13 Settembre Set 2016 1200 13 settembre 2016

Addio allo scrittore che ha raccontato Napoli

Si è spento a 89 anni Ermanno Rea, romanziere, giornalista e intellettuale di sinistra. Molti dei suoi libri sono inchieste su casi di cronaca: vi proponiamo quelli più premiati.

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Napoli piange uno delle sue penne più brillanti: il giornalista e scrittore Ermanno Rea è morto all'età di 89 anni.
Nato nella città partenopea nel 1927, Rea ha vinto il premio Viareggio nel '96 con il romanzo autobiografico Mistero napoletano e il Campiello nel '99 con Fuochi fiammanti a un' hora di notte, mentre con Napoli ferrovia è diventato finalista al premio Strega nel 2008. La sua ultima opera Il caso Piegari, risale al 2014. Tra gli altri, Rea ha scritto L'ultima lezione (1992), La dismissione (2002), La fabbrica dell'obbedienza - Il lato oscuro e complice degli italiani (2011). Molti dei suoi libri sono inchieste su casi di cronaca. Romanzi a parte, il giornalista partenopeo è stato anche un intellettuale di riferimento per la sinistra italiana: da ragazzo aveva militato nel Partito Comunista, mentre nel 2014 si era candidato alle elezioni parlamentari europee con la lista L’Altra Europa con Tsipras, ma non fu eletto.

MISTERO NAPOLETANO (1995)
In Mistero Napoletano Rea conduce un'indagine sotto forma di diario (dal 18 ottobre 1993 al 29 gennaio 1994) sulle ragioni del suicidio dell'amica Francesca Spada, giornalista culturale de l'Unità e critico musicale. Un racconto fatto da scoperte e ricordi dello scrittore insieme a quelli  dei testimoni dell'epoca, ripercorrendo il periodo di profonde trasformazioni e contrasti per Napoli e l'Italia dei primi Anni '50.

FUOCHI FIAMMANTI A UN'HORA DI NOTTE (1998)
Il romanzo racconta di un'isola che da tempo non accende più i fuochi fiammanti per trasmettere i suoi segnali d'allarme. Un giorno lì approda un ragazzo in cerca della madre scomparsa. Un romanzo con le sembianze di un giallo, un viaggio alle radici della storia della nostra civiltà presenti in un'isola affascinante e terribile allo stesso tempo.

NAPOLI FERROVIA (2007)
Caracas ha 55 anni, è nato in Venezuela ed è il re della zona della stazione. Ha le idee razziste di un naziskin e si sta convertendo all'Islam. L'io narrante è un giornalista quasi 80enne, tornato a Napoli dopo moltissimi anni. Lì ritrova Caracas, vecchio amico, e insieme percorrono il cuore più inospitale della città.

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