17 Aprile Apr 2019 1806 17 aprile 2019

Dal ddl Pillon al 25 aprile: a tu per tu con la sindaca di Lentate sul Seveso

Niente discorsi in ricordo dei caduti della Resistenza, ma solo corone di alloro «per evitare strumentalizzazioni». Lo ha deciso Laura Ferrari, moglie di un senatore leghista. «Mi hanno insultata e minacciata. Nessuna donna mi ha difesa».

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Sindaco Lentate Sul Seveso 25 Aprile Laura Ferrari

Il 25 aprile si prende un anno sabbatico a Lentate sul Seveso, dove per il ricordo dei caduti della Resistenza è prevista solo la deposizione di corone di alloro, senza altre manifestazioni ufficiali. Per i classici discorsi della Festa della Liberazione, insomma, ripassare nel 2020. La decisione, presa dalla sindaca di Forza Italia Laura Ferrari non poteva che far discutere, e così è stato. Ma come è arrivata a questo provvedimento? «Nel 2018, in occasione del mio primo 25 aprile da sindaca, avevo organizzato una manifestazione con varie associazioni, la banda, le scuole e l’Anpi», spiega a LetteraDonna la prima cittadina di Lentate, esponente di Forza Italia: «La rappresentante dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (l’ex senatrice Pd Lucrezia Ricchiuti, ndr), invece di parlare di Resistenza e Liberazione, ha però preferito fare politica, attaccando il centrodestra in modo inequivocabile e a tratti anche offensivo». Insomma, alla base della decisione ci sarebbe la volontà di evitare spiacevoli strumentalizzazioni in una giornata che dovrebbe essere dedicata a tutt’altro: «Non c’è nessuna ‘sospensione dei valori della democrazia e dell’antifascismo’, come invece sostiene il Pd. Anzi, io sono molto più democratica di loro, che approfittano della ricorrenza per attaccare la sindaca di Forza Italia moglie di un senatore leghista. Che poi la verità è tutta qui». E così, Lentate sul Seveso si appresta a vivere un 25 aprile in tono minore, con la sensazione che tutto questo potesse essere evitato: sarebbe bastato venirsi incontro. In fondo, c’è stato un anno intero per farlo. «Ho aspettato fino all’ultimo un segnale da parte dell’Anpi, ma non è arrivata nessuna richiesta di chiarimenti e scuse: omaggeremo i caduti perché è a loro che dobbiamo dire grazie, fermandoci per quanto riguarda il resto».

Laura Ferrari, sindaca di Lentate sul Seveso

APPUNTAMENTO AL 2020

Sentita una campana, che poi a Lentate è quella che decide, proviamo allora a capire cosa devono aspettarsi i cittadini del comune brianzolo nel 2020: «La mia idea è operare una ricostruzione storica, partendo da un anno senza comizi. Dobbiamo insegnare ai giovani che la Resistenza non fu solo dei partigiani rossi, ma anche dei partigiani bianchi, repubblicani e liberali, senza dimenticare il ruolo fondamentale degli Alleati». L’intenzione, spiega a LetteraDonna, è organizzare una sorta di convegno con la partecipazione di associazioni locali, consiglieri comunali e l’Anpi, coinvolgendo poi in maniera massiccia le scuole, per studiare tutti insieme il senso di questa festa. Già, che cosa rappresenta per questa sindaca tanto criticata il 25 aprile? «Si tratta di una tappa fondamentale della nostra storia. Ed è proprio grazie ad essa che io, donna libera e cittadina, posso fare la sindaca e decidere che valore darle».

GLI INSULTI SUI FACEBOOK

Laura Ferrari sottolinea più volte che mai si sarebbe aspettata un polverone di polemiche del genere. E non solo: «Sto ricevendo insulti e minacce: su Facebook mi scrivono ‘sparati’, ‘schifosa fascista’, ‘ti auguriamo di finire appesa come lui’. Ci sono persino foto di me a testa in giù», spiega la sindaca, che ne approfitta per annunciare denunce nei confronti di questi leoni da tastiera e, perché no, per lanciare una frecciatina: «Così tanta violenza verbale e nessuna parola di appoggio dalla sinistra, tantomeno dalle donne». Diversi insulti, sottolinea la sindaca di Forza Italia, vengono rivolti anche al marito, il senatore leghista Massimiliano Romeo, che figura tra i sostenitori del ddl Pillon (ecco il nostro speciale): «Sono avvocata, spesso ho difeso padri che vorrebbero maggior riconoscimento della loro figura nell’ambito della coppia separata e conosco il diritto di famiglia meglio di tanti altri che se ne riempiono la bocca: il ddl Pillon è migliorabile ma parte da principi di base condivisibili e può dare maggior senso alla legge del 2006 sull’affidamento condiviso», spiega la prima cittadina di Lentate, sostenendo di avere «sempre con grande rispetto per la donna».

QUOTE ROSA E FEMMINISMO

Da un decreto di legge all’altro, ne approfittiamo per chiedere a Laura Ferrari un parere sul Codice Rosso: «Ben vengano i provvedimenti in difesa della donna, serve la maturità per dirlo tutti senza odio di parte», risponde. Per quanto riguarda la discriminazione di genere, altro tema caro a LetteraDonna, dichiara di non aver vissuto alcun problema sulla sua pelle, ammettendo la bontà delle quote rosa nei cda, prevista dalla legge Golfo-Mosca del 2011: «Da donna non necessariamente femminista avevo perplessità. Adesso riconosco che senza quella norma tante donne di valore non avrebbero avuto la possibilità di accedere a certi incarichi». ‘Non necessariamente femminista’ in che senso? «Credo che a volte si rischi di esagerare. Essere donna non ti rende a prescindere migliore degli uomini. Abbiamo caratteristiche diverse e dobbiamo distinguerci da loro, riconoscendone il valore», sostiene la sindaca: «Avendo la possibilità di diventare madri viviamo esperienze più ampie, acquisiamo maggior senso pratico e la capacità di essere multitasking. Molte donne hanno visione a 360 gradi della quotidianità grazie a cui possono dare molto a questo mondo».

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