Cinema 21 Maggio Mag 2014 1000 21 maggio 2014

Cam girl, prostituzione nascosta

Il 22 maggio esce nelle sale il film di Mirca Viola per fare luce sul fenomeno in grande ascesa.

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Un'immagine tratta dal film Cam girl.

Spogliarsi davanti a una web-cam, per soldi. È questo in sostanza quello che fanno le cam girl, ragazze che hanno deciso di prostituirsi in maniera alternativa, giocando su quella virtualità che oggi va tanto di moda ed evitando così l'aspetto più spiacevole del mestiere, ovvero il contatto fisico con il cliente.
Un fenomeno molto diffuso anche nel nostro paese, complice la crisi economica. Studentesse, casalinghe e disoccupate che scelgono questa strada per poter guadagnare qualche soldo. Si iscrivono sui siti ad hoc e, quando un cliente le sceglie, gli danno un appuntamento privato in chat, accendono la web-cam e iniziano il loro piccante show. La tariffa? Non è dato saperls, ma c'è chi sostiene sia di un euro al minuto. Il trend èp talmente in crescita che gli è stato dedicato un film Cam Girl, in uscita nelle sale nazionali il 22 maggio.
UN FILM PER LANCIARE L'ALLARME
Protagoniste della storia quattro ragazze che decidono, per motivi diversi, di prendere questa strada. A interpretarle Antonia Liskova, Sveva Alviti, Alessia Piovan e Ilaria Capponi. La regia è di Mirca Viola (ex Miss Italia, da anni nel cinema sia davanti sia dietro la macchina da presa), che ha scritto il soggetto e la sceneggiatura insieme alla figlia Angelica Gallo.
«Ho letto per caso su internet degli articoli che parlavano del problema e ne sono rimasta così colpita che ho voluto approfondire, anche perché molte di loro sono ventenni come me e ho cercato di capire il perché decidessero di diventare delle cam girl» racconta Angelica. «Poi con mia madre è venuta l'idea di farci un film. Mentre lo scrivevamo siamo entrate in alcuni di questi siti: un mondo agghiacciante».
140 MILA CLIENTI AL MESE
E Mirca Viola aggiunge: «Il problema è che se ne parla troppo poco ed è sbagliato rimanere indifferenti, anche perché queste donne non vengono tutelate in alcun modo». Si stimano circa 140 mila clienti al mese per un giro d’affari che va da 1 a 2 miliardi di euro annui. «Numeri che fanno di questo mercato un vero e proprio business che in Italia è tutt’oggi illegale» aggiunge Mirca che precisa: «Si tratta di un fenomeno con tante facce, perché c'è chi sceglie di farlo per il piacere di mostrarsi, chi prova una volta e si trova risucchiata nel meccanismo e chi cade nella trappola del guadagno facile. Queste ragazze sono convinte che il fatto di trovarsi davanti a una web-cam renda la cosa meno 'sporca', ma in realtà non è altro che una nuova forma di prostituzione».

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