26 Marzo Mar 2019 1500 26 marzo 2019

Chi è Nathalie Loiseau, ex ministra francese in corsa per le Europee

Femminista convinta, ha iniziato come diplomatica fino a ricoprie i vertici del Quai d'Orsay e da poco si è dimessa dal precedente ruolo per assumere la guida della lista di La Republique en Marche alle elezioni. 

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Nathalie Loiseau Elezioni Europee 2019

Nel panorama politico francese spicca, nonostante sia poco conosciuta al grande pubblico, una personalità dalla brillante carriera: Nathalie Loiseau. Dopo un lungo percorso nella diplomazia è diventata ministra degli Affari europei e, in vista delle elezioni di maggio 2019, ha rassegnato le sue dimissioni per assumere la guida della lista di La Republique en Marche, partito fondato dall’attuale presidente Emmanuel Macron. Con un curriculum degno di nota, è stata anche la seconda donna alla direzione della Scuola Nazionale d’Amministrazione (ENA) che si occupa della formazione dell’alta funzione pubblica francese. Più volte descritta come femminista, nel 2014 ha pubblicato il libro Choississez-tout, un saggio volto a incoraggiare le potenziali colleghe a conciliare la vita professionale con quella privata, invitandole a superare i propri limiti. E lei stessa può essere considerata un esempio in questo senso.

UNA CARRIERA PRESTIGIOSA

Sposata da 25 anni e madre di quattro figli, Loiseau ha studiato presso la scuola di studi politici a Parigi (Sciences Po) per proseguire con l’Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali (INALCO), dove ha imparato il cinese (parla fluentemente anche l’indonesiano e l’inglese). Ha lavorato a lungo come diplomatica al Quai d’Orsay, il Ministero degli Esteri francese, prima di essere nominata a capo della direzione dell’ENA nel 2012. Approfittando della sua posizione al vertice, e paladina della diversità, nel 2016 Loiseau ha avviato una riforma dell’esame di ammissione alla scuola, dando meno importanza alla cultura generale che tende a discriminare i più svantaggiati. Uno sforzo lodevole che, però, non portò grandi cambiamenti tra i profili dei candidati. Dopo essersi spostata prima in Indonesia e in Senegal e poi a Washington, dove è diventata portavoce dell’Ambasciata francese, ha accettato la carica di direttrice dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri affidatale dall’allora Ministro in carica Alain Juppé.

LA LETTERA APERTA CONTRO GLI USA

Alcune delle sue azioni politiche hanno avuto risonanza mondiale. Nel 2003 George W. Bush dichiarò guerra all’Iraq e la Francia si oppose, diventando bersaglio delle critiche statunitensi. E Loiseau, insieme all’ambasciatore Jean-Daniel Levitte, scrisse una lettera all’amministrazione americana (pubblicata da The Washington Post) lamentandosi della «campagna di disinformazione» che Parigi stava subendo.

L’ESPERIENZA AL QUAI D’ORSAY E LA LOTTA ALL’UGUAGLIANZA

Nathalie Loiseau aveva solo 21 anni quando arrivò al Quai d’Orsay, un ambiente prettamente maschile dove si trovò ad essere non solo una donna, ma anche la più giovane delle lavoratrici. Un binomio di un certo peso che attirò particolarmente anche l’invidia delle colleghe. «Dopo una promozione ho scoperto l’odio: quello di altre donne, quelle che non erano state promosse e non capivano perché. Erano tutte figlie dei pezzi grossi del Quai, tutte nominate senza partecipare ad alcun concorso», ha raccontato lei stessa a Le Figaro in un'intervista del 2014.

L’INVITO ALLE DONNE DI NON RINUNCIARE ALLE AMIBIZIONI

La ministra si è più volte esposta in merito alla questione della parità di genere, soprattutto in ambienti lavorativi come il suo. Dopo essersi costruita una famiglia solida, nonostante gli impegni di lavoro l’abbiano portata all’estero anche per lunghi periodi, è lei stessa simbolo di una realizzazione personale che non ha ammesso rinunce. Nell’intervista a Le Figaro aveva anche dichiarato, a sostegno della sua lotta per l’uguaglianza: «Troviamo normale che gli uomini abbiano un lavoro, una famiglia, hobby e passioni. Ma questo deve essere così anche per le donne». E ha aggiunto: «Bisogna fare ciò che si ama. Non ci sono regole di vita, non è un obbligo essere ambiziosi o volersi creare una famiglia, ma non bisogna rinunciare prima di averci provato».

LA CORSA ALLE EUROPEE CONTRO LA LE PEN

Ha dato le dimissioni dal governo per concentrarsi unicamente sul ruolo di capolista di Republique en Marche, confermandosi una fedelissima di Emmanuel Macron. Un impegno che la vede contro a Jordan Bardella, 23enne candidato del partito Resseblement National, fondato da Jean-Marie Le Pen, padre della nota deputata Marine. Al momento sembra che proprio il fronte presidenziale detenga un leggero vantaggio, forse anche sulla scia degli attacchi Twitter mossi dalla Loiseau nei confronti dell'avversaria dove non si è risparmiata. Attacchi che criticano i nazionalisti che, a suo avviso, vogliono smontare l'Unione. E di recente ha anche ironizzato sulla situazione della Gran Bretagna scrivendo su Facebook: «Ho chiamato il mio gatto Brexit. Mi sveglia miagolando perchè vuole uscire, ma non appena apro la porta resta lì fermo, indeciso». Insomma, se fino a poco tempo fa era sconosciuta ai più, in vista delle elezioni la sua voce si è fatta sentire forte e chiara.

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