19 Luglio Lug 2019 1510 19 luglio 2019

Il giallo delle tre principesse ribelli di Dubai

Dopo le fughe tentate dalle figlie Shamsa e Latifa, l’ultima moglie dell’emiro è scomparsa con i figli. A Londra, forse, o a Berlino, la sorella del re di Giordania chiede asilo da un marito (e padre) padrone. 

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Dubai Haya Bint Al Hussein Rashid Al Maktoum 3

Dove è finita la principessa Haya bint al Hussein di Giordania, sesta moglie dell’emiro di Dubai? Smesso di parlare delle figlie dello sceicco da 11 miliardi di dollari, è l’ora della sorellastra del re Abdallah II, scappata dal lusso dell’emirato con un tesoretto, a quel che si dice, di oltre 30 milioni. Pronta a «ricominciare una nuova vita» in Europa con i figli Zayed e Jalila, di 7 e 11 anni. Il dettaglio non è secondario: l’anno scorso dalla reggia di Dubai di Mohammed bin Rashid al Maktoum tentò di fuggire la figliastra Latifa, 33enne riportata a casa da un commando armato salito sullo yacht al largo dell’India dove si trovava, dopo una rocambolesca fuga via mare. E nel 2000, a quanto racconta Latifa e si è potuto ricostruire in un’indagine sfociata nel nulla nel Regno Unito, si era già allontanata dalla residenza estiva inglese della famiglia la sorella maggiore Shamsa. Anche lei poi rintracciata e ricondotta con la forza a Dubai. Da diverse indiscrezioni raccolte dai media, anche la bella principessa giordana che non appare in pubblico da maggio sarebbe riparata Oltremanica.

Haya bint al Hussein e Mohammed bin Rashid al Maktoum.

Ansa

IL RIFUGIO SEGRETO DI LONDRA

L’ultima moglie dell’oscuro emiro di Dubai non è una persona qualunque, se le voci saranno confermate sarà la richiedente asilo più prestigiosa della Gran Bretagna. Haya, 45 anni e un passato da campionessa olimpica equestre, è cresciuta e ha studiato a Oxford prima di convolare a nozze con al Maktoum nel 2004. È di casa con i reali di Windsor e dispone di una proprietà da una centinaio di milioni di dollari a Kensington Palace, ideale per ricominciare, e nel lignaggio delle dinastie arabe figura tra i discendenti diretti di Maometto. Ma evidentemente neanche la protezione del profeta le basta: visti i precedenti Haya avrebbe «paura per la sua sicurezza» anche nel Regno Unito. La tappa da Dubai a Berlino nella fuga, attraverso appoggi diplomatici, sarebbe una copertura per depistare sul vero rifugio segreto. Intanto, tra mille speculazioni, né Haya né il consorte al Maktoum si sono fatti vedere Oltremanica alle corse ippiche e ai maneggi dove di solito apparivano d’estate. E anche delle due sorelle ribelli (tra i 23 figli) dell’emiro non si sa nella sostanza più nulla.

Latifa durante una gara di equitazione.

GettyImages

L’INQUIETANTE VIDEO DI LATIFA

Sul destino della principessa Haya la casa reale giordana si trincera nel no comment come le altre cancellerie, anche negli Emirati arabi si rimanda a una «disputa individuale privata». Ce ne sarebbe per le cronache rosa di tutta l’estate, se la il giallo non avesse risvolti tragici. La versione della famiglia, e ai tempi anche della consorte Haja, è che Latifa fosse un «soggetto debole», rapita per soldi dalla insegnante finlandese di capoeira di allora, Tiina Jauhiainen, e dal proprietario (ex ed spia francese) dello yacht Hervé Jaubert, complici della sua breve fuga. Ma il video, girato dalla giovane principessa e diffuso, su suo mandato, dopo la cattura da degli amici, «se fosse morta o in grave pericolo», è inquietante. Latifa racconta della sorella Shamsa, «caricata in elicottero» dall’Inghilterra e poi, a suo dire, rinchiusa per anni in un’ala del palazzo di famiglia, sedata e drogata. Anche lei, dopo un primo tentativo di scappare nel 2002, sarebbe stata «torturata e segregata» per anni. Passato il periodo di punizione, avrebbe vissuto continuamente controllata dai domestici e dalle guardie del corpo.

Mohammed bin Rashid al Maktoum e Haya bint al Hussein ad Ascot.

GettyImages

L’EMIRO POETA E MISOGINO

Il padre-padrone le avrebbe vietato anche l’istruzione e il passaporto. Al Maktoum passa per il modernizzatore dell’avveniristica Dubai, ma nel video Latifa lo accusa di essere così «malvagio» da aver anche ucciso una sua zia «per difendere la sua reputazione» e di aver rinchiuso una sua sorella in una gabbia. Indubbiamente l’emiro di Dubai, 69 anni, studi in Gran Bretagna come Haya e un addestramento da pilota in Italia, è un personaggio complesso: grande appassionato di cavalli e di corse, è apprezzato anche come poeta, e per i versi scritti da ragazzo sotto pseudonimo nella metrica beduina ha ricevuto diversi riconoscimenti quando la sua identità come autore non era nota. L’ultima poesia, pubblicata sull’account di Instagram, è un attacco dal titolo «Vivi e muori» a una donna che «ha trasgredito e tradito». Tre divorzi alle spalle, l’ultimo per l’emiro sarà quello con Haja: si è aperto il 5 luglio all’Alta corte di Londra la citazione in giudizio da parte di al Maktoum, per la custodia dei figli, della principessa scomparsa, che avrebbe già chiesto la separazione.

Mohammed bin Rashid al Maktoum e Mohammed bin Zayed.

GettyImages

LA CRISI DIPLOMATICA CON MBZ

Lo scorso Natale Latifa, suo malgrado protagonista del documentario della BbcFuga da Dubai”, è apparsa in un filmato, a tavola con la famiglia nel palazzo a Dubai, accanto all’ex presidente irlandese ed ex alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Mary Robinson, molto criticata poi per la visita. Robinson ha raccontato di aver trovato Latifa in «evidente stato di vulnerabilità», gli amici della principessa credono che sia sedata. Uno degli avvocati che seguiva il suo caso ha rimesso il mandato e alcuni conoscenti di Dubai non hanno voluto rilasciare dichiarazioni al New York Times per «troppa paura di ritorsioni». Dalle indiscrezioni della stampa internazionale, attraverso l’erede al trono, e sovrano di fatto degli emirati, Mohammed bin Zayed (MBZ) al Maktoum avrebbe chiesto alle autorità di Berlino il rimpatrio forzato della moglie Haja, negato. Attraverso canali privati le stesse istanze sarebbero state mosse a Londra. La crisi diplomatica tra gli Emirati Arabi e la Germania, ma anche il Regno Unito e il re di Giordania Abdallah II, è dietro l’angolo.

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