23 Aprile Apr 2019 1433 23 aprile 2019

Christine Lagarde su sessismo, #MeToo e successo

Da quando i colleghi pensavano che partecipasse alle riunioni per servire il caffè all'importanza delle donne per la crescita dell'economia: la direttrice del Fmi si è raccontata in un'intervista a Elle.

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Avvocata, ex ministra dell'Economia francese e direttrice del Fondo Monetario Internazionale, un compagno di vita dal 2006 e un figlio, a 63 anni Christine Lagarde incarna un tipo di donna che nella sua vita di successo, pur non senza difficoltà, non ha dovuto rinunciare a niente. Tra brillante carriera, episodi di sessismo, empowerment femmnile, palestra e vita coniugale, Lagarde, terza donna più potente del mondo secondo Forbes, si è raccontata in una lunga intervista a Elle Italia, dove si è mostrata come non eravamo abitutate a conoscerla. La direttrice del Fmi non si sente un modello da seguire, ma ha ammesso di rimanere colpita «ogni volta che vengo fermata da donne di tutte le età e nazionalità che mi dicono: lei incarna qualcosa che un giorno io potrò diventare, o qualcosa che un giorno potranno realizzare i miei figli».

PRETENDERE QUELLO CHE HANNO GLI UOMINI

Fermamente convinta dei risultati positivi che si otterrebbero facendo spazio alle donne nelle organizzazioni e del beneficio che il Pil guadagnerebbe se il gender gap fosse colmato, il messaggio di Lagarde alle donne è quello di non rinunciare mai alle proprie ambizioni, di rischiare quando si fanno scelte importanti, e di non avere timore di chiedere aumenti e promozioni quando pensiamo che ci spettino: «Io stessa non l’ho mai fatto abbastanza», ha raccontato. «In compenso, quando ho assunto la presidenza della Baker & McKenzie, ho precisato subito: voglio esattamente tutto quello che ha avuto il mio predecessore. È giusto avere consapevolezza del proprio valore. E non cedere». Anche Lagarde si è sentita più di una volta discriminata in quanto donna in campo lavorativo: «Quand’ero avvocato, anche associato, i clienti giapponesi erano convinti che fossi lì solo per servire il caffè», ricorda.

DISCRIMINATA IN QUANTO MADRE

E il sessismo ha riguardato anche le conseguenze della sua maternità: «Alla Baker & McKenzie quando, dopo essere diventata mamma, non avevo portato abbastanza clienti e mi sono sentita dire: quest’anno non potrai essere socia, devi aspettare un altro anno. E io ho accettato, per poi recuperare il tempo perduto. Occorre tenere conto della vita personale all’interno del proprio percorso, e costruire una strategia adeguata». Lagarde ha anche raccontato di essere stata colpevolizzata in quanto madre lavoratrice: «Sì, il classico professore che mi convoca per parlarmi dei risultati mediocri di mio figlio, concludendo il colloquio con la solita frase: Del resto è comprensibile, visto che lei lavora».

L'IMPORTANZA DI #METOO E IL TIMORE CHE POSSA DANNEGGIARCI

Sul movimento #MeToo, Lagarde crede sia stato fondamentale per scuotere le coscienze in un mondo profondamente patriarcale ma ci tiene a sottolineare che «ci sono altri tipi di violenze, soprattutto coniugali, di cui non si parla ancora abbastanza, pur essendo profondamente radicati nella società, in tutti gli ambienti e in tutti i Paesi». Esiste però anche un risvolto negativo di quello che il movimento ha portato a galla, come lei stessa ha riscontrato: «Quel che temo di più è che possa ritorcersi contro di noi. Che il messaggio subliminale sia: evitiamo di assumere una donna perché ci creerebbe problemi. Negli Stati Uniti lo percepisco già abbastanza chiaramente. Per questo è di fondamentale importanza che le donne occupino funzioni dirigenziali», sottolinea.

CINQUANTENNI E STRAORDINARIAMENTE FELICI

Brillante carriera a parte, Lagarde ha molto a cuore anche la sua famiglia e il suo benessere fisico. Ma non crede che avere un compagno sia necessario, quanto invece il supporto delle persone che per ognuna di noi vale: «Sono convinta che per avere successo, nella vita professionale ma anche personale, sia necessario avere una certa autostima, e io credo che la fiducia in se stessi scaturisca dall’amore, dal supporto, dall’affetto e anche dalla tenerezza. Il sostegno necessario può arrivare dal coniuge, ma anche da un particolare ambiente familiare o da una cerchia di amicizie». Lagarde, che si è rifatta una vita a 50 anni, ha voluto ribadire alle donne quanto si possa, alla sua età, «essere straordinariamente felici, e sotto tutti i punti di vista... mentale, fisico e sessuale».

ALLENAMENTO ANCHE DURANTE I MEETING

Per quanto riguarda la cura del corpo, l'ex ministra francese ha raccontato di essere attentissima: non fuma, non beve agli eventi di lavoro (ma finge di bagnarsi le labbra) e non mangia carne da ben 40 anni. Anche l'attività fisica fa parte della sua quotidianità: ogni giorno va in palestra in piscina prima di iniziare la giornata lavorativa. E anche durante i meeting ne approfitta per allenare i muscoli: «In ascensore ma anche durante le riunioni. Soprattutto quando sono interminabili. Appoggio la schiena contro la sedia e li contraggo. Se mi dicono qualcosa, spiego che mi sto preparando per andare a sciare».

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