31 Marzo Mar 2017 1857 31 marzo 2017

Licenza di matrimonio

Bandite giarrettiere e sposalizi alla Don Antonio. Approvati invece velo e abiti che si possano trasformare. I segreti di una cerimonia perfetta? Ce li spiega Giovanni Ciacci.

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il velo fa sposa_piattoalta

«Adoro andare ai matrimoni. Li amo. Dopo che in Italia è passata la legge sulle unioni civili a una cerimonia di amici gay ho visto un grande baraccone, tutti vestiti male. Sembrava un carnevale». Giovanni Ciacci, l’irriverente costumista, consulente di immagine e stylist di Detto Fatto, in onda su Rai 2 dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.30, non sopporta proprio il cattivo gusto: «Abbiamo lottato per avere questo diritto, e allora mi sono detto: 'perché non scrivere un libro dove si parla del matrimonio tra coppie etero e dedicare delle pagine al bon ton del matrimonio tra lo stesso sesso?' Nessuno al mondo se ne è mai occupato prima».

LIBRO EVENTO
Così è nato Il velo fa la sposa, edito da Centauria, ovvero una perfetta guida per organizzare il matrimonio perfetto, scritto dal protagonista assoluto dei cambi look di personaggi celebri, grandi dive e persone 'normali', insieme a Pinella Passero: «Un’istituzione nel mondo sposa in tutta Italia». Stilista e «guru delle cerimonie, lei ha scritto la parte tecnica, e io mi sono occupato di quella storica, come nasce la torta nuziale, ma anche quella ironica con i matrimoni reali e vip perché sul matrimonio è stato detto tanto, ma non tutto».

MATRIMONI VIP STORICI
Degli abiti da sposa lo diverte soprattutto la storia, «forse anche perché la mia carriera è iniziata come costumista». Una storia che parte senza dubbio dalla regina Vittoria a cui si deve l'invenzione dell’abito bianco. «Fino ad allora, i vestiti dei matrimoni reali britannici erano stati in broccato, in oro e con grandi ricami. Lei fu la prima a indossarne uno semplice. Era bianco, quasi da vestale, con delle spighe di grano, ed era impreziosito da rami di fiori». A disegnarlo era stata la regina in persona, amante dell’opera italiana e in particolare di Vincenzo Bellini. Tanto da ispirarsi alla Norma. «L’unica concessione era il brillio del collier e degli orecchini di diamanti turchi ai quali Vittoria non poteva rinunciare, perché dono dell’amatissimo marito Albert». Da quel momento in poi, il suo abito diventò l’abito da matrimonio per eccellenza, copiato e desiderato per decenni. Come quello dell’attrice americana Grace Kelly. Il cui abito sembrava uscito da un sogno: «La gonna aveva una linea molto pulita su un bustino di pizzo, quasi una camicetta. Puntò sul colletto rialzato alla coreana, molto morbido, che si accostava leggermente al collo. Durante la cerimonia nuziale la Kelly fu immortalata in primi piani straordinari e sul suo impalpabile velo».

MATRIMONI VIP OGGI
Il sogno di uno sposalizio da fiaba ha accompagnato all'altare intere generazioni. Fino ad arrivare ai giorni nostri dove i modelli di riferimento sono diventati altri. «Ad esempio un vestito bellissimo è stato quello di Valeria Marini. Ad oggi lo considero il più bello che abbia mai visto in vita mia. Era monumentale, un trionfo di raffinatezza». Tra gli abiti preferiti di Ciacci anche l’abito di Martina Stella «le cadeva a pennello». Ma ecco arrivare anche le prime stroncature: «Non mi ha fatto assolutamente impazzire il matrimonio Satta-Boateng: lui si è presentato in chiesa senza calzini e trovo che sia veramente da cafoni. Non ho gradito neanche la mise di Belen Rodriguez: era troppo trasparente. Vogliamo parlare del tait di Eros Ramazzotti quando si sposò con Michele Hunziker al castello di Bracciano? Orribile». Mentre riguardo l’abito della collega e amica Caterina Balivo non ha dubbi: «Mi è piaciuta tutta la cerimonia. Caterina Balivo si è sposata in gran segreto a Capri con un abito corto alla vita, tipico degli Anni '50 che ha comprato online e pagandolo solo 80 euro. Aveva i capelli sciolti e un velo da sposa corto, anche quello. L’ho trovato molto chic».

