21 Dicembre Dic 2017 1526 21 dicembre 2017

Cinque consigli per la Cena della Vigilia di Natale

Ce li aveva dati Chiara Maci, e vi aiuteranno a preparare un menù e una tavola perfetti. Da cosa cucinare a che abbinamenti scegliere per servizi e corredi. 

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Siete Team Cena della Vigilia o Team Pranzo di Natale? Se avete amici con provenienze geografiche diverse dalla vostra sapete di cosa si sta parlando. Il momento clou dei festeggiamenti natalizi cade in momenti diversi, a seconda della propria regione di appartenenza. C'è chi dà il tutto per tutto aspettando la mezzanotte del 25, aprendo i regali prima di andare a dormire, e chi invece aspetta religiosamente la mattina per fiondarsi sotto l'albero. Che siate dell'una o dell'altra fazione, la sera che precede il Natale è sicuramente un momento suggesttivo, carico di attesa e anche di qualche stress da preparativo. Se vi sentite ancora in alto mare sulla vostra tabella di marcia, e cercate spunti su cosa cucinare e su come creare l'atmosera perfetta, qui trovate i consigli e le idee che la foodblogger Chiara Maci aveva dato a LetteraDonna in occasione dell'inizio del suo programma #VitadaFoodblogger.

L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Oltre al cibo buono e alla bella compagnia, quello che piace del Natale è soprattutto l'atmosfera. E in questo senso anche l'occhio vuole la sua parte: 'giocando' con colori e tonalità. Ecco cosa ne pensa Chiara Maci: «Tendo a usare molto i colori mat, ma l'importante è che non richiamino il rosso, dato che preferisco riservarlo al giorno di Natale (magari insieme all'oro, al blu e all'argento)». Ci si può sbizzarrire con tovaglie, corredi e servizi in tinta, magari puntano su bianco, oro, ocra o vinaccia.

ADDOBBI IN TAVOLA

Oltre ai colori, anche le decorazioni da tavola fanno una certa 'scena'. «Anche in questo caso cerco di non esagerare e di mantenere una certa sobrietà (in attesa dell'esplosione natalizia), metto qualche segnaposto e l'immancabile centrotavola. Quest'ultimo per me deve essere di frutta, rigorosamente di stagione (magari di kaki e castagne)», spiegava la foodblogger. Potete anche provare a creare un'atmosfera più intima e raccolta accendendo qualche candela (nel caso non sul tavolo per non rischiare di non percepire bene i sapori col fumo).

I MUST HAVE DEL MENÙ

Ogni famiglia ha le sue tradizioni, ma ci sono dei piatti senza i quali il Natale proprio non esiste: «Io sono del sud e quindi, per tradizione, la cena della Vigilia è quella più 'povera' (ma non per questo meno gustosa). Largo quindi al classico pesce: capitone, anguilla, ma anche baccalà e stoccafisso (messi in ammollo qualche giorno prima) che possono essere fritti. Per l'antipasto possiamo puntare sul salmone affumicato, che può essere rivisitato in mille modi».

IL GRANDE CLASSICO

Se la cena della vigilia è affollata, può essere un problema venire incontro ai gusti di tutti. C'è un piatto, però, con cui sbagliare è praticamente impossibile: «Il risotto è una costante della mia Vigilia, anche perché è un primo piatto che mette d'accordo tutti. Io seguo come esempio Gualtiero Marchesi, che nella sua ricetta del risotto agli scampi metteva quest'ultimi solo alla fine: quindi cucino il riso in bianco e solo all'ultimo aggiungo l'ingrediente che meglio si adatta ai gusti dei miei commensali (pensando in particolare ai vegetariani, che sono sempre di più). Può così capitare di avere in tavola piatti diversi, però è bello far sentire coccolati i propri ospiti».

PENSIAMO AI PIÙ PICCOLI

Un punto spinoso delle feste, va ammesso, spesso sono i bambini. I quali, si sa, possono essere molto 'difficili', culinariamente parlando. «Io sono fortunata, perché mia figlia Bianca mangia un po' tutto. Però, in generale, se si vuole preparare qualcosa di sfizioso che possa piacere anche ai più piccoli si può fare scottare in padella del salmone, aggiungendoci del sesamo o dei semi di papavero (che a livello visivo possono sembrare dei nuggets)». E che tipo di contorno possiamo accostarvi? «Come abbinamento sono perfette le patate o del puré, che cucino a modo mio. Come? Cuocendo le patate direttamente nel latte e frullandole poi con il minipimer: il risultato è un puré gonfio e spumoso, golosissimo per i più piccoli».

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