15 Giugno Giu 2017 1430 15 giugno 2017

Bis di streghe

Tra i cinque finalisti del più importante premio letterario italiano, due sono donne: Wanda Marasco e Teresa Ciabatti. Ecco chi sono e di che cosa parlano i libri che hanno scritto.

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Wanda Marasco e Teresa Ciabatti.

Arriva l'estate, è tempo di Strega. Il 14 giugno è stata svelata la cinquina dei finalisti che il 6 luglio si contenderanno l'agognata bottiglia di liquore che simboleggia il più prestigioso premio letterario italiano. In lizza ci sono tre uomini e due donne: il più votato è stato Paolo Cognetti, già vincitore dello Strega Giovani con il suo Le otto montagne (Einaudi). Qualche possibilità anche per Matteo Nucci, autore di È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), e Alberto Rollo, in gara con Un'educazione milanese (Manni). Le finaliste donne, invece, ve le presentiamo per bene qui di seguito.

TERESA CIABATTI
Con 177 preferenze, è la più votata dopo Cognetti. Il suo La più amata (Mondadori) è stato uno dei titoli più chiacchierati del 2017, e la sua presenza tra i finalisti era data per scontata. Classe 1975, ha esordito con Einaudi nel 2002 pubblicando Adelmo, torna da me, libro da cui Carlo Virzì ha tratto il film L'estate del mio primo bacio. Non un flirt estemporaneo, quello tra Ciabatti e il cinema, perché la scrittrice, negli anni, si è dedicata anche all'attività di sceneggiatrice. La più amata è un libro semi-autobiografico, dove la finzione si innesta sulla realtà (o forse viceversa), e dove al centro c'è un'analisi della figura del padre di Ciabatti (nome della protagonista), idealizzato durante l'infanzia e ferocemente, spietatamente decostruito da una pagina all'altra. E c'è anche il trauma di una vita adulta che distrugge il sogno vissuto durante l'infanzia, l'illusione di essere la migliore, la più bella, la più desiderata: La più amata.

WANDA MARASCO
Solo due voti in meno di Ciabatti per l'autrice di La compagnia delle anime finte (Neri Pozza). Attrice e regista teatrale, anche Marasco ha voluto mettere nero su bianco la storia di un dialogo tra un figlio e un genitore, stavolta nella figura della madre morta della protagonista. Tra madre e figlia viene a crearsi spesso una sovrapposizione, al punto che spesso le due figure sembrano fondersi in una sola, come a creare un tutt'uno inestricabile e non facilmente decifrabile. Per Marasco non è la prima volta al Premio Strega, anche se nel 2015 Il genio dell'abbandono non era riuscito ad arrivare in finale. Inoltre, è anche un'apprezzata poetessa.

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