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12 Marzo Mar 2019 1407 12 marzo 2019

Quante sono le donne che lavorano?

Secono i dati, la differenza di genere nei tassi di occupazione è ancora alta. Gli impieghi femminili ricoprono percentuali minori sia in Italia che nel mondo. Ecco i numeri.

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Numeri Donne Che Lavorano4

La differenza di genere nei tassi di occupazione rimane ancora una questione irrisolta. I tentativi, portati avanti negli anni, di ridurre questo divario non hanno raggiunto esiti troppo positivi. Il rapporto Un balzo in avanti per l’uguaglianza di genere, pubblicato il 7 marzo 2019 e stilato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), ha segnalato che, nel 2018, in scala globale, le donne che lavoravano erano un quarto in meno rispetto agli uomini, parlando in percentuale. I dati dimostrano anche che, facendo riferimento alla popolazione femminile totale, quella che gode di un impiego retribuito rappresenta il 45,3%, contro il 66,5 % costituito da quella maschile. E in Italia, la situazione è altrettanto preoccupante.

L’OCCUPAZIONE FEMMINILE IN ITALIA

Con un tasso di impieghi del 52,2% calcolato sulla totalità della popolazione femminile tra i 20 e i 64 anni, l’Italia si classifica penultima nel circuito dell’Unione Europea, al di sopra solo della Grecia. Secondo uno studio dell’Eurostat, aggiornato l’ultima volta nel 2017, nel 2008 la percentuale era del 47,2, mentre la media degli altri 28 Paesi coinvolti nel calcolo era del 62,5%.

LE DONNE PREFERISCONO LAVORARE

La giustificazione che una minoranza di accessi femminili al mondo del lavoro dipenderebbe proprio dalla volontà delle donne stesse sembra non essere più molto credibile. Lo ha detto l’Ilo che si è dichiarato contrario alla teoria della libera scelta di non lavorare. Una tesi supportata anche da un sondaggio svolto su un campione globale rappresentativo dal quale è emerso che sette donne su dieci, il 69,8%, preferirebbero trovare una professione esterna alle mura domestiche.

LA DISCRIMINZIONE DI GENERE NEL LAVORO

Un’altra nota negativa, sempre come segnala l’Ilo, riguarda il tipo di ruoli ricoperti dalle donne, poiché hanno maggiori probabilità di essere destinate a occupazioni che richiedono competenze inferiori. Analizzando il problema in senso opposto, solo il 27% delle posizioni manageriali è occupato dal sesso femminile. Un dato che nell’ultimo quarto di secolo non si è ancora smentito. Al tutto, si aggiungono anche due altre questioni rilevanti: le donne guadagnano meno degli uomini, con uno stipendio più basso del 18,8% e, quelle che hanno figli con età massima cinque anni lavorano meno di quelle che non sono madri. I dati segnalano un 45,8% contro un 53,2%.

I PROBLEMI NON RIGUARDANO SOLO I PAESI SOTTOSVILUPPATI

L’Asia e la zona del Pacifico solo le zone dove il problema del lavoro femminile è più rilevante. Le donne con una professione, infatti, sono il 31% in meno degli uomini con un impiego. Mentre, nell’Europa e nell’Asia Centrale il gap si ferma al 15%. Un margine che, sebbene diminuito, non rappresenta però una vittoria poiché legato ad un tasso più basso di occupazione maschile e non a un aumento delle posizioni del sesso opposto. In ogni caso i problemi riguardano anche l’Italia e i Paesi classificati come «ad alto reddito» dove la percentuale di aspiranti lavoratrici sfiora l’80%, ma quelle che davvero lavorano non superano il 49,8%. Al contrario, i Paesi «a basso reddito», sembrerebbero offrire più possibilità con un tasso d’occupazione pari al 61,7%.

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