31 Maggio Mag 2017 1816 31 maggio 2017

Ombre cinesi su Ivanka Trump

Quanto viene pagato, o meglio sfruttato, un lavoratore asiatico che produce le scarpe firmate dalla first daughter? Poco, di sicuro. Ma è meglio non indagare troppo. Tre attivisti lo hanno fatto e adesso sono scomparsi nel nulla.

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Ivanka Trump non è solo la first daughter, ma anche un'imprenditrice di successo. Sulla sua linea di abbigliamento, però, ci sono delle ombre cinesi. Sempre più cupe. Qualche giorno fa il gruppo di attivisti Fair Labor Association aveva denunciato lo sfruttamento dei lavoratori della fabbrica che, nella provincia di Guangdong, si occupa dell'assemblaggio delle sue scarpe: qui i dipendenti verrebbero pagati appena un dollaro l'ora, per almeno 57 ore di lavoro settimanale. Meno del salario minimo previsto dalla legge cinese, con l'aggravante di un trattamento iniquo riservato alle donne. Per indagare sulle condizioni dei lavoratori, tre attivisti cinesi dell’Ong China Labor Watch (con sede a New York) si sono recati sul posto e, adesso, di loro non si ha più notizia.

UN VIAGGIO PERICOLOSO
Quello di cui al momento si hanno più notizie si chiama Hua Haifeng. Ha 36 anni e, attivista di China Labor Watch da dieci, aveva lavorato per cinque giorni nella fabbrica nel Guangdong, prima di essere allontanato perché colto in flagrante mentre scattava foto con lo smartphone. Da lì era volato a Hong Kong, da dove avrebbe poi dovuto raggiungere un'altra fabbrica nella provincia di Jiangxi. Fermato all'aeroporto, è stato interrogato dalla polizia nella città-gemella di Shenzen e poi rilasciato. Fino a quando, in viaggio verso lo Jiangxi, non è stato di nuovo fermato dalle autorità. «Quando la polizia mi ha chiamato mi sono spaventata, tremavo per la paura e la rabbia», ha detto la moglie Deng Guilian al Guardian, aggiungendo che adesso teme di non poter mantenere la famiglia, se il marito non dovesse tornare dalla Cina.

L'APPELLO ALLA CASA BIANCA
Se Hua Haifeng dovrebbe ancora essere nelle mani della polizia, degli altri due attivisti scomparsi non si sa invece niente. Li Zhao e Su Heng, anch'essi diretti nello Jiangxi, sono letteralmente scomparsi nel nulla. Il sospetto è che abbiano avuto una sorte analoga, visto che Li Zhao aveva lavorato insieme a Hua Haifeng nel Guangdong. Ma, ripetiamo, nessuna certezza. «Credo che siano stati fermati perché la fabbrica realizza i prodotti di Ivanka Trump. Adesso la situazione è diventata politica e molto complicata», ha detto il direttore di China Labor Watch Li Qiang. Che, non avendo avuto risposta né dalle autorità cinesi, né dall'Huajian Group, proprietario delle fabbriche, ha poi lanciato un appello alla famiglia Trump affinché si adoperi per il rilascio dei tre attivisti.

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