19 Marzo Mar 2017 1000 19 marzo 2017

Artiste dal mondo

Nove mostre che raccontano l’universo figurativo di donne talentuose.

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Vivian-Maier-Self-Portrait

Pittrici, disegnatrici, fotografe, scultrici. Artiste di epoche, stili, formazione e sensibilità diverse, da ammirare nei musei di tutta Italia. LetteraDonna ha scovato nelle città da Nord a Sud nove mostre che ripropongono l’universo figurativo di donne lontane fra loro. Si va dalla prima pittrice fiorentina, suor Plautilla Nelli, vissuta nel Cinquecento, ad Artemisia Gentileschi, caravaggesca tormentata del secolo successivo, a installazioni, fotografie e collage firmati da artiste contemporanee.

MARIA CANDEO
L’itinerario ideale muove da Padova, dalla mostra di Maria Candeo, Dro Drone Land, allestita fino al 26 marzo alla Sala della Gran Guardia di Padova, con opere e incisioni che reinterpretano immagini scattate da droni e satelliti. La pittrice padovana, dopo la laurea in lingue e una carriera in multinazionale, ha mollato tutto per dedicarsi all’universo visivo. Con una predilezione per l’olio e le vedute a volo d’uccello, che tentano di 'fermare' i cambiamenti di un mondo globalizzato e liquido.

VIVIAN MAIER
Tata per lavoro e fotografa per passione, Vivian Maier (1926-2009) sarà al centro di una rassegna a Palazzo Ducale di Genova, alla Loggia degli abati, dal 23 giugno al 24 settembre, con gli scatti, sia in bianco e nero che a colori, dedicati a New York e Chicago. Dagli Anni '50, la Maier coglie con il suo obiettivo particolari e scene di vita delle sue città, ora riuniti in Una fotografa ritrovata.

ALINA SCHEIWILLER
Anche nelle creazioni di Alina Kalczyńska Scheiwiller, esposte fino al 15 aprile alla Biblioteca Braidense di Milano, si intrecciano vita, amori, passioni. La disegnatrice di Cracovia, che esordì nella grafica, con un occhio di riguardo per la xilografia, trasferitasi a Milano incontrò Vanni Scheiwiller, editore di arte e poesia di cui si innamorò, diventandone moglie, collaboratrice, consigliera. In L’arte del libro, con 50 esemplari realizzati dal ’79 al 2015, sfilano i libri d’autore firmati da Alina.

ELENA MONZO
Sempre nel capoluogo lombardo, ha appena aperto una nuova galleria destinata anche a workshop, incontri e shopping. Parliamo di Gilda Contemporary Art, che fino al 15 aprile ospita Moon Zoo, con i ritratti di Elena Monzo, bresciana specializzata nell’iconografia femminile. Le donne, riprese con un’ironia a tratti velata di tristezza, sono spesso accompagnate da animali che ne sottolineano il carattere. Segni particolari? La Monzo, appassionata d’Oriente, usa carte speciali, acquistate direttamente a Shangai.

JENNIFER WEST
L’ambito di riferimento cambia completamente al museo Man di Nuoro, dove è in corso fino al 21 maggio la prima personale italiana di Jennifer West, artista di Los Angeles che crea opere cinematografiche con l’ausilio di pittura e collage. E per l’occasione espone dieci pezzi firmati dal 2005. La West ha prodotto 70 film senza utilizzare la videocamera: sono realizzati manipolando con tecniche grafiche la pellicola, poi trasferita su digitale. I temi? L’immaginario collettivo e l’incidenza delle fiction nella memoria.

PLAUTILLA NELLI
Con un salto indietro nei secoli, ci accostiamo alla prima pittrice di cui si ha notizia a Firenze, Plautilla Nelli (1523-1587) al centro di una rassegna allestita agli Uffizi fino al 4 giugno. La religiosa, che a soli 14 anni prese i voti, dopo la scomparsa della mamma e il secondo matrimonio del padre, conosceva perfettamente le novità figurative del suo tempo: lo dimostrano i lavori realizzati per conventi, fondazioni religiose e dimore signorili, che tradiscono la conoscenza delle iconografie di Leonardo.

ARIANNA FIORATTI LORETO
Sono invece gli animali la passione di Arianna Fioratti Loreto, nel capoluogo toscano, al Museo della Specola, dal 6 aprile al 18 giugno con Biophilia, 90 opere dell’artista che ritrae su carta diverse specie. Da bambina, grazie ai documentari di Jacques Cousteau, si innamora del mondo animale, compresi gli esemplari considerati brutti o pericolosi dalla maggior parte della gente. Una volta laureata ad Harvard, la Fioratti Loreto disegna tessuti per gruppi di New York e illustra libri per ragazzi, affinando la tecnica a inchiostro con il tratteggio incrociato che si può ammirare in mostra.

ARTEMISIA GENTILESCHI
Rivive invece l’arte della prima metà del Seicento, con le tele di Artemisia Gentileschi (1593-1653) esposte fino al 7 maggio a Palazzo Braschi di Roma. La giovane caravaggesca, figlia del pittore Orazio, fu vittima di uno stupro: il suo insegnante di prospettiva, Agostino Tassi, amico di famiglia, la violentò, promettendole il matrimonio come 'riparazione'. Dalle mancate nozze nacque la vicenda dolorosa della denuncia e del processo, che forse ha influito sulle ombre e sulle luci violente con cui Artemisia ritraeva dame, sante, suonatrici, figure mitologiche. Nella Capitale sono arrivati un centinaio di pezzi prestati da musei e collezioni di tutto il mondo.

ANNE-CLÉMENCE DE GROLÉE
Ci sono invece tutto il fascino e le contraddizioni della Sicilia nella personale di Anne-Clémence De Grolée, alla Gam di Palermo fino al 2 aprile, con i lavori dedicati all’isola dall’artista francese nel corso degli ultimi 20 anni. Conclusi gli studi a Parigi, la De Grolée arriva in Italia per un progetto di ricerca e nel ’96 è in residenza alla Fiumara d’Arte (Me), il museo siciliano a cielo aperto che segue il corso del fiume Tusa. Da allora, attraverso installazioni, sculture, grafica, fotografie la sperimentatrice si fa coinvolgere dalle questioni irrisolte del meridione, come l’abusivismo, le ondate migratorie, la necessità di tutelare la memoria collettiva.

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