20 Luglio Lug 2018 1125 20 luglio 2018

Piacenza, barista stuprata per ore

La donna di nazionalità cinese sarebbe stata imbavagliata e picchiata. L'aggressore è stato indentificato a Milano. Salvini: «Castrazione chimica per i colpevoli di questi reati».

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Picchiata, imbavagliata e stuprata per ore. Questa volta l'inferno si è scatenato a Piacenza. Nella notte tra mercoledì 18 luglio e giovedì 19 un uomo avrebbe abusato di una barista di nazionalità cinese. Secondo il racconto della vittima ai carabinieri, l'aggressore si sarebbe presentato nel locale poco prima della chiusura. Le grida sono state udite dai vicini che hanno chiamato i soccorsi. Immediato l'arrivo delle Forze dell'ordine, ma l'aggressore si era già dileguato. La vittima ha passato alcune ore in ospedale, sotto choc. Mentre gli inquirenti hanno fatto partire una vera e propria caccia all'uomo. Che si è conclusa a Milano, dove in zona Forlanini è stato identificato un romeno di 34 anni che stava scontando una condanna per altri reati, in detenzione domiciliare con permesso di uscire per lavorare durante il giorno, non di notte. Quasi immediata la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che su Twitter ha commentato: «Per i colpevoli di questi reati zero sconti, pena certa da scontare solo in galera e castrazione chimica».

La castrazione chimica per gli stupratori, ha rincarato la dose più tardi lo stesso Salvini, «è una proposta della Lega da anni. È una sperimentazione in vigore in tanti Paesi europei civili e sviluppati, che però ritengono che chi mette le mani addosso a una donna o a un bambino vada curato, non solo incarcerato. Perché un maiale che fa violenza su una donna o un bambino va accompagnato in un percorso che gli impedisca di farlo per il resto dei suoi giorni».

LO STUPRO IN TAXI

Il 16 luglio scorso, un tassista abusivo egiziano aveva stuprato una studentessa 20enne dopo averla riaccompagnata a casa alla fine di una serata all'Old Fashion di Milano. La ragazza si è resa conto della violenza solo al suo risveglio. Il 61enne avrebbe infatti approfittato della sua ubriachezza per abusare di lei (proprio in questi giorni si è parlato molto della sentenza della Cassazione relativa a stupro e alcol).

IL CASO DELLA TURISTA DANESE MINORENNE

Solo di qualche giorno prima era invece la notizia dell'ennesima violenza sessuale di gruppo fuori da un locale nocale a Manerba del Garda, nel Bresciano. Vittima una turista danese in vacanza in un camping con la famiglia, il cui racconto è ritenuto credibile dai carabinieri che indagano. Secondo il racconto fornito agli inquirenti, la 17enne è stata avvicinata da un gruppo di ragazzi che l'avrebbero molestata. Lei è poi riuscita ad allontanarsi urlando. La ricostruzione è stata confermata anche dai medici dell'ospedale dove è stata visitata. Sotto choc la giovane ha deciso con la famiglia di lasciare l'Italia e di tornare a casa. I carabinieri sono sulle tracce degli aggressori che sarebbero stati immortalati dalle telecamere del parcheggio dove sono avvenuti i fatti.

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