11 Dicembre Dic 2016 0900 11 dicembre 2016

Dolcezze in viaggio

Da Torino a Vienna, quattro capitali della cioccolata in tazza da esplorare.

  • ...
cafecentral

Certo l’idea di sorseggiare una cioccolata calda, in una giornata d’inverno, è già allettante. Ma stuzzica ancora di più la prospettiva di una pausa golosa, davanti a una tazza fumante, nel cuore di una città con una tradizione dolciaria secolare. E proprio su questo fascino ha scommesso il motore di ricerca hotels.com, mettendo a punto pacchetti tematici, legati alle Capitali dell’antica bevanda. L’itinerario ideale prevede tappe che vanno da Torino a Parigi a Vienna, con una puntata oltreoceano, a New York, fra le tendenze della Grande Mela.

TORINO
Nel capoluogo piemontese la produzione di dolci affonda le radici nella presenza della corte sabauda in città: per i ricevimenti con teste coronate e Capi di stato, i regnanti italiani si servivano dei migliori artigiani, specializzati nella piccola pasticceria e nella lavorazione di «cibo degli dei». Ancora oggi a Torino sono aperti caffè antichi, confetterie, cioccolaterie che propongono le specialità regionali fra arredi d’epoca e atmosfere retrò. Qualche nome? Il Mulassano, con Al bicerin, vanta il primato di più piccolo locale storico al mondo, mentre il San Carlo conta un trionfo di colonne, stucchi, fregi, angeli, nicchie che accolgono statue monumentali. Ma per chi vuole sorseggiare una cioccolata calda, l’indirizzo giusto è il pluripremiato Guido Gobino, che ha due sedi: la prima, La fabbrica del cioccolato, sopra il laboratorio di famiglia in via Cagliari, la seconda, La bottega, in via Lagrange, nel centro storico, vicino a piazza San Carlo. La formula di una tazza di successo? Ingredienti di prima qualità e rispetto delle ricette antiche, in un ambiente raccolto e rilassante.

VIENNA
Anche a Vienna la tradizione della cioccolata è molto radicata, basti pensare alla Sacher Torte o alle Palle di Mozart, fra i souvenir preferiti dei turisti provenienti da tutto il mondo. Ma proprio nel cuore della città imperiale, quella legata ai compositori e alla musica classica, nel palazzo della Borsa e della Banca Nazionale, il Cafè Central offre un sottofondo live, di melodie suonate al piano, per godersi un’ottima tazza fumante. L’atmosfera rimanda indietro nel tempo, quando questa zona era un crocevia di filosofi, scrittori, artisti, e poi di politici ed esponenti del governo austriaco. Fra gli avventori più assidui del Central si contano Sigmund Freud, Adolf Loos, Vladimir Lenin. Il rivoluzionario Lev Trotskij, patito di scacchi, faceva interminabili partite proprio qui, nell’architettura maestosa, ristrutturata e riaperta una quarantina di anni fa, che cita il Rinascimento italiano.

PARIGI
Mantiene uno stretto legame con il passato anche il Cafè de Flore, nella Capitale francese, che sfodera un fascino tipicamente parigino, per la classica struttura con le vetrate tondeggianti, affacciate sull’angolo fra Boulevard Saint-Germain e Rue St. Benoitand. Frequentato da intellettuali anticonformisti, come Apollinaire, Rimbaud, Sartre, Camus, il locale deve il nome a una scultura con i tratti di Flora, che si trovava a pochi passi dall’ingresso. Attorno a questi tavoli sono nati il Surrealismo e il Dadaismo, poi si sono dati appuntamento registi e attori, stilisti e modelle. In una cornice che grazie agli arredi e al pavimento a mosaico, mantiene l’aria di un tempo. Nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, fra le stradine che la sera continuano a riempirsi, per respirare le atmosfere della Parigi letteraria va visto Les deux Magots, dove si incontravano i bei nomi della Nouvelle Vague. E per rivivere la città impressionista, fra i caffè che diventavano seconde case per gli artisti stranieri, a Montmartre, il Lapin agile è un antico cabaret foderato di dipinti, mentre a Montparnasse si trova La Closerie des Lilas, che era meta obbligata per personaggi come Zola e l’amico Cézanne.

NEW YORK
Sono invece ideali per accostarsi agli ultimi trend di New York, bevendo fra una performance letteraria e una sfida a scarabeo, i locali di Think Coffee a Manhattan, diventati un must per studenti, ragazzi, amanti dell’equosolidale. Perché hanno un occhio di riguardo per una filiera green e mantengono un rapporto diretto con Paesi come Colombia, Messico, Etiopia, da cui arrivano molti dei loro prodotti. I Think Coffee sono un po’ come un porto di mare, un punto di passaggio per avvicinarsi al carattere cosmopolita della Grande Mela, magari dopo una puntata a Times Square, meta turistica che propone un’offerta ricchissima di opere teatrali, rappresentazioni, film, alla quale si aggiunge una rete di hotel, negozi e ristoranti aperti a tutte le ore. E fra le altre tappe da non perdere figura Central Park, lo straordinario polmone verde che tutti hanno visto più di una volta in film o serie tivù, con laghetti, sentieri e piste che costeggiano i prati ghiacciati. Non lontano merita una sosta, per il gusto Anni '30, la Radio City Music Hall, il teatro cittadino per eccellenza, sfarzosissimo, con sei mila posti al chiuso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso