11 Aprile Apr 2017 1240 11 aprile 2017

Primo Levi, con occhi altrui

L'11 aprile 1987 moriva l'autore di Se questo è un uomo. Sul suo suicidio rimangono dubbi. Così come rimane inafferrabile la complessità della sua vicenda di vita. Cinque libri per capirlo meglio.

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L'11 aprile 1987 il corpo senza vita di Primo Levi veniva ritrovato alla base della tromba delle scale della sua abitazione torinese. Il chimico-scrittore aveva 67 anni. Quarantadue dei quali trascorsi come sopravvissuto di Auschwitz: un'esperienza che aveva raccontato in Se questo è un uomo, il suo lavoro più celebre, e dal cui trauma non si era probabilmente mai liberato. L'ipotesi più accreditata sulla sua morte, infatti, è quella del suicidio: un gesto che sarebbe scaturito dal ricordo costante di quello che fu l'Olocausto, costretto a rievocare di continuo, e dal senso di vergogna per essere sopravvissuto a tanti altri prigionieri. Non vi è la certezza assoluta che Primo Levi si sia suicidato. Come diceva lui stesso, «nessuno sa le ragioni di un suicidio, neppure chi si è suicidato». In molti contestano questa ipotesi: perché l'autore aveva altri progetti in cantiere, perché prendeva dei farmaci che gli causavano vertigini e avrebbero potuto causare la caduta, perché non lasciò una lettera d'addio. D'altra parte, in quel periodo per ragioni mediche aveva dovuto sospendere l'assunzione di farmaci antidepressivi. I dubbi rimangono. Così come rimangono le sue opere. Non vi consiglieremo le migliori, perché meritano tutte di essere lette e rilette da cima a fondo. Piuttosto, vi consigliamo cinque libri che parlano di Primo Levi. Per tentare di conoscere meglio la persona e l'opera, e l'influenza che questa ha avuto sui lettori.

SENZ'OLIO CONTRO VENTO
Di Rita Levi Montalcini, Primo Levi scrisse che era «Una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa». Lei, sua amica strettissima, aveva appena vinto il Premio Nobel per la medicina. Dieci anni dopo, nel 1996, Montalcini pubblicò un libro, Senz'olio contro vento, costituito da dieci lettere scritte ad altrettante persone importanti nella sua vita. Tra di loro, Primo Levi, destinatario di una tra le missive più accorate, da cui traspare anche l'incredulità di Montalcini di fronte all'ipotesi del suicidio consapevole: «Né suicidio né omicidio: un raptus improvviso, una perdita momentanea di consapevolezza, dettata certamente dallo stato depressivo», disse la scienziata in un'intervista a Repubblica.

PRIMO LEVI DI FRONTE E DI PROFILO
È un'opera gigantesca, ma anche tra le più complete esistenti sulla vita dello scrittore. L'autore Marco Belpoliti, docente di Sociologia della Letteratura, si concentra sulla figura di Levi partendo da una minuziosa analisi delle opere che si snoda per ben 735 pagine. Un lavoro quasi enciclopedico, che vuole restituire a Levi anche lo status di grandissimo scrittore, troppo spesso offuscato dal ruolo di testimone e sopravvissuto di cui si era fatto carico.

UNA STELLA TRANQUILLA. RITRATTO SENTIMENTALE DI PRIMO LEVI
C'è una maschera di gufo sulla copertina della graphic novel di Pietro Scarnera. Un totem che rimanda a una frase dello stesso Levi, che diceva: «Il gufo è il mio autoritratto». Un autoritratto i cui intrichi Scarnera cerca di sciogliere nella sua opera, dove ricerca e ricostruzione si intrecciano alla finzione, legandosi ai racconti di Levi e senza mai scalfirne il privato, ma piuttosto nel tentativo di rispondere a una domanda ben precisa: «Perché si scrive?». E perché scriveva Primo Levi?

PRIMO LEVI. UNA VITA PER IMMAGINI
Chi fosse interessato a 'vedere' la vita di Primo Levi, farà bene a considerare il libro di Philippe Mesnard. Lo studioso di italianistica nel corso degli anni è andato alla ricerca di quanto più materiale fotografico possibile per dare corpo alla figura dello scrittore. Le foto, ovviamente, sono contestualizzate da brani biografici e citazioni dagli scritti di Levi. Fotografie famigliari, istantanee scattate sul luogo di lavoro, durante le conferenze o un raduno di ex deportati. Un punto di vista su Levi inconsueto, più materialistico. Una sfida alla distruzione sistematica di matrice nazista.

IL DOPPIO LEGAME. VITA DI PRIMO LEVI
Un'altra opera monumentale, quella di Carole Angier. 854 pagine che cercano di raccontare Primo Levi interrogando i testimoni della comunità ebraica torinese. Come suggerisce il titolo, lo stesso del romanzo incompiuto dello scrittore, l'opera di Angier si basa molto sull'analisi di aspetti apparentemente in contrasto, ma non scindibili, che hanno caratterizzato la vita di Levi. Le coppie di 'poli' principali sono soprattutto pubblico e privato, scrittura e chimica, che cercano di sfuggire invece alla coppia tematica Auschwitz e suicidio, tragica ma comunque riduttiva e non in grado di analizzare a fondo la complessità di un uomo come era Levi.

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