30 Aprile Apr 2017 1000 30 aprile 2017

Meraviglie in attesa

Abbiamo scelto sei destinazioni italiane candidate a conquistare il titolo di Patrimonio dell'Umanità.

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prosecco

Certo è che il nostro Paese vanta una concentrazione incredibile di siti tutelati dall’Unesco: sono ben 51 i beni italiani considerati Patrimonio dell’Umanità. Ma ci sono alcune destinazioni inserite nella «lista d’attesa» ufficiale del World Heritage, che riservano più di una sorpresa. E meritano la visita, per l’imponenza dell’architettura fortificata, il paesaggio collinare, le acque cristalline o il mix fra archeologia e panorama vulcanico. LetteraDonna, fra le mete suggerite dal sito di case vacanza online Homelidays, ne ha scelte sei in tutto lo Stivale, da Nord a Sud.

ALESSANDRIA, LA CITTADELLA
Il tricolore fu issato per la prima volta sulla Cittadella di Alessandria, che con le fortificazioni monumentali del Settecento è la cerchia difensiva meglio conservata del vecchio continente. E si inserisce in un contesto naturale pressoché identico a quello originario, nel quale i Savoia decisero di costruire la loro unica fortezza di pianura dalla a struttura esagonale, con i sei bastioni maestosi, che la leggenda vuole siano abitati da spiriti notturni. La Cittadella, a pochi minuti da un’altra chicca, il Museo del cappello Borsalino, è in lista per la tutela Unesco dal 2006.

TREVISO, LE COLLINE DEL PROSECCO
Candidatura ufficializzata anche per le Colline del Prosecco, un lembo di territorio stretto fra Valdobbiadene e Conegliano (Treviso), che ha dato il nome a un vino esportato in 80 Paesi. Quello trevigiano è un paesaggio ridisegnato dall’uomo, plasmato con rispetto e ingegno, strappato ai rovi e alla boscaglia. Un panorama punteggiato da centri abitati che hanno ispirato artisti come Giorgione, Tiziano, Cima da Conegliano, con castelli, monasteri, borghi, pievi, cittadine di impronta rinascimentale. E fra gli abitati che sembrano usciti dalle tele del Cinquecento c’è anche Asolo, piccola Capitale della magia e dell’esoterismo, che ha incantato Carducci e la Duse.

UMBRIA, CASCATA DELLE MARMORE
È una meta romantica, che rientrava fra le tappe italiane del Grand Tour, il viaggio di cultura fatto da artisti, poeti e scrittori fino all’Ottocento. La Cascata delle Marmore, dovuta a un intervento idraulico condotto in età imperiale nella Val Nerina, in Umbria, con i riflessi della rapida ha stregato Byron e, prima di lui, Virgilio, che ne ha scritto nell’Eneide. Le tappe di visita? Il «balcone degli innamorati», che si raggiunge in venti minuti di cammino, affacciandosi sul primo salto della cascata; la Specola, all’estremità del Belvedere superiore, che regala la vista sull’arcobaleno decantato nei secoli.

NAPOLI, I CAMPI FLEGREI
Sembra avere un fascino senza tempo anche la costa napoletana legata ai miti di Ulisse e di Enea, grazie al mix fra archeologia e paesaggio vulcanico bagnato dal mare, che offre scorci da cartolina. I Campi Flegrei, raccontati da artisti e scrittori di tutta Europa, sono segnati da crateri di tufo, sorgenti termali, fumarole, laghetti. Ma fra le tappe più spettacolari figurano anche il castello di Baia, che svetta sul golfo, e il lago di Averno, che la tradizione vuole tenesse lontano gli uccelli per i suoi gas. E poi va visto il cuore di Pozzuoli, con i resti sotterranei delle taverne del Rione Terra.

REGGIO CALABRIA, ARTE E TUFO
Ha già il suo perché l’abitato di Stilo (Reggio Calabria), antico borgo a gradinate, aggrappato sulla pietra di tufo calabrese, con le case addossate l’una sull’altra. Ma la Cattolica, chiesetta bizantina a pianta centrale, è un esempio rarissimo di arte orientale in Calabria, a pochi chilometri dalla costa ionica. Del X secolo, il luogo di culto alle falde del Monte Consolino, con la struttura a croce greca, ricoperta da cupole su colonne, è finito nella copertina dell’album Time loves a hero della rock band americana Little Feat.

SARDEGNA, LA MADDALENA
Vanta il mare cristallino che lambisce la Costa Smeralda, l’Arcipelago della Maddalena, tutelato dall'omonimo Parco Nazionale, che protegge le specie tipiche della macchia mediterranea, come ginepro, corbezzolo, mirto, erica. Che, a Nord Est della Sardegna, si arrampicano sulle coste di isole ricche di memorie, testimoniate dalle cave di granito e dalle fortificazioni. Se La Maddalena richiama l’atmosfera di una Parigi in miniatura, Caprera, la destinazione più selvaggia, custodisce la Casa Museo di Garibaldi, che si stabilì vicino alla spiaggia dopo le sconfitte e la morte di Anita.

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