17 Ottobre Ott 2018 2042 17 ottobre 2018

Cos'è e perché e saltato il referendum sulle donne in Croazia

Il governo croato ha invalidato la proposta di abolire l'adesione alla Convenzione di Istanbul. Troppe firme sospette. Per i promotori della consultazione il testo minava i valori della famiglia tradizionale.

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Referendum Violenza Domestica Croazia

Il 17 ottobre il governo croato ha invalidato due iniziative promosse da associazioni di destra, che la primavera scorsa avevano raccolto le firme per indire dei referendum contro la protezione delle donne dalla violenza domestica e contro i diritti delle minoranze etniche. Secondo un rapporto del ministero dell'Amministrazione Pubblica di Zagabria le due iniziative non hanno raccolto le firme necessarie per indire i referendum, ovvero almeno 375 mila per ogni proposta, il 10 per cento dell'elettorato in Croazia.

FIRME INSUFFICIENTI PER LA CONSULTAZIONE

I promotori avevano consegnato le firme lo scorso giugno, sostenendo di averne abbastanza, ma il governo ha poi ordinato una dettagliata verifica di ogni singola firma. Tali controlli hanno mostrato che circa 40 mila firme in ognuna delle due iniziative sarebbero inammissibili, portando il totale sotto la soglia necessaria. E mentre una percentuale minore delle firme invalidate può essere dovuta a errori o sviste degli stessi cittadini, una percentuale molto più alta desta sospetti che i promotori dei referendum avessero loro stessi contraffatto alcune decine di migliaia di firme. Sono state mostrate infatti liste evidentemente firmate da un'unica persona, firme di persone decedute o con nomi e cognomi inesistenti nel registro degli elettori. L'ultima parola spetta comunque al Parlamento, ma è poco probabile che i referendum andranno avanti.

COSA PREVEDEVA LA PROPOSTA DI VOTO

Lo scorso maggio un'associazione vicina alla Chiesa cattolica in Croazia aveva promosso un referendum per revocare la Convezione di Istanbul del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Secondo i promotori, la Convenzione introduce nella legislazione croata il concetto di "genere", differente da quello del sesso biologico, fatto inaccettabile per questi gruppi.

L'ADOZIONE DELLA CONVENZIONE E LE PROTESTE

Il governo di Zagabria aveva adottato la convenzione a marzo nonostante l'opposizione di diversi membri dello stesso esecutivo. A ridosso della decisone migliaia di persone erano scese in piazza nella capitale per dire "No" alla ratifica. La Convenzione di Istanbul è stata introdotta nel 2011 e firmata da 32 Paesi. La questione della definizione di "genere", definita da molti come un attacco ai valori della famiglia tradizionale, ha portato però alcuni parlamenti a rigettare il testo, come avvenuto in Bulgaria e Slovacchia.

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