29 Agosto Ago 2018 1721 29 agosto 2018

Guillermo Del Toro: «Nel cinema va raggiunta la parità di genere»

Il regista messicano, giudice a Venezia 75: «Nelle giurie e in concorso ci sia equilibrio tra uomini e donne. La questione non sono le quote rosa ma capire a fondo il problema».

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Guillermo Del Toro sogna la parità di genere nel cinema. Il regista messicano, Leone d'oro 2017 con La forma dell'acqua e presidente della giuria del concorso Venezia 75 alla Mostra del Cinema di Venezia, ha affrontato temi che nelle scorse settimane hanno suscitato polemiche e dibattiti: dalla scarsa presenza di opere di registe alla Mostra, ai film di Netflix. L'obiettivo per la parità di genere nel cinema «credo sia del 50/50 entro il 2020 e va raggiunto. C'è un vero problema a livello culturale che va risolto, ci sono molte voci che non vengono ascoltate e devono esserlo», ha detto Del Toro. «La questione non sono le quote rosa ma capire a fondo il problema. Parlarne e farsi domande è necessario, perché per molti decenni non è stato fatto».

IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE: «APPENA IL 21% DI REGISTE A VENEZIA»

«Sto producendo cinque film e tre sono diretti da donne», ha detto il regista rivendicando un impegno in prima persona sul tema. «Bisogna anche far sì che nelle giurie dei festival ci sia un giusto equilibrio tra i generi, come vediamo qui. È importante che tutto questo abbia un significato molto forte, ce n'è una forte necessità». Sull'argomento è tornato anche il presidente della Biennale Paolo Baratta: «Siamo stati sempre molto aperti nell'affrontare ogni questione, e per questo abbiamo anche comunicato i numeri sulle presenze di registe al festival, che abbiamo scoperto essere molto bassi in percentuale, solo il 21%, con l'eccezione del concorso della Virtual reality. Spero che questi dati vengano rivelati anche dagli altri festival per esaminare la situazione in maniera più obiettiva. Per quanto riguarda il sospetto che ci sia alla Mostra qualche pregiudizio, ribadisco che noi siamo aperti e trasparenti».

DEL TORO: «NETFLIX? MI INTERESSA QUELLO CHE C'È SULLO SCHERMO»

Del Toro ha spento poi ogni possibile controversia legata ai film di Netflix: «Si deve valutare ciò che appare nel rettangolo dello schermo, tutto quello che è al di fuori non ci importa. Ciò che conta è la qualità del film e del racconto, la vita nel cinema». Come presidente della Mostra ha detto poi di sperare di sorprendersi, «di scoprire». «Essere un giurato rinnova un rapporto con il cinema che va al di là dell'aspetto commerciale e culturale, è qualcosa di molto intimo, un'esperienza meravigliosa ed unica. Sai che in qualche modo cambi la vita di qualcuno. Siamo tutti d'accordo nel voler fare un lavoro molto serio, dettagliato e curato». A chi gli ha chiesto se senta più pressione per la presenza di concorso dell'amico e connazionale Alfonso Cuaron, ha replicato sorridendo: «Non sono il dittatore della giuria ma il presidente, è un ruolo importante, che affronto come adulto, professionista, e cineasta, per giudicare i film con equilibrio, per tutti noi in giuria è molto importante. Il fatto che un film venga dall'Australia o dal Messico non conta».

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