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25 Marzo Mar 2019 1522 25 marzo 2019

L'Ue ha aperto una consultazione pubblica sulla parità di genere

La Commissione europea ha chiesto ad associazioni, organizzazioni, sindacati, pubbliche amministrazioni e molti altri enti di compilare un questionario online per dire la loro. Obiettivo: delineare le priorità della nuova stategia. 

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A che punto siamo in fatto di parità di genere in Europa? L’impegno della Commissione Ue in merito alla questione per il triennio 2016/2019 è volto al termine, così l’istituzione ha subito lanciato una consultazione pubblica per raccogliere opinioni sulle priorità da considerare in vista di una nuova strategia da definire. L’iniziativa, che prevede la compilazione di un questionario online disponibile sul sito ufficiale dell’organo esecutivo, è aperta al pubblico fino alla mezzanotte (ora di Bruxelles) del 31 maggio 2019.

UNA CONZULTAZIONE PUBBLICA SULLA PARITÀ DI GENERE

L’obiettivo della consultazione è quello di analizzare le diverse testimonianze riguardo al tema della parità di genere all’interno dell’Unione europea. Un concetto da considerare prioritario sia nel disegno delle politiche del presente che in vista delle previsioni future. Per questo motivo, l’invito della Commissione a completare il questionario è rivolto alle associazioni di donne e uomini e a quelle Lgbti, alle pubbliche autorità e amministrazioni, alle aziende e ai sindacati, agli organismi nazionali per la parità e a quelli di altra natura, agli ispettorati del lavoro, alle organizzazioni non governative, a quelle di ricerca e a quelle accademiche, comprese le università.

SONO MOLTE LE QUESTIONI SULLA PARITÀ ANCORA IRRISOLTE

L’Europa, grazie al lavoro svolto a livello locale e nazionale, ha raggiunto negli anni diversi traguardi, in termini di uguaglianza. Ma, nonostante i passi avanti, il gender gap, in molti settori, è ancora elevato. L’indipendenza economica, le retribuzioni, le pensioni, la parità di accesso alle posizioni dirigenziali, sono tutte realtà in cui bisogna ancora lottare contro una discriminazione radicata. E il piano strategico 2016/2019 stilato dalla Commissione europea si incentrava proprio sulla necessità di abbattere questo divario, cercando di andare a colmare, con azioni mirate, le lacune presenti nei settori più problematici.

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