Lavoro 13 Novembre Nov 2013 1222 13 novembre 2013

La maternità diventa un master

Un programma per mettere a frutto le risorse delle neo mamme in azienda. Ecco come.

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MaaM è un master per riabilitare le mamme in ufficio.

La mano che fa dondolare la culla è quella che regge il mondo, scrisse nel 1865 il poeta americano William Ross Wallace.
Peccato che a distanza di oltre un secolo quella mano continua ancora a reggere quasi sempre solo una carrozzina.
Soprattutto in Italia, dove come testimonia un'indagine Istat un terzo delle neo madri tra il 2000 e il 2013 non è tornata al suo posto di lavoro.
Insomma dopo aver partorito, il mondo del lavoro spesso e volentieri le mette alla porta. Per questo nella vita di una donna il binomio lavoro-maternità  più che un tabù è ancora, quasi sempre, un aut aut.
Così è facile capire come mai negli ultimi indici della Banca Mondiale, l’Italia sia al 206esimo posto su 225 paesi censiti per tasso di fertilità, con appena 1,4 figli per donna. Non solo.
Secondo l’ultimo indice di uguaglianza di genere del World Economic Forum, l’Italia è all’80esimo posto su 135 paesi considerati, perdendo sei posizioni in un anno. E si piazza 101esima per quanto riguarda “la partecipazione e l'opportunità economica”, indicatore che misura la presenza di donne nelle stanze dei bottoni. Basti dire che tra le 160 maggiori aziende quotate in Borsa la percentuale delle donne nei consigli di sorveglianza è di appena del 13%.
MATERNITÁ UN PLUS CHE LE AZIENDE DOVREBBERO SFRUTTARE
«Eppure la maternità non è altro che un moltiplicatore di competenze ed energie. Che dovrebbe essere vissuta dalle donne e sfruttata dalle aziende come un periodo di crescita e aggiornamento professionale», ne è convinta Riccarda Zezza, fondatrice e amministratrice di Piano C, che insieme con Andrea Vitullo di Inspire, esperto di leadership, ha creato un progetto per «riabilitare» questa figura e permettere di «vivere la maternità come se fosse un master», racconta Zezza a Letteradonna.
MaaM UN MASTER PER RIABILITARE LE MAMME IN UFFICIO
Quello proposto da Zezza e Vitullo si chiama MaaM, Maternity as a master ed è un format che le aziende possono "comprare" per trasformare le capacità sviluppate con la maternità dalle loro dipendenti in competenze di leadership da impiegare nei processi aziendali e per un avanzamento di carriera.
«È la prima esperienza formativa al mondo di questo tipo», spiega Zezza che per un anno ha studiato su come realizzare la sua idea e «ribaltare lo stereotipo della maternità».
A darle ragione, racconta, sono studi e ricerche scientifiche «che testimoniano la crescita intellettiva, l'aumento di competenze, l'esplosione di energie e l'aumentata capacità relazionale seguite alla maternità». E oggi, continua Zezza, «ai leader sono richieste le stesse competenze, un approccio sempre meno muscolare e più empatico. Perché allora non sfruttare quello che naturalmente la natura offre alle madri?».
BEBÉ STIMOLATORE DI LEADERSHIP
Ma soprattutto perché non far capire alle aziende che «la maternità anziché essere gestita con programmi di accompagnamento, supporti psicologici o essere nel peggiore dei casi considerata una fase di indebolimento personale e professionale, è uno stimolatore di leadership?».
Una realtà di cui finora non c'è alcuna «applicazione pratica a livello formativo», dice Zezza, «le competenze ci sono, ma se le donne vivono in un contesto che non gliele riconosce, non le usano».
COME FUNZIONA IL PROGETTO
MaaM punta invece a mettere a fuoco queste potenzialità: la prima da rivalutare è quella fisica-cerebrale tipica della prima fase della maternità e che dura sino all'allattamento.
La seconda è la fase della crescita del bambino, che riguarda l'attività di cura, una pratica continua e quotidiana «che se sfruttata al meglio, con consapevolezza, vale più di cento corsi di leadership», garantisce Zezza, che prima di lanciare il progetto ha provato a testarlo su se stessa, in quanto madre di due bambini.
Come «dimostrano alcune ricerche neurologiche e numerose indagini sociologiche», dice Zezza, «durante la maternità il corpo di trasforma»: aumenta la materia grigia, c'è una maggiore estensione delle spine dendritiche – responsabili di memoria e attenzione –  l'amigdala si modifica per generare reazioni di miglior controllo in caso di pericolo. E l' ipotalamo lavora ancora di più per produrre ormoni che diminuiscono lo stress e aumentano i livelli di energia.
«Essere consapevoli di questi cambiamenti potrebbe essere una risorsa per tutti», dice Zezza, che hagià  presentato il progetto MaaM a 40 aziende italiane (tutte associate di Valore D).
Come funziona? Dopo una master class di 4 ore che coinvolge tutto il top management della società, «perché i vertici dell'azienda devono essere i primi a essere formati e  coinvolti», spiega Zezza, il progetto si divide in due fasi rivolte alle donne «una di conoscenza e consapevolezza del proprio stato, l'altra di trasformazione e azione». Attraverso un coaching di gruppo viene poi assegnato “un project work per mettere concretamente alla prova queste competenze”.
UN PERCORSO FORMATIVO DI 5 MESI
Il percorso formativo dura dai 4 ai 5 mesi con appuntamenti dilazionati a seconda delle esigenze, e il costo complessivo per l'azienda varia tra i 5 e i 20 mila euro per un gruppo di lavoro che segue dalle 25 alle 5 donne.
Per ora il primo cliente a testare il format è una multinazionale straniera dell'alimentare che ha offerto il servizio a 12 dipendenti con figli da 0 a 8 anni.
MaaM presto sarà disponibile anche per le donne in maternità, che possono comprarlo individualmente e usufruirne durante il periodo di congedo. «I costi saranno più bassi naturalmente», specifica Zezza, «per questo stiamo cercando di coinvolgere anche la Regione Lombardia, che attraverso l'uso del Fondo sociale europeo può contribuire a offrire un servizio in più alle sue lavoratrici».

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