12 Gennaio Gen 2019 0800 12 gennaio 2019

Il popolo delle no shaver, una rivoluzione che sa di libertà

Dalla challenge #Januhairy al #unibrowmovements, passando per le celeb dalle ascelle al naturale. Quei no alla rasatura che incoraggiano l’accettazione del proprio corpo.

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Donne Non Depilate Januhairy Unibrow

Chissà cosa avrebbe detto Jean-Jacques Perret, barbiere-chirurgo del XVIII secolo, se avesse potuto vedere le immagini di ascelle e gambe pelose sui social postate dalle donne che stanno aderendo al #Januhairy. Parliamo della challenge virale che dice no alla rasatura per tutto il mese di gennaio con lo scopo di incoraggiare l’accettazione del proprio corpo. Di certo Perret arriverebbe alla conclusione che la sua invenzione, il rasoio, non sia poi servita a granché alle ragazze del futuro. O, forse, sì. Nel terzo millennio la piena conquista dell’accettazione di sé passa anche attraverso la distruzione di quel muro di perfezione a tutti i costi che tra i mattoni presenta, tra gli altri, quelli della depilazione. Di varchi se ne sono aperti se pensiamo che nel XIX secolo depilare le gambe era considerato un dovere femminile. All’inizio del XX secolo, poi, una volta sancita la lotta al pelo degli arti, si è passata all’estinzione delle sopracciglia. Ad esempio, Marlene Dietricht detestava le sue tanto da eliminarle del tutto e ridisegnarle con la matita.

Da allora, e per i decenni successivi, (anche se a fasi alterne, negli Anni 70, per esempio, i peli erano tollerati) i bulbi piliferi sono stati considerati quasi come l’origine del male femminile. Cerette di ogni sorta, rasoi sempre più tecnologici e specializzati sulle diverse porzioni corporee, laser avanguardistici, hanno promesso alle donne di ogni età una pelle liscia come quella di un bebè. Ma ora nel terzo millennio, nell’era della self-confidence al di sopra di ogni giudizio, il mantra da diffondere è imparare ad accettarsi per quello che si è e per come si è. La depilazione non è più, dunque, un’imposizione. La storia tricologica femminile si sta evolvendo.

#JANUHAIRY: ADDIO CERETTA E COMPAGNIA

Su Instagram sono già più di 3 mila i post di ragazze di tutto il mondo che hanno appeso al chiodo (e lo faranno almeno per tutto il mese di gennaio) rasoio e ceretta, mostrando i risultati con orgoglio. Sono le sostenitrici di #Januhairy, campagna lanciata dalla studentessa universitaria Laura Jackson, che ha l’intento di spronare le donne a far crescere in libertà i peli sul corpo, aiutandole ad amarlo così com’è. L’obiettivo è anche quello di raccogliere fondi per l’associazione benefica Body Gossip che incoraggia la fiducia nel proprio aspetto fisico. «Da quando non mi depilo mi sento più sicura di me, anche se alcune persone non riescono a capire e non sono d'accordo con la mia scelta. Ho realizzato che c'è ancora molto da fare per essere capaci di accettarci completamente e pienamente», ha spiegato Laura sul profilo @Janu_hairy, dove la campagna di sensibilizzazione è in atto dalle primissime ore di gennaio 2019. La studentessa ha quindi dato il via alla sfida postando le sue ascelle “nature” e scrivendo: «Dopo alcune settimane ho cominciato ad apprezzare i peli. E ho anche cominciato ad apprezzare la comodità di non dovermi depilare». Per chiunque volesse aderire e contribuire alla diffusione di questo messaggio positivo, il no shaving month è il momento giusto per farlo.

