19 Marzo Mar 2019 1642 19 marzo 2019

Record di donne nei CdA, in calo le amministratrici delegate

La percentuale più alta, pari al 36%, è stata registrata nel 2018 segnando un traguardo storico. Mentre le AD sono scese a 14. Lo segnala un rapporto della Consob.

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Record Donne Consigli Di Amministrazione1

La legge Golfo-Mosca del 2011 ha portato notevoli miglioramenti sul fronte delle disuguaglianze di genere all’interno degli organismi societari grazie all’obbligo di riservare, al momento del rinnovo, al genere meno rappresentato, almeno un terzo dei componenti e degli amministratori del collegio sindacale. L’obiettivo era quello di rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso femminile a ruoli di comando e i risultati sono andati oltre le aspettative. A giugno 2018, la percentuale di donne nei CdA (Consigli di Amministrazione) delle società quotate italiane era del 36%. Un traguardo storico che sembrava impossibile da raggiungere. Otto anni prima, nel 2010, i dati sfioravano il 6,8%, con un totale di 128 lavoratrici coinvolte. Lo segnala il rapporto annuale della Consob sulla corporate governance delle società italiane quotate in Borsa.

AMMINISTRATRICI DELEGATE IN CALO

Mentre aumenta, rispetto al passato, il numero di donne presenti dei CdA, si riduce quello delle amministratrici delegate. Erano 13 nel 2013, sono arrivate a 16 nel 2015 per diventare 17 nel 2017. Nel 2018, si sono abbassate a 14. Le presenze femminili nel board risultano più pronunciate nelle grandi aziende e nel settore dei servizi. Questa maggiore partecipazione è da associare a una riduzione dell’età media dei consiglieri e a un aumento del numero di laureati. Con riferimento alle ulteriori caratteristiche degli amministratori, l’età media è di 57 anni, con i consiglieri più anziani registrati nelle società Ftse Mib e nel settore finanziario e quelli più giovani impiegati nelle realtà societarie di minori dimensioni. La percentuale di stranieri rimane ancora bassa, con il 10% nelle grandi aziende e il 5% nel settore finanziario.

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