Femminismo

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21 Novembre Nov 2018 1915 21 novembre 2018

Dentro le caserme italiane nascono le "stanze rosa"

Una camera calda e luminosa per chi denuncia la violenza. Viaggio in  provincia di Bologna dove i carabinieri imparano a trattare gli abusi di genere.

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Denuncia Violenza Donne 2

C'è una "stanza rosa" nella caserma dei carabinieri di Castenaso che chiude l'orrore fuori dalle sue pareti color pastello. Uno spazio pensato per accogliere non solo donne e minori ma anche gli uomini vittime di violenza e che ha visto la luce lo scorso giugno, grazie alla collaborazione fra il comando provinciale dell’Arma e la Città metropolitana di Bologna. «Si tratta di un'iniziativa di grande rilievo. Chi denuncia avrà a disposizione una stanza calda e luminosa. Queste persone non dovranno più confrontarsi con l'ambiente freddo e asettico della sala d’aspetto», ha detto a LetteraDonna Elisabetta Scalambra, assessore alle Pari opportunità del Comune di Castenaso. L'idea di dotare le caserme del bolognese di "stanze rosa" nasce nel 2017. «Ѐ stato il colonello Valerio Giardina a proporre la creazione di spazi dedicati alle audizioni protette e all’accoglienza di tutti i soggetti sensibili. L'obiettivo è quello di realizzarne uno per ogni Unione dei Comuni dell’area metropolitana». (Leggi anche: «Come funziona il bollino rosso contro la violenza sulle donne»)

La stanza rosa nella caserma di Castenaso, in provincia di Bologna.

UNA STANZA TUTTA PER SÉ: TRASFORMARE UNA CASERMA IN UN NIDO DOVE SENTIRSI PROTETTI

Per accedere alla stanza rosa c’è un percorso laterale appartato che permette di evitare il contatto con la sala d'aspetto e il suo viavai di persone. «Chi denuncia una violenza o un abuso si trova in uno stato d’animo ben diverso da chi semplicemente ha smarrito i documenti. La creazione di uno spazio e di un percorso apposito garantisce non solo maggiore privacy ma anche un maggior rispetto del quadro emozionale della vittima», spiega Scalambra, che è anche consigliere delegato per le Pari opportunità della Città metropolitana di Bologna. Nella stanza dalle pareti pastello ci sono tre poltrone, dei peluche e un mazzo di rose rosa. E per chi vuole c’è pure una tisana calda. «I soggetti che hanno vissuto una situazione difficile si trovano accolti come in un nido. E questo è fondamentale. Spesso si innesca un meccanismo di protezione nei confronti del proprio carnefice, dettato dalla paura di quello che potrà accadere nel momento in cui si decide di rivolgersi alle autorità. Ѐ importante che chi denuncia si confronti non solo con un contesto accogliente, ma anche con persone disposte ad ascoltare e a rispettare i suoi silenzi, senza sentirsi giudicati. Si tratta di un passaggio molto delicato, in cui si prende realmente coscienza di quello che è accaduto». In quest'ottica si collocano anche i nuovi percorsi di formazione rivolti al personale militare. «Le donne e gli uomini dell’Arma impareranno a trattare le storie di violenza e, al tempo stesso, a difendere loro stessi dagli stati emozionali delle vittime, che possono avere effetti devastanti sulla propria condizione mentale». Anche la Fondazione Ikea ha dimostrato interesse per l'iniziativa, impegnandosi a fornire l’arredamento per le prossime stanze rosa che verranno realizzate. «Entro la fine del 2019 contiamo di aprire almeno una mezza dozzina di spazi di questo tipo. E questo anche grazie al supporto dato al progetto da parte di tutte le forze politiche. Fortunatamente, il nostro è un territorio molto sensibile al tema della violenza».

Nella camera della caserma di Castenaso si trovano peluche, un mazzo di rose e per chi vuole c'è anche una tisana calda.

117 SPAZI NELLE CASERME E POI QUESTURE E TRIBUNALI, DA CATANIA AD AREZZO

A tingersi di rosa non sono solo le caserme del bolognese. Ambienti con caratteristiche analoghe alla stanza realizzata a Castenaso si trovano anche nelle Questure e nei tribunali dei minori, mentre sono circa 117 gli spazi dedicati alle emergenze legate al codice rosa situati all’interno delle caserme. L’ultimo ha visto la luce lo scorso settembre a Bibbiena, in provincia d’Arezzo. Nel 2016 una stanza simile a quella aperta a Bologna era stata invece inaugurata all’interno del comando provinciale dei carabinieri di Catania. Segno che l’onda rosa della solidarietà non si arresta.

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