4 Dicembre Dic 2018 1620 04 dicembre 2018

Che fine ha fatto la principessa Latifa?

Figlia dell'emiro di Dubai, Mohammed bin Rashed Al-Maktoum, a marzo 2018 aveva annunciato in un video la sua fuga a causa dei maltrattamenti del padre.

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Principessa Latifa Dubai

È ancora giallo sulla sparizione della principessa Shaykha Latifa Mohammed bin Rashid Al Maktum, figlia dell'emiro di Dubai e attuale primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Rashid Al Maktum, come conferma l'articolo pubblicato il 4 dicembre 2018 dal The Guardian. Nel marzo 2018 aveva annunciato la sua fuga in un video diffuso su YouTube per scappare da quel padre che abusava di lei e che accusava di maltrattamenti: «È la persona più malvagia che abbia mai conosciuto: non c’è nulla di buono in lui». Latifa aveva tentato di scappare già un'altra volta, nel 2002 verso l’Oman, ma senza successo. Le autorità emiratine infatti la fermarono al confine degli Emirati Arabi Uniti. Riportata indietro, fu imprigionata e torturata per tre anni. Un trattamento disumano, che però non l'ha fatta desistere dal voler rivendicare il diritto alla libertà e a una vita autonoma. Anche sua sorella maggiore, Shamsa, aveva tentato di fuggire, subendo la stessa sorte: scappata nel Regno Unito nel 2000, fu rapita e rimpatriata forzatamente dalle autorità degli Emirati.

CHI È LA PRINCIPESSA LATIFA

Latifa è nata a Dubai il 5 dicembre 1985. Figlia dell'emiro di Dubai e dell'algerina Huriah Ahmed Al M'aash, ha un fratello e due sorelle, oltre a due sorellastre con il suo stesso nome. Sotto le cure della zia paterna ha trascorso la prima parte della sua infanzia insieme al fratello Sheikh Majid. Ha studiato un anno alla Latifa School for Girls di Dubai. La principessa è anche una paracadutista esperta: ha avuto come istruttrice l'italiana Stefania Martinengo.

LA VICENDA RICOSTRUITA DA HUMAN RIGHTS WATCH

Human Rights Watch, l'organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, aveva denunciato ufficialmente il 5 maggio 2018 la scomparsa di Latifa, chiedendo all'emiro di rivelare il luogo in cui si trovasse la figlia. L'organizzazione aveva riportato anche le testimonianze di un'amica di Latifa: Tiina Jauhiainen, cittadina finlandese che ha vissuto a Dubai per 17 anni, ha riferito all'ente di averla incontrata nel 2010. La principessa aveva informato Jauhiainen del suo nuovo piano di fuga nell’estate del 2017 e che era coinvolto anche Hervé Jaubert, un uomo con doppia cittadinanza francese e statunitense, proprietario della nave su cui le due donne si erano imbarcate. Il 4 marzo 2018 - ha raccontato la finlandese - la nave fu però fermata a 80 chilometri dalla costa di Goa, in India, dalla guardia costiera indiana che mise in atto un'incursione in coordinamento con le autorità degli Emirati Arabi Uniti. Jauhiainen, trasferita su una nave militare, arrivò negli Emirati Arabi Uniti tre giorni dopo, dove fu interrogata, minacciata e rilasciata dopo quattro giorni di isolamento.

Il fatto che non venga rivelato dove la principessa si trovi e quale sia il suo status legale potrebbe qualificare una sparizione forzata, data la prova che suggerisce sia stata vista l’ultima volta quando le autorità degli Emirati Arabi Uniti l’hanno fermata

Human Rights Watch

Il 18 aprile 2018 una fonte vicina al governo di Dubai ha dichiarato all'agenzia di stampa britannica Reuters che Latifa è «sana e salva con la sua famiglia». Ha anche detto che tutta la storia della fuga «è una questione interna, trasformata in una soap opera a sua volta divenuta uno schema impazzito per offuscare la reputazione di Dubai e dello sceicco Mohammed». E ha sostenuto che i compagni di fuga di Latifa avevano tutti dei precedenti penali. Human Rights Watch, però, non hai mai creduto a questa versione ufficiale e continua a chiedere spiegazioni: «Il fatto che non venga rivelato dove la principessa si trovi e quale sia il suo status legale potrebbe qualificare una sparizione forzata, data la prova che suggerisce sia stata vista l’ultima volta quando le autorità degli Emirati Arabi Uniti l’hanno fermata». La direttrice di Hrw per il Medio Oriente, Sarah Leah Whitson, ha anche detto che se Latifa è detenuta «deve ottenere i diritti di tutti i detenuti, incluso quello di essere giudicata da un giudice indipendente».

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