15 Luglio Lug 2016 1853 15 luglio 2016

Da Wattpad al self publishing

A tu per tu con Karen Waves, autrice de 'Le cesoie di Busan', romanzo nato online e poi autopubblicato. Che racconta la storia d'amore tra la studentessa Valentina e il potatore Won-ho.

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«23 anni, aspirante scrittrice». Recitano così le note personali del profilo Facebook di Karen Waves (è uno pseudonimo, ndr), giovane scrittrice esordiente. Nato nell'universo Wattpad, il social network degli scrittori dove hanno iniziato a scrivere anche Cristina Chiperi e

Sabrynex, Karen ha scelto di proporre il suo romanzo Le cesoie di Busan attraverso la strada dell'auto pubblicazione. Lontana dalle atmosfere patinate dei classici romanzi rosa per young-adult, la trama si sofferma su un mondo totalmente nuovo, quello coreano, in cui nasce una storia tra la Valentina e Won-ho, che di mestiere fa il potatore. Un mondo di cui l'autrice è appassionata fin dall'adolescenza: «Ho iniziato con quella giapponese, poi nel 2012 ho scoperto i k-drama, serie televisive coreane che mi hanno questo Paese», spiega a LetteraDonna. Dai k-drama è poi passata alla musica e poi alla letteratura, documentandosi su cucina, stile di vita e tradizioni. Tutto davvero molto interessante: «Alla fine ho maturato un grande desiderio non solo di visitare la Corea, ma anche di scriverne.

DOMANDA: Come sono nati i personaggi de Le cesoie di Busan?
RISPOSTA: Won-ho, il mio eroe, è arrivato per scherzo: un'amica era convinta di non poter assolutamente trovare attraente un uomo coreano, così ho cominciato a scrivere per dimostrarle che si sbagliava. Volevo descrivere un personaggio dall'anima doppia, che ama la letteratura ma vuole una carriera da potatore, dal carattere tagliente ma con fragilità nascoste.
D: E Valentina?
R: Lei e Won-ho si assomigliano: hanno lo stesso sarcasmo, la stessa testardaggine, la stessa segreta dolcezza. Appena ho cominciato a pensare alla mia eroina ho trovato la voce del libro, che è raccontato dal suo punto di vista. E ora che ho delineato bene i caratteri, è come se fossero loro a raccontarmi la storia, invece che io a inventarla.
D: Come sei arrivata a Wattpad e poi al self publishing?
R: Faccio parte di una generazione per cui è normale non affidarsi solo alla carta per trovare libri da leggere. Ormai esistono community come Wattpad dove chi scrive ha la possibilità di confrontarsi direttamente con i lettori, senza intermediazioni. Quanto al self-publishing e anche agli e-book, credo che siano uno strumento per lettori e autori di ogni età: moltissimi aspiranti scrittori non hanno mai avuto la possibilità o il coraggio di pubblicare. E invece adesso lo fanno, incoraggiati dai lettori.
D: Quali sono le soddisfazioni del self publishing?
R: Essere autrice 'self' vuol dire decidere tutto del proprio libro e poter gestire da sola il tipo di promozione che si vuole fare. È una bella sensazione di libertà e anche di integrità; i miei libri sono esattamente quello che vorrei che fossero.
D: E le difficoltà?
R: Dall'altro lato questa indipendenza crea un certo tipo di solitudine: sono io che devo organizzarmi, produrre il libro e promuoverlo. C’è un grande senso di responsabilità.
D: Quando ti sei avvicinata alla scrittura?
R: Ho sempre voluto scrivere, da quando frequentavo il liceo. Crescendo ho provato con i racconti brevi, novelle, perfino due primi tentativi di romanzo. È stato un processo graduale, penso che si debba scrivere molto prima di ottenere un risultato soddisfacente. Il mio è stato un processo graduale ma continuo, nato dal mio grande amore per i libri e poi maturato nella stesura di questo romanzo.
D: La sua generazione è considerata a bassissimo tasso di lettori.
R: È cambiato il modo di leggere e tentare di misurarlo con gli stessi strumenti di sempre penso sia fuorviante. Molti dei contenuti arrivano da Internet. Si cerca di rendere storie e notizie più semplici e facilmente condivisibili. I più giovani forse non comprano un libro, ma leggono fanfiction o storie da una app come Wattpad. Inoltre sono sempre di più i blog letterari aperti da studenti ancora alle superiori o addirittura alle medie, che leggono sia romanzi più convenzionali per la loro età, sia classici. Sicuramente il nostro è un mondo molto basato sulle immagini, ma penso che la passione per le storie, sia pure in forme diverse, sia rimasta.
D: Quanto è importante per lei leggere?
R: Non riuscirei a farne a meno. Se voglio rilassarmi, distrarmi o fuggire dal mondo un libro è la mia prima scelta. Non penso si possa essere scrittori senza leggere, è il modo in cui si impara a distinguere la cattiva scrittura da quella fatta bene, si esplorano stili diversi e si incontra il proprio.
D: Si è ispirata a qualche scrittore in particolare?
R: Non mi sono ispirata a nessuno di specifico per il mio stile di scrittura, perché volevo che fosse personale e riconoscibile, ma nel libro parlo molto di Calvino e di Dante, che sono tra i miei scrittori preferiti. Ho reso più vera la passione dei miei personaggi per la letteratura dando loro in prestito la mia.
D: Quale libro consiglierebbe a un tuo coetaneo per l’estate?
R: Hunger Games è uno dei libri per young adult migliori che ho letto negli ultimi anni. Ha una protagonista forte e poco convenzionale, una trama appassionante e alza la posta della classica letteratura per i più giovani a un mondo più complesso, ma non meno apprezzabile.
D: E a un adulto che volesse capire meglio il mondo dei ragazzi?
R: Gridare amore dal centro del mondo di Katayama Kyoichi descrive perfettamente il senso di urgenza, di ansia e di inevitabilità dell’adolescenza, quando tutto sembra immensamente importante, ogni trauma insuperabile e ogni amore destinato a durare per sempre.
D: La tua lettura dell’estate quale sarà?
R: Sto rileggendo Marguerite Duras, una delle mie scrittrici preferite. Il suo romanzo L’amante è un classico breve, che unisce una bellissima scrittura a una storia immediata e profondamente emozionante.

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