LE DIFFERENZE DI STILE TRA MATRIMONIO ETERO E GAY
Non ci sono distinzioni, né «regole» diverse per i matrimoni tra persone dello stesso sesso. «Sono esattamente le stesse degli altri e anche lo stress non è diverso: spedire gli inviti, scegliere la location, le prove del vestito, la torta». Qual è l’unica legge che vale per tutti i matrimoni? «È il buongusto. Il più grande messaggio è che non c’è differenza. Si è lottato tanto per poi fare una cerimonia praticamente uguale. Ognuno può sposarsi come vuole e organizzare la cerimonia come preferisce». Allora il consiglio per emergere può essere uno solo: «Trovate un elemento che vi rappresenti. Per le donne, se nella coppia c’è un ruolo e vogliono mostrarlo o hanno deciso di far risaltare la loro diversa personalità, suggerisco anche uno smoking da uomo bianco, un vestito con il gilet, una bella tuta se siete alte con un bel corpo». Decisamente romantica l'idea di «due donne che si sposano entrambe con l’abito classico, magari con uno stile diverso ma che siano coordinate. La chiave è la semplicità».
Discorso decisamente diverso per quanto riguarda l'uomo: «Non amo due sposi vestiti di bianco: è il mio gusto personale, tuttavia ho visto che molte coppie scelgono questa soluzione. Molto elegante era Sir Elton John». Quindi una bella cravatta, un vestito di taglio sartoriale oppure, «se non sapete cosa fare, per non sbagliare due bei vestiti blu, camicia bianca, cravatta coordinata e magari una bella gardenia all’occhiello da regalare a tutti gli invitati. Un bel fiore a contrasto, per esempio una rosa, una peonia, un giglio, qualunque cosa anche appariscente, è molto glamour». L’importante quindi è avere lo stesso dettaglio: «Evitiamo, invece, le pagliacciate, e i matrimoni alla Don Antonio, quelli vanno bene solo per la televisione».

COME ORGANIZZARE UN MATRIMONIO
Anche l'organizzazione di uno sposalizio ha bisogno di regole ben precise: «Partendo dal presupposto che il matrimonio è il vostro giorno e solo Coco Chanel poteva dettare delle regole è fondamentale iniziare dalla scelta della location e poi sviluppare tutto lo stile dall’abito, il menù, la torta, i colori, passando per l’apparecchiatura fino ai paggetti e alle damigelle». Insomma ci sono mille idee e sfumature «e tutto andrà valorizzato con la vostra personalità. Per esempio, se scegliete un matrimonio country-chic la location sarà la campagna, l’abito e la cerimonia country, gli invitati avranno cappelli di paglia contro il sole e i fiori saranno lavanda o il grano. E’ importantissimo tenere presente anche la stagionalità. Se seguite il buongusto, un tema e le stagioni, difficilmente potrete sbagliare».

LA DOGGY BAG
E se uno volesse fare qualcosa di davvero originale? «Lo ammetto: io sono uno che durante il pranzo di nozze si abbuffa come se non ci fosse un domani. Quando arriva la torta sono sempre un po’ pieno e mi dispiace molto lasciarla. Quindi vi suggerisco di predisporrete delle scatoline, per portarsi via un pezzo della vostra torta e mangiarla il giorno dopo a colazione o a pranzo. Una sorta di doggy bag». Nulla di eclatante, insomma, ma «una piccola confezione, magari con le vostre iniziali, magari in carta riciclata (naturalmente alimentare), che permetta di portare via un pezzo del vostro matrimonio. Lo trovo molto divertente».

TOP E FLOP DA MATRIMONIO
Ovviamente, per quanto si possa stare attenti le insidie sono sempre dietro l'angolo. E fare brutta figura è praticamente un attimo. In aiuto a chi è in dubbio per il gran giorno i consigli di Giovanni Ciacci offrono un prezioso salvagente.

Partiamo allora dalle cose da evitare assolutamente:
No alle giarrettiere - Sono le nemiche numero uno di ogni sposa. «Penso che sia di un chip assurdo, se proprio volete fare il lancio della giarrettiera meglio farlo finto, senza toglierla».
Rosso vade retro - E che dire invece del vestito rosso? Da evitare assolutamente. «Mamma mia che orrore». Invece per l’uomo fuori luogo il tait: «Perché se non ti chiami Lapo Elkan meglio lasciarlo nell’armadio».
Addio alla chirurgia- Niente filler o botulino prima del lieto evento, «l’effetto donna gatto è raccapricciante».

Passando ai must have tre sono i consigli:
Il velo dona - «Il velo fa la sposa, quello è fondamentale, tutto il resto può essere adattato a proprio gusto». Lungo corto, antico, di pizzo o di tulle. «È quello che rende la sposa glamour, a me piace molto il velo cortissimo, come quello che indossò Marylin Monroe quando sposò Arthur Miller»
Vintage è bello - Che ne dite però di andare sull'usato sicuro? «Potete aggiustare l’abito della mamma. Non solo il velo si tramanda ma anche l’abito. Basta trasformarlo da una brava sarta e riadattarlo in una chiave più moderna».
Abito sbarazzino -  Il must è riuscire a scegliere «un vestito che si possa trasformare». Magari uno di quelli che può trasformarsi da classico a sbarazzino per scatenarsi dopo la cerimonia con gli amici. «Cambiarsi d’abito lo trovo molto pacchiano, ma è un mio gusto».

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