11 Ottobre Ott 2015 1000 11 ottobre 2015

Vediamoci al caffè

Prediletti da artisti, poeti e intellettuali, conservano le atmosfere liberty e neoclassiche. Ecco 5 locali da non perdere.

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FOTO ESTERNO GIUBBE1firenze

Ci sono caffè che hanno fatto la storia dell'arte, della letteratura e della politica. Attorno ai loro tavolini si sono riuniti pittori che schizzavano un disegno fra un bicchiere e l'altro, poeti impegnati a discutere con critici o editori e statisti che hanno deciso guerre o trattati di pace. Ancora oggi, alcuni di questi posti mantengono inalterata l'atmosfera di un tempo, fra arredi liberty, statue, specchi, tappezzerie. E propongono le specialità del territorio, per regalare una pausa golosa a metà fra il legame con il passato e la voglia di sperimentare. Un'associazione, che ha pubblicato una guida ad hoc, riunisce i Locali Storici Italiani che abbiano almeno settant'anni con l'obiettivo di tutelare un patrimonio importante del nostro Paese. Letteradonna.it ha selezionato cinque fra i caffè più affascinanti.

CROCEVIA MENEGHINO
A Milano, in corso Genova, a due passi dai Navigli, c'è la pasticceria amata da Ungaretti e dai professori universitari del secolo scorso: Cucchi, locale d'angolo in un palazzone in pietra a vista, è gestito dalla terza generazione di famiglia, che mantiene l'arredamento degli Anni '50. Fra le proposte figurano sia il dolce sia il salato, con prodotti che sono un'istituzione, come il panettone, da assaggiare in tutte le stagioni. Nato come caffè concerto, cioè come locale di intrattenimento in cui suonava un'orchestrina spagnola, Cucchi è stato il crocevia di artisti, designer, manager. E anche oggi attrae target diversi.

LA CULLA DEL TRAMEZZINO
Al Mulassano di Torino, dove erano di casa l'attore comico Erminio Macario e il poeta Guido Gozzano, furono inventati i tramezzini, tuttora fra i suoi cavalli di battaglia, assieme a cioccolate, pasticceria minuta e aperitivi serviti fra gli arredi liberty. L'ingresso completamente foderato in legno, come nelle vetrine ottocentesche, fa di questo posto una bomboniera, dove Dario Argento ha girato alcune scene di Quattro mosche di velluto grigio.

A PADOVA TRA DOLCE E SALATO
Un'aria diversa, più monumentale, quella del Pedrocchi di Padova, la cui specialità è il caffè macchiato alla menta, da sorseggiare fra le statue e le colonne che fiancheggiano il pianoforte a coda. Nel cuore della città, la struttura neoclassica accoglieva una bottega di caffè, trasformata dal 1831 nel luogo di incontro privilegiato del jet set padovano, che si dava appuntamento per feste, banchetti, incontri di lavoro. Il piatto forte del Pedrocchi rimane il caffè, nelle tante varianti di ieri e di oggi, ma fra le leccornie ci sono anche lo Zabaione Stendhal e la pasticceria dolce. E al ristorante si possono assaggiare piatti come il pecorino con l'uva passa e i marinati di pesce crudo.

ZUFFE LETTERARIE
Sulla centralissima piazza della Repubblica di Firenze, a due passi dal Duomo e dalla cupola del Brunelleschi, si affaccia Le Giubbe Rosse, storico ritrovo dei futuristi, che propone mostre, cene ad arte e presentazioni di libri. Un'opera originale di Fortunato Depero è appesa alla parete, accanto alla rosa che Primo Conti disegnò direttamente sul muro, in un'atmosfera bohémienne che piaceva tanto anche a Montale e Quasimodo, seguiti dai critici letterari di punta. Il caffè mantiene intatta la saletta in cui gli artisti milanesi al seguito di Tommaso Marinetti, teorico del Futurismo, si azzuffