20 Marzo Mar 2016 1000 20 marzo 2016

Pasquetta d'arte

Il Fumetto italiano, gli Impressionisti, Boccioni: le mostre da non perdere il lunedì dell’Angelo.

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A woman looks at paintings of dutch pain

La gita fuori porta è un classico del lunedì dell’Angelo. Può essere l’occasione per visitare una mostra assieme ai figli, con gli amici o in coppia. Se fino a qualche anno fa gallerie e pinacoteche spesso erano chiuse, ora le cose sono cambiate e per Pasquetta nei musei di casa nostra sono in calendario iniziative per tutti i gusti. LetteraDonna ne ha scelte diverse in tutto il Paese.

FUTURISMO A PARMA
Per un’uscita con la famiglia, bambini compresi, ci sono appuntamenti che sembrano fatti su misura. A pochi chilometri da Parma, la Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo (Pr), fino al 3 luglio ospita una monografica dedicata a Gino Severini, con i colori e le ballerine vivaci che caratterizzano la produzione del futurista. Oltre alla mostra, con 100 opere, un quarto delle quali mai esposte in Italia, la villa conta una vasta collezione di Novecento italiano e un parco romantico, in cui girano liberi pavoni e altri animali.

FUMETTI A ROMA, CATACOMBE A NAPOLI
Anche Roma vanta una rassegna adatta a grandi e piccini: al Museo di Roma è allestita fino al 24 aprile Fumetto italiano, 50 anni di romanzi disegnati con illustrazioni di Hugo Pratt, Altan, Dino Battaglia e molti altri, che spaziano nei generi più diversi. Un altro spunto per incantare i ragazzini? Le catacombe, come quelle di Napoli, che si dipanano sotto il rione Sanità, fra cunicoli che hanno più di mille anni. Ai visitatori si spalanca un mondo insospettato, di rumori ovattati e luci fioche: le Catacombe di San Gennaro si sono sviluppate con strutture su due livelli, compresa una basilica a tre navate, interamente scavata nel tufo.

TRE SECOLI DI ARTE FRANCESE A TORINO
Nel ricco cartellone delle mostre trovano spazio anche proposte, che per tema o allestimento, sono ideali per una visita in coppia. Un’esposizione che fa sognare? Da Poussin agli Impressionisti, a Palazzo Madama di Torino, fino al 4 luglio, con tre secoli di arte francese: oltre 70 opere, provenienti dall’Ermitage, ripercorrono l’iter che dalla tradizione accademica approda all’Ottocento romantico e alla pittura en plein air. Con atmosfere soffuse, o luci radenti che accarezzano paesaggi, persone e angoli parigini.

DA LAUTREC A ROMA AI GIARDINI IMPERIALI DI NAPOLI
L’Ara Pacis di Roma, attraverso 170 pezzi di Toulouse Lautrec, fa invece rivivere l’atmosfera notturna del Moulin Rouge e degli altri locali di Parigi, in cui si incontravano impressionisti e compagni. Manifesti, locandine, illustrazioni, copertine di spartiti raccontano anche gli amori e le passioni del pittore per le ballerine di can can. Due scenari da cartolina ospitano a Napoli e Pompei la mostra Mito e Natura, allestita fino al 30 settembre sullo sfondo di antichi giardini imperiali riaperti per l’occasione. Accanto a vasi, terrecotte e statue, sono esposti affreschi, mosaici, argenterie, gioielli.

BOCCIONI A MILANO TRA GENIO E MEMORIA
Chi vuole spostarsi con gli amici, non ha che l’imbarazzo della scelta. A Milano va vista Genio e memoria, dedicata a Boccioni nel centenario della morte. Fino al 10 luglio, con oltre 300 opere, Palazzo Reale ripropone il rapporto dell’artista con le fonti, a partire da un corpus di disegni del Castello Sforzesco. Scorci di città moderne e rappresentazioni della velocità, ricorrono accanto a ritratti femminili, nella ricerca della sintesi fra plasticismo e movimento.

DA ROMA ALLA SICILIA
Sembra invece pensata per un’uscita fra amiche SerpentiForm, a Palazzo Braschi di Roma, fino al 10 aprile, con il ruolo del serpente nell’arte, nel design, nella gioielleria. In mostra la storia dei preziosi, da quelli di età imperiale provenienti da Pompei, agli splendidi Bulgari usciti dall’archivio per l’occasione.
In Sicilia invece offre un’emozione fortissima il Cretto di Burri, appena restaurato a Gibellina (Tp), rasa al suolo dal terremoto del Belice del 1968. Mentre altri artisti intervennero nel nuovo borgo, Burri decise di operare sui ruderi, inglobando i resti in una colata monumentale, finita l’anno scorso per il centenario della nascita dell’artista.

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