questo libro innesca una riflessione su di sé. Tutti quelli che l’hanno letto finiscono per parlarmi di sé. Sono molto contenta di questo.

D: Ci sono cose che non rifarebbe?
R:
Non mi butterei in maniera suicida e a mani vuote - come invece ho fatto - in una nuova vita. Non puoi lasciare quello che avevi di colpo senza sapere che farai. Per anni quando mi chiedevano cosa facevo rispondevo «lavoravo in televisione». Non sapevo come definirmi, invidiavo la gente bloccata nel traffico che andava al lavoro. Ci vogliono anni per riposizionarsi. Consiglio alle persone di lavorare mentre hanno una posizione, mentre sei sostenuto e sfruttare i momenti liberi per pianificare e capire cosa si vuole fare.

D: Di che cosa invece è maggiormente orgogliosa?
R:
Di essermi presa cura di me, di essere stata la mia consulente ed essermi saputa stare accanto con pazienza, coraggio e umiltà.

D: Si è mai sentita sola nel cambiamento?
R:
Tantissimo. Il mio è stato un viaggio solitario nel mondo di sotto, per usare l’espressione di Pinkola Estes. Il mondo dove va l’anima a ossigenarsi e trovare le sue radici. «Siamo destinati a fiorire in terra» scriveva l’autrice di Donne che corrono con i lupi, un libro che per me è stato fondamentale e che tuttora rileggo.

D: «Non esiste alcuna trasformazione se il desiderio non motiva la volontà di cambiare», ha scritto. Perché facciamo così fatica a seguire responsabilmente i nostri desideri?
R:
Nella mia esperienza e in quella dei miei genitori la vita è condotta dal dovere, non da quello che ti piace. Ma io sapevo che doveva esserci un modo più umano di stare al mondo. Molte persone a questo punto pensano che non è possibile, che per seguire le proprie passioni bisogna essere benestanti: niente di più falso, io mi sono ritrovata a fare sacrifici enormi. Quando ho cambiato la mia vita avevo 14 mila euro da parte, i soldi per pagare l’affitto a Roma per un anno, niente di più.

D: Patti Smith in una lezione ai giovani ha detto che bisogna «seguire la propria vocazione senza dare compromessi», un messaggio non tanto diverso dal suo.
R:
Sì, e Patti Smith dice anche un’altra cosa importantissima: «Mantieni pulito il tuo nome». Io volevo che il mio nome fosse legato a un progetto in cui credevo. E così ho fatto. Ora sono «Filomena Pucci di Appassionate».

D: Lei mescola il discorso sull’autorealizzazione con la bioenergetica e la teoria dei chakra. Quanto è importante il corpo nelle scelte che facciamo?
R:
È un'enorme risorsa. Ho fatto un lungo percorso di dieci anni di terapia bioenergetica che mi ha aiutato tantissimo. Ho imparato a essere la donna migliore che posso essere, sono riuscita ad allargare e modificare quella che Alexander Lowen chiama «corazza». Questa ci protegge ma ci impedisce di sentire. Pensa che per un lungo periodo, quasi un anno, quando mi alzavo la mattina mi facevano male i piedi. Non riuscivo ad appoggiarli a terra. Avevo dei bei piedi da ballerina, poi durante questo percorso sono cambiati, si sono aperti, allargati. I piedi sono il collegamento con la Madre Terra, con la vita.

Esercizi

1. Scrivi un messaggio o una mail ai tuoi amici

Chiedi loro quali sono le tue principali caratteristiche e i tuoi maggiori talenti.

2. Scrivi i tuoi post-it

Se alcune frasi di questo capitolo ti hanno ispirata, appuntale su un post-it, falle diventare il tuo memorandum. Attaccale nell’armadio, sul muro accanto al letto... Semina la tua intenzione, ricorderai così al tuo piacere che lo stai cercando.

3. Dedica un quaderno alla tua passione

Prendi appunti sparsi di quello che ti piace fare. Quello che ti piace mangiare, quello che ti piace vedere e sentire, ma pure quello che ti piace credere, dire, pensare, percepire. E ancora, quello che ti piace respirare, e con chi ti piace passare il tempo, i luoghi in cui ti piace stare. Prendi confidenza con il tuo pia- cere o con quello che credi essere il tuo piacere. Poi domani rileggila, aggiungi e togli, a seconda di quello che non ti suona più. Prendi confidenza con il piacere e impara a essere sincera.

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