Hi I’m Laura, the gal behind Januhairy! I thought I would write a little about my experiences and how Januhairy came about... I grew out my body hair for a performance as part of my drama degree in May 2018. There had been some parts that were challenging for me, and others that really opened my eyes to the taboo of body hair on a woman. After a few weeks of getting used to it, I started to like my natural hair. I also started to like the lack of uncomfortable episodes of shaving. Though I felt liberated and more confident in myself, some people around me didn’t understand why I didn’t shave/didn’t agree with it. I realised that there is still so much more for us to do to be able to accept one another fully and truly. Then I thought of Januhairy and thought I would try it out. It’s a start at least . . . I have had a lot of support from my friends and family! Even though I had to explain why I was doing it to a lot of them which was surprising, and again, the reason why this is important to do! When I first started growing my body hair my mum asked me “Is it you just being lazy or are you trying to prove a point?” . . . why should we be called lazy if we don’t want to shave? And why do we have to be proving a point? After talking to her about it and helping her understand, she saw how weird it was that she asked those questions. If we do something/see the same things, over and over again it becomes normal. She is now going to join in with Januhairy and grow out her own body hair which is a big challenge for her as well as many women who are getting involved. Of course a good challenge! This isn’t an angry campaign for people who don’t see how normal body hair is, but more an empowering project for everyone to understand more about their views on themselves and others. This picture was taken a few months ago. Now I am joining in with Januhairy, starting the growing process again along with the other wonderful women who have signed up! Progress pictures/descriptions from our gals will be posted throughout the month. Lets get hairy 🌵 #januhairy #bodygossip #bodyhairmovement #happyandhairy #loveyourbody #thenaturalrevolution #natural #hairywomen #womanpowe

L'AUMENTO DEI NO SHAVER TRA I MILLENNIAL

Per la prima volta da quando esistono pubblicità per prodotti di depilazione, nell’estate 2018 il marchio americano di rasoi Billie ha mostrato, nella sua campagna, ragazze con peli. «Li hanno tutti, perfino le donne», recita ironicamente il video che continua: «li togli se e quando vorrai». E qui la svolta. Non solo mostrare i peli, ma far passare il messaggio che la depilazione è una scelta individuale, non certo un obbligo. Scontato? Non esattamente, e non per un brand che sponsorizza prodotti depilatori. Nel frattempo in Corea sembra vada molto di moda il trapianto di peli pubici, per infoltire, mentre negli Stati Uniti addirittura Vogue parla del ritorno del trend bushy per l’inguine. Insomma, tra mode e prese di coscenza, la rasatura for women nell’ultimo periodo sta perdendo terreno. Secondo un report di Mintel, agenzia londinese di market research, negli ultimi anni è stato registrato un aumento di circa il 25 % dei no shaver tra i millennial, che non depilano né ascelle né gambe. Merito senz’altro anche di molte celeb della generazione digitale.

STAR SUI SOCIAL AL NATURALE

Gigi Hadid, Miley Cyrus, Paris Jackson, Michelle Rodriguez, Lorde e persino Rihanna. Sono solo alcune delle star che si mostrano sui social senza filtri, ovvero al naturale e con tanto di peli. Per non parlare di Lourdes Ciccone, regina delle ascelle non depilate, mostrate con tanto di peli anche da Bella Thorne, per pubblicizzare la sua linea di costumi Filty Fangs Bikini. La modella di origini cipriote Sophie Hadjipanteli, celebre per il mono ciglio che mostra con orgoglio, ha dato invece vita a #unibrowmovement, iniziativa online che lotta contro la stigmatizzazione di chi sceglie di non depilarsi le sopracciglia e vuole celebrare la bellezza in tutte le sue forme. Lei stessa ha spiegato via social: «La mia campagna si chiama movement, perché siamo in continuo movimento. L'evoluzione di noi stessi non s’interrompe mai. Questa iniziativa si sviluppa principalmente online, perché è su internet che le persone si nascondono, mentre io vorrei che ispirasse a non aver paura di mostrare i loro difetti, sia nel virtuale che nel reale». Le fa eco Morgan Mikenas, famosa blogger americana di fitness, che ha scelto di non depilarsi più e non lo fa da quasi due anni. Paladina social di un ideale di bellezza imperfetta, anche il suo intento è l’accettazione e l’amore verso di sé. Che passa sempre, e inesorabilmente, dalla libertà delle scelte individuali e dal rispetto di queste da parte di ognuno. E allora… Long hair, dont’care!

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