5 Febbraio Feb 2017 1000 05 febbraio 2017

80 voglia di America

Viaggio nei luoghi a stelle e strisce che hanno ospitato le serie tivù più famose degli Eighties.

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The skyline of Miami, Florida is shown i

I ranch texani, il sole della California, le chiome impeccabili degli «angeli». Ma anche la Miami di Don Johnson, l’Upper East Side dei Jefferson e le Hawaii di Magnum PI. Sono suggestioni, scene, ricordi entrati nell’immaginario collettivo grazie a sit-com, soap opera, polizieschi, rigorosamente a stelle e strisce, andati in onda negli Anni '80. E proprio sulle orme di personaggi che hanno segnato un’epoca, il sito di vacanze Homelidays ha messo a punto pacchetti a tema che fanno leva sull’effetto nostalgia. LetteraDonna ve ne propone sei, negli Stati Uniti, alla riscoperta delle serie più amate.

TRE CUORI IN AFFITTO
Atmosfere californiane, Tre cuori in affitto, con Janet Chrissy e Jack, è stata girata a Santa Monica. Le due amiche, una fioraia mora e una bionda svampita, cercano un’altra coinquilina, ma abiteranno con Jack, aspirante chef, che con i proprietari di casa si finge gay. Come non ricordare i pantaloni bianchi del ragazzo, i codini di Chrissy, il trucco di Janet e i locali che frequentavano? Il trio si muove nei pub del quartiere, come l’Arcobaleno, fra arredi che si possono ancora ritrovare al Britannia o allo Ye Olde King’s Head. Ma per vivere l’estate perenne della serie, con in testa il motivetto della sigla, bastano una passeggiata al molo di Santa Monica, con la ruota panoramica sullo sfondo, un’uscita alle montagne russe del Pacific Park o alla Third street Promenade, per lo shopping. E merita una tappa anche il Santa Monica Beach, con l’insegna ad arco vista in tante scene.

MAGNUM PI
Magnum PI ha il volto di Tom Selleck, con lo sguardo profondo e i baffoni che ne hanno fatto un sex symbol. Il poliziesco è ambientato alle Hawaii, fra le spiagge, il verde e il lusso in cui si muove con ritmi sregolati il veterano del Vietnam, che fa l’investigatore privato. E si sposta a bordo di Ferrari, elicotteri, yacht. Fare un tour nell’isola di Oahu, lasciandosi guidare dalla voce narrante di Selleck, vuol dire calarsi in scorci da cartolina, come quello con la dependance sul mare in cui abitava Magnum. Altre mete? L’Ala Wai Yacht Harbor di Honolulu, attracco delle imbarcazioni, la Iolani Hale, struttura ottocentesca sede del governo, l’Aloha Stadium, che rimanda al tifo made in Usa. E poi la valle dei templi, con il ponticello orientale.

MIAMI VICE
Sfrecciavano su una Ferrari Testarossa, rigorosamente bianca, indossando completi color pastello, che hanno inaugurato un trend. Parliamo degli investigatori di Miami Vice, Don Johnson e Philip Michael Thomas, nei panni di Sonny Crockett e Ricardo 'Rico' Tubbs. Nella serie tutto è adrenalinico, a partire dal montaggio serrato e dalla colonna sonora che conta musica al sintetizzatore. Per scovare gli angoli della Miami televisiva, inseguendo le suggestioni legate ai due poliziotti griffati, vanno visti il delfinario, il giardino zoologico di Jungle Island, Villa Vizcaya, che in una baia include museo giardino e orto botanico, e Coral Castle, a Homestead, struttura costruita con blocchi di pietra simili a quelli delle piramidi. E per una vista mozzafiato sulla città è un must la cupola della Freedom tower.

I JEFFERSON
Dietro battute, gag, dialoghi pungenti, I Jefferson affrontava situazioni come ascesa sociale, razzismo, integrazione. Girata a Manhattan, New York, fra i luoghi della borghesia nell’Upper East Side, la sit-com ruota attorno a una coppia di colore, lei casalinga lui imprenditore, che da un ambiente modesto si trasferisce nel quartiere benestante, soprattutto bianco. Lui, George, fa battute fulminanti, come quando chiama «zebre» i figli di unioni miste. Per ritrovare gli ambienti dei Jefferson, vale la pena di seguire la 79th street, su cui si aprono i palazzi con le facciate nei toni del rosso, con le brevi scalinate d’accesso viste in molti ciak. Scenari simili scorrono lungo la 72nd street, mentre il Mount Vernon Hotel Museum rimanda alle strutture dell’Ottocento. E in zona valgono una visita il Solomon Guggenheim e la Frick Collection.

BEVERLY HILLS
Tre donne bellissime, alle prese con il crimine. È la formula vincente di Charlie’s Angels, poliziesco ambientato a Beverly Hills, con i tre «angeli» che, come il pubblico, non conoscono l’identità del loro capo, Charlie, dal quale ricevono istruzioni per telefono. A fare da tramite fra le sexy investigatrici e il boss c’è il faccione bonario di John Bosley. La serie che ha consacrato Farrah Fawcett, sorriso smagliante e chioma fluente, contava una messa in scena patinata e componenti spettacolari come le infiltrazioni fra i cattivi. Per muoversi sulle orme degli «angeli» basta seguire Robertson boulevard, a Beverly Hills, su cui si affaccia l’ufficio di Charles, o la Pacific Coast highway di Malibu, con la casa sulla spiaggia delle sorelle Munroe. Ma non si possono mancare la California Speedway, con l’oceano all’orizzonte, i laghetti e il verde di Beverly Gardens Park, e Rodeo Drive, la via dello shopping, su cui si aprono gli Anderton Court Shops di Frank Lloyd Wright.

DALLAS
Ha segnato un’epoca Dallas, la prima soap opera distribuita in tutto il mondo e doppiata in 67 lingue. Era ambientata in Texas, nella capitale del petrolio, che faceva da cornice a intrighi, passioni, amori, affari, tradimenti. Al centro la famiglia di J.R. Ewing, petroliere senza scrupoli, sposato con la triste Sue Ellen. Tutti gli esterni furono girati al Duncan Acres, poi ribattezzato Southfork Ranch, a nord di Dallas. Gli interni erano invece ripresi nella magione di Turtle Creek.
Per assaporare gli scenari di divorzi e lotte di potere, fra uomini con il cappello texano e donne bellissime, bisogna visitare la Renaissance Tower, in centro, quartier generale del gruppo Ewing Oil, poi spostato in Fountain Place. La sede della Barnes/Wentworth Oil di Cliff Barnes erano invece il Campbell Centre I & II. Altre tappe obbligate sono i paesaggi del Klyde Warren Park e la galleria d’arte.

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