15 Marzo Mar 2019 1659 15 marzo 2019

A Torino migliaia di ragazzi e ragazze in sciopero per il clima

Hanno saltato la scuola per i Fridays For Future e seguire l'esempio di Greta Thunberg manifestando per il pianeta. Siamo state al corteo e abbiamo raccolto le loro voci.

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Sciopero Clima Torino

Sono migliaia e sono giovani, giovanissimi. Piazza Arbarello, Torino, alle 9 mezza del mattino è già piena. Si passa a fatica fra ragazzi che a quest'ora dovrebbero essere a scuola ma hanno scelto di manifestare insieme per difendere il pianeta. Chi ha aderito allo sciopero internazionale del 15 marzo per l'ambiente da Fridays for Future segue l'esempio di Greta Thunberg, la 16enne svedese che tutti i venerdì salta le lezioni per andare davanti al Parlamento svedese. Un piccolo gesto che sta obbligando i potenti di tutto il mondo a guardare in faccia una realtà che parla chiaro: la Terra è in pericolo e se vogliamo salvarla bisogna agire subito. Il problema riguarda tutti, nessuno escluso, e dimostrarsi compatti è l'unica soluzione possibile.

Ecco alcuni momenti dello sciopero generale contro il cambiamento climato a Torino: ispirati e incoraggiati da Greta Thunberg, in migliaia sfilano e protestano sulle note di We will rock you dei Queen.

Geplaatst door LetteraDonna op Vrijdag 15 maart 2019

SARA DI FRIDAYS FOR FUTURE TORINO IN PIAZZA CON MIGLIAIA DI RAGAZZI E RAGAZZE

Quando Sara prende il megafono davanti a lei c'è un corteo lunghissimo. Gli organizzatori parlano di 30 mila partecipanti, la questura di Torino abbassa di poco le cifre e stima 25 mila persone. Di sicuro, sono tantissimi. Soprattutto mentre battono le mani tutti insieme al ritmo di We will rock you dei Queen. Appena la musica si abbassa Sara ricorda a politici e imprenditori le loro responsabilità sul cambiamento climatico. «Sta a loro aiutare anche le fasce della popolazione più disagiate ad adottare stili di vita sostenibili», spiega a LetteraDonna. Ha 18 anni, fa parte del gruppo Fridays For Future di Torino e studia all'istituto Regina Margherita. Come Greta Thunberg, anche lei il venerdì ha iniziato ad andare in piazza per lottare in difesa dell'ambiente e lunedì dovrà portare la giustificazione a scuola.

ALLO SCIOPERO STUDENTI DI TUTTE LE ETÀ, CON IL BENESTARE DEI PROF

L'essere a manifestare in piazza vale invece come presenza a scuola per gli studenti di elementari e medie dell'istituto comprensivo A. Manzoni. Sono stati i singoli docenti ad aver chiesto alla dirigente di poter portare gli studenti allo sciopero: «Abbiamo lavorato tutto l'anno sul cambiamento climatico, questo era il coronamento perfetto», racconta a LetteraDonna Erica Cornaglia, una delle maestre elementari che accopagna due classi di quinta. Non tutti i genitori hanno dato l'adesione allo sciopero, ma aver convinto la maggior parte di loro «è stato parte del lavoro di sensibilizzazione sul tema. I bambini ora hanno dieci anni ma sono il nostro futuro», dice Erica sorridendo.

UN FUTURO MIGLIORE? INTANTO CERCHIAMO DI AVERE UN FUTURO

Futuro è la parola che ricorre più spesso, a voce e sui cartelli. Me la ripete anche Sabrina, una mamma che ha portato i figli di 7 e 12 anni. «Devono rendersi conto che devono metterci la faccia se vogliono il cambiamento», afferma mentre il corteo procede ordinato fra le vie del centro di Torino. E gli adulti? «Noi siamo il presente e dobbiamo manifestare con loro per fargli capire che non sono soli». Anche Alice, 26 anni, oggi ha deciso di venire qui insieme alla sorella Melissa di nove. La tiene per mano perché non si perda nella folla sotto i portici. A casa il tema ambientale è molto sentito, in classe invece, dice timidamente Melissa, non ne parlano mai.

SVEGLIA, NON C'È PIÙ TEMPO!

In generale, del clima si parla ancora troppo poco. Serve una sveglia per sensibilizzare le amministrazioni e ricordare che di tempo per aspettare non ce n'è più. Così alle 11, davanti al palazzo del Comune, i ragazzi hanno tirato fuori i cellulari e puntato gli orologi tutti insieme per farli risuonare più forte. La sindaca Chiara Appendino è davanti al Comune, ascolta le loro proteste. «È giusto che siano arrabbiati», ripete. I ragazzi urlano, presi dalla foga, ma «non siamo contro la politica in assoluto», dicono, «perché dobbiamo collaborare se vogliamo che qualcosa cambi davvero», chiarisce Andrea, uno dei portavoce della protesta.

L'ESEMPIO DI GRETA (MA NON VEGANE PER FORZA)

La seconda tappa del corteo è in piazza Castello, sotto il palazzo della Regione Piemonte e per i discorsi dal palco, dove salgono anche il climatologo Luca Mercalli e il gruppo torinese Eugenio in Via Di Gioia. È ormai ora di pranzo e i ragazzi si siedono per terra, tirano fuori i panini. C'è chi parla della Juve e chi della verifica sui paradigmi, e chi dopo due ore ancora discute del clima che sta cambiando e sul cosa si può fare per migliorare nel nostro piccolo il mondo in cui viviamo. Viola, Francesca e Benedetta hanno 14 anni e frequentano il liceo classico Massimo D'Azeglio. «Greta è un esempio per noi», mi dice Viola, «anche se io la carne la mangio» (Greta Thunberg è vegana, nda). «Anch'io, però controllo da dove proviene e il tipo di allevamento», precisa Francesca. Elena e Samira, invece, due anni più grandi, ammettono di non fare molto a livello personale. Ma essere in piazza, anche questo è un gesto importante. Volevano che il corteo fosse il più numeroso possibile per sensibilizzare l'opinione pubblica, per questo hanno rifiutato la proposta della loro dirigente scolastica di organizzare una piccola manifestazione a Biella e prendere invece il treno per essere, insieme, a Torino.

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