23 Giugno Giu 2017 1654 23 giugno 2017

Il successo viene oziando

«Dormire e distrarsi aiuta a produrre di più». La psicologa Marcella Danon ci svela alcuni trucchi per rendere meglio sul posto di lavoro sfruttando il potere del riposo.

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potere del riposo

Fare meglio e di più, lavorando meno. Sembra un sogno irrealizzabile, ma in realtà è una scelta di vita alla portata di tutti. A sostenerlo è la psicologa e giornalista Marcella Danon che ha appena raccolto consigli e trucchi in un libro pubblicato per Feltrinelli e intitolato Il potere del riposo. Ottenere di più, lavorando di meno. Una promessa forse migliore del Sacro Graal per quelli (e ormai sono la maggioranza) che calcolano il tempo anche per andare in bagno, comprimono il pranzo in pochi minuti davanti al computer e corrono dalla mattina alla sera. Nel libro, un po’ saggio e un po’ manuale, si riscopre il valore dell’otium romano e del wu-wei taoista, l’arte del non fare. Marcella Danon rieduca al riposo e a servirsi del suo straordinario potere per ritrovare un equilibrio personale appagante ma anche accrescere le capacità decisionali, d’azione e di relazione. Pagina dopo pagina vengono forniti suggerimenti per provare a scardinare un meccanismo assassino della nostra società, che si porta via il tempo e ci lascia, alla fine, con l’amaro in bocca. Ecco dunque cinque proposte, tutte da provare.

RALLENTARE I RITMI PER METTERSI IN SINTONIA CON LA NATURA
Secondo Marcella Danon ispirarsi alla Natura può essere utile per frenare la nostra frenesia perché «ha momenti di attività in cui tutto esplode ed altri di riposo in cui si attende. Allo stesso modo gli uomini devono essere capaci di avere fasi attive diverse da quelle che amo chiamare ricettive, perché servono a captare segnali e stimolazioni al fine di aiutarci a diventare più efficienti nel momento in cui si passa alla produzione», spiega la scrittrice. Spesso la tendenza comune è quella di ridurre le ore di sonno per aumentare quelle di veglia e di lavoro, ma si tratta di un errore. «Dormire aiuta a recuperare energie psichiche e mentali», insiste Danon. «Studi recenti di neuroscienza hanno dimostrato che, mentre riposiamo, alcune aree del cervello e del corpo restano attive e hanno il compito di riparare e recuperare. A livello fisico è chiaro perché tutti sappiamo che un piccolo malore passa con una buona dormita, ma a beneficiare del sonno è anche il cervello che attiva la facoltà analogica dell’emisfero destro, il quale elabora dati in modo diverso dalla parte sinistra (più razionale), portandoci spesso ad avere una trovata ingegnosa». Gli antichi, del resto, sostenevano che la notte porta consiglio, anche se spesso basta un pisolino per avere vantaggi.

LA DISTRAZIONE AIUTA A FOCALIZZARE
Talvolta ci si lamenta del collega che sullo schermo fa un gioco elettronico e guarda un video mentre noi sgobbiamo su tabelle e numeri, ma la distrazione momentanea può essere un elemento di riposo positivo. «Sappiamo tutti che quando non si riesce a completare un incarico, che sia un Sudoku o un compito difficile, occorre staccare per un attimo», spiega ancora Marcella Danon. «Gli specialisti parlano di distogliere la mente logica, ma di fatto si tratta di cercare un’apparente interiorità che può permetterci di ritornare poi a un lavoro intenso». Gli esperti di salute le chiamano pause, ma non servono solo a riposare la vista dal terminale. I vantaggi riguardano in primo luogo la mente e portano a una efficienza superiore, considerato che in questo modo si evitano anche gli errori. «Quando siamo stanchi il cervello non smette di funzionare, come quando il computer è scarico e si spegne, ma continua a lavorare con una potenza ridotta. Questo significa che il rendimento cala, per quanto non noi non ce ne accorgiamo, e spesso si rischia di fare gravi errori che diventano critici se impiegati in ruoli di responsabilità, come ad esempio il chirurgo», incalza la scrittrice.

LA MINDFULNESS IN UNA TAZZA DI CAFFÈ
L’altro esercizio fondamentale da fare nelle ore di lavoro è ritagliarsi qualche minuto da dedicare alla mindfulness, cioè l’esercizio di pienezza della mente praticato ormai in tutto il mondo. «Il funzionamento è semplice», dice Marcella Danon. «Occorre condurre la mente a vivere il momento presente, concentrandosi su cose banali come i dettagli del paesaggio fuori dalla finestra dell’ufficio, gli elementi grafici sull’etichetta della bottiglia che abbiamo di fronte, l’aroma e il colore del caffè che abbiamo preso alla macchinetta. Gli esercizi di mindfulness sono infiniti e regalano pace e benessere». Il motivo? Allontanano le preoccupazioni per qualche minuto e ci consentono di ritornare più carichi e freschi al lavoro produttivo. Che, come per magia, si completa meglio e in meno tempo.

SI PUÒ RIPOSARE ANCHE MENTRE SI CAMMINA
Sembra un ossimoro, ma quando è necessario spostarsi a piedi da un luogo all’altro si può praticare la meditazione camminata che consente di recuperare energia. «L’obiettivo è rallentare il ritmo e focalizzare la propria attenzione sui particolari», consiglia la scrittrice. «Se siamo in mezzo alla natura è possibile soffermarci su alberi, profumi, foglie, mentre in città occorre concentrarsi sui colori e i suoni. Il fulcro è impegnare la propria attenzione sulle sensazioni fisiche che riceviamo dal mondo esterno, lasciando da parte i pensieri e allontanandoli ogni volta che si ripresentano». I buddisti lo chiamano Street Zen, ma per Marcella Danon si tratta di una semplice meditazione che aiuta a camminare senza fretta e a coltivare l’ozio.

PRENDERSI DEGLI APPUNTAMENTI CON SÈ STESSI
«Le nostre agende sono fitte di impegni e scadenze, ma mai che ce ne sia una che riguarda il nostro riposo», ricorda infine Marcella Danon. «Sarebbe una buona pratica, invece, dedicare un’ora a fare ciò che ci piace anche se per il resto del mondo è inutile. L’importante è poi rispettare questa scadenza, imponendosi magari di raddoppiarla se si salta per continuare a lavorare». Un atteggiamento che ha vantaggi anche a livello psicologico perché conduce alla riscoperta di un tempo per sé.

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