15 Maggio Mag 2016 1000 15 maggio 2016

Mille Miglia in tour

Da Desenzano del Garda a Sirmione, passando per le Grotte di Catullo.

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Sono cresciuta con i racconti della 'corsa più bella del mondo', che nel primo tratto costeggia la sponda bresciana del lago di Garda. Quando da piccola vivevo fra Mantova e Brescia, i nonni ricordavano le imprese di Nuvolari e compagni, lungo le strade che solcano borghi con castelli medievali, porticcioli e ville liberty. E appena prima che riparta la Mille Miglia, in calendario dal 19 al 22 maggio, ho deciso di percorrere in macchina la parte iniziale della gara, per rivedere i panorami che da bambina mi erano familiari.

DAL 1927
La 'corsa più bella del mondo' parte da Brescia, che dal 1927 accoglie nella piazza rinascimentale della Loggia i piloti più importanti e i nomi del jet set internazionale per la punzonatura delle auto storiche. E anche il mio itinerario muove da qui, dalle strade del centro in cui prima della competizione sfilano Ferrari, Alfa Romeo, Jaguar, Porsche, Mercedes, che poi gareggiano lungo i 1600 chilometri del tragitto. Una volta uscita dalla città, su cui svettano il castello e il foro romano, supero tutti i paesi fino alla costa meridionale del Garda, che mi ricorda le poesie di Catullo, gli amori di D’Annunzio e gli ultimi giorni del Duce.

VERSO DESENZANO E SIRMIONE
In poco meno di un’ora arrivo a Desenzano del Garda (in provincia di Brescia), borgo signorile scelto come buon ritiro da Roberto Vecchioni e dal vaticanista Vittorio Messori. Parcheggio sotto Palazzo Bagatta, all’ombra del castello, poi salgo verso la rocca in pietra a vista, accompagnata dal profumo degli oleandri. Ne vale la pena, perché a sinistra, dietro una selva di tetti rossi, intravvedo la cupola del duomo e la torre campanaria, mentre in basso spicca il faro che domina il porticciolo. A completare il quadro, alla mia destra fa capolino Sirmione, una lingua di terra che per tre chilometri sembra adagiarsi sull’acqua. Scendo quindi nel cuore dell’antico abitato, verso piazza Malvezzi, che è stretta fra palazzi nobiliari e portici con botteghe per tutti i gusti. E dietro l’angolo scorgo il Porto Vecchio con le barche ormeggiate che si cullano lentamente, facendo uno sciabordio impercettibile. Qualche straniero, un paio di anziani che si siedono, una coppia che prende un gelato. Da qui si aprono le passeggiate lungo il lago, fra scogli, macchie di caroline e oleandri. Prima di rimettermi in macchina mi fermo per uno spuntino a La Frasca, di piazza Garibaldi, che propone pesce di lago e prodotti della tradizione.

STORIA, GROTTE E POETI
Lungo la strada per Sirmione, con il Garda sulla sinistra, mi scorrono accanto villotte circondate da ulivi, palme, cipressi altissimi. Appena arrivata, colgo subito l’atmosfera del centro termale, che attrae turisti da mezza Europa, come mi confermano le targhe delle auto. La parte storica è pedonale: passando sotto il voltone della Rocca Scaligera, mi aspettano case foderate da bouganville, muri in pietra, insegne in ferro battuto, piazzette di gusto liberty che sembrano bomboniere. E un gruppo di cigni che va e viene tranquillamente dalla riva. Dopo le tante gelaterie, mi ritrovo nel parco secolare delle terme, ora diventate una spa con vista lago: qui capisco perché Sirmione ha stregato poeti, letterati e romanzieri, come Catullo, Stendhal, Lawrence, Goethe. E perché diversi imprenditori, anche stranieri, l’abbiano scelta come seconda casa, in cui vivere fra Pasqua e novembre inoltrato. Proprio di fronte alle terme parte il trenino elettrico per le Grotte di Catullo, ovvero per i resti della Villa imperiale, che con il lago sullo sfondo regala uno splendido colpo d’occhio, grazie a basi di colonne, arcate, ulivi, tracce di antiche sale.

PER FINIRE... DIVERTIMENTO
Dopo aver attraversato Lugana, la fascia di territorio che dà il nome all’omonimo vino bianco, mi accosto a Peschiera (Vr), la roccaforte che giocò un ruolo centrale nella Prima Guerra. Adocchio subito il ponte sul Mincio, quello che piaceva ai piloti della Mille Miglia, per il nome benaugurale del suo albergo storico, il Bell’Arrivo. Poi, con le sfumature dell’acqua sempre all’orizzonte, faccio tappa alle mura veneziane e mi rendo conto che il centro non ha perso il suo fascino, anche se negli ultimi anni è diventato una meta gettonatissima per Gardaland e Movieland, i parchi divertimento a una manciata di minuti da qui. Nel frattempo è ora di tornare e penso che i nonni avevano ragione: queste coste sono proprio leggendarie e ti riportano indietro nel tempo.

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