2 Maggio Mag 2017 1801 02 maggio 2017

Il lavoro secondo Ivanka

Il secondo libro della figlia di Donald Trump sul tema 'donne e lavoro' è migliore del precedente. Ma con qualche passo falso, come quello in cui scrive: «Non sempre riesco a concedermi un massaggio», che ha scatenato ironia e polemica sul web.

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Nel 2009 aveva pubblicato The Trump Card: Playing to Win in Work and Life (grazie al significato del suo cognome, Carta vincente: giocare per vincere nel lavoro e nella vita), un guazzabuglio di consigli su come lavorare, curiosità sul padre uomo d'affari e di aneddoti legati a celebrità che conosceva personalmente. Nel 2017, Ivanka Trump ci riprova, dando alle stampe Women Who Work: Rewriting the Rules for Success (Donne che lavorano: riscrivere le regole del successo), seconda 'fatica' letteraria in cui racconta la sua vita da mamma manager. Un libro più maturo, intimo e con maggior sostanza, nonostante il titolo faccia un po' a pugni con la sua storia personale. Ecco come è cambiato il rapporto tra Ivanka e il lavoro in questi anni.

ARMONIA E RISPETTO
In The Trump Card Ivanka consigliava: «Controllate lo smartphone solo ogni quarto d'ora» e «Quando leggete le email state attente a spam e virus». Dava dritte su come negoziare, ricordava che «le persone chiedono sempre più di quanto vorrebbero ottenere», ma anche l'importanza del networking, soprattutto al momento di lanciare un prodotto, cosa che aveva fatto da poco con il brand di gioielli Fine Jewelry. In Women Who Work, Ivanka si concentra invece sul rapporto con lo staff: «Alle 17.30 comunico a tutti che me ne sto andando. Il mio team sa che credo in loro […] Allo stesso tempo sanno che potrei mandare un'email alle 23 a cui non saranno tenuti a rispondere, anche se sono usciti come me un po' prima dal lavoro». Insomma, nel suo secondo libro Ivanka fa sapere di puntare tutto, in ufficio, su armonia e rispetto reciproco.

TEMPO PER LA FAMIGLIA
«Alla fine non saremo ricordati per l'ora fino alla quale siamo stati in ufficio, ma per gli affari che abbiamo chiuso», scrive Ivanka nel suo secondo libro. Sono davvero cambiate le cose da quando invece ammetteva: «Ho sempre avuto l'abitudine di

venire in ufficio la domenica», dichiarandosi fiera di aver invogliato i dipendenti a seguire il suo esempio. Il motivo? Nel frattempo ha avuto tre figli: Arabella, Joseph e Theodore. E si è convertita all'ebraismo. Il che significa sabati, o meglio Shabbat, di assoluto riposo da trascorrere in famiglia. Certo, racconta, da questo punto di vista le cose non sono state facili durante la campagna elettorale del padre Donald: «Ho messo la modalità sopravvivenza: lavoravo e stavo con la mia famiglia. Non facevo molto altro. Non un massaggio. Niente tempo per me. Mi sarebbe piaciuto aver avuto 20 minuti per meditare o vedere gli amici, ma non ce n'era tempo. Talvolta accade». Questo passaggio, tra quelli pubblicati da Fortune in esclusiva, ha scatenato gli utenti di Twitter, a cui non è piaciuto che Ivanka si lamentasse del mancato massaggio, quando la maggior parte delle donne lavoratrici probabilmente non ne ha mai fatto uno.

DALLE CELEBRITIES AL MARITO
Nel primo libro c'erano aneddoti su personaggi come Michael Jackson, che era nel pubblico durante uno Schiaccianoci in cui aveva ballato da piccola, e Mike Tyson, del quale aveva ricordato un match visto dal vivo ad Atlantic City, in cui aveva liquidato l'avversario in 91 secondi. In Women Who Work, Ivanka si concentra invece sulla famiglia, ricordando i discorsi per la convention repubblicana ripetuti fino allo sfinimento al 'povero' marito Jared Kushner. Ma anche i ritagli di tempo dedicati alla figlia Arabella, con cui faceva pausa pranzo alla Tower Grill. Che è il ristorante della Trump Tower, ovvero casa sua: ovviamente, anche questo ha fatto scattare più di una battuta su Twitter.

CAMBIANO LE CITAZIONI
In The Trump Card, Ivanka aveva citato personaggi come Russell Simmons, fondatore dell'etichetta discografica Def Jam, e Arianna Huffington, ideatrice dell'Huffington Post, ma anche il dirigente di Fox News Roger Ailes. Nel nuovo libro, invece, c'è maggior spazio per le opinioni (riportate) di accademiche ed esperte del tema 'donne & lavoro'. Qualche esempio? Anne-Marie Slaughter, che nel 2011 lasciò il Dipartimento di Stato per trascorrere più tempo con la famiglia, e Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook e autrice del libro Lean in, volume del 2013 che analizza le cause per cui le donne faticano ad affermarsi nel mondo del lavoro, suggerendo come rimuovere questi ostacoli. Insomma, Ivanka è nata con la camicia e non sarà la miglior lavoratrice del mondo, ma questo secondo libro è un passo in avanti rispetto al primo. Frase sui massaggi permettendo.

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