23 Novembre Nov 2015 1336 23 novembre 2015

Non c'è più niente che le dà felicità

Loredana Berté si confessa nell'autobiografia Traslocando, edita da Rizzoli. Un racconto senza filtri, a tratti doloroso, dalla difficile infanzia con un padre violento al matrimonio con Borg, passando per la morte di Mia Martini.

  • ...
traslocando_berte_autobiografia

È andata così. Forse sarebbe potuta andare in un altro modo, ma il sottotitolo dell'autobiografia di Loredana Berté, Traslocando (Rizzoli, pp. 216, 18 euro), sembra lasciare poco spazi ai rimpianti. Intervistata da Vanity Fair sulla decisione di raccontare la sua vita di proprio pugno, la cantante ha spiegato che non poteva lasciare ad altri la possibilità di parlare di lei dopo che fosse morta e, quindi, impossibilitata a replicare. Ripercorrere tanti anni e tanti avvenimenti è stata un'esperienza impegnativa, a tratti dolorosa, ma necessaria: «È come se fossi andata dall’analista».

SENZA FILTRI
L'autobiografia è narrata con una voce «un po' cruda, sboccata», con la tipica schiettezza a cui i fan di Loredana sono abituati. Non nasconde nulla, o quasi, la cantante: dal matrimonio fallito con il tennista Borg alle esperienze con la cocaina, passando per la morte della sorella Mia Martini: «Non mi sono mai più ripresa». Loredana si rimprovera di non essere stata abbastanza vicina alla sorella, e per punirsi ha deciso di smettere di amare e viaggiare. Ma, probabilmente, le pagine della biografia più difficili da digerire sono quelle che raccontano l'infanzia trascorsa con un padre violento e che abusava sessualmente di Mia. A 65 anni, Loredana trova pace nella musica, ma niente può restituirle la felicità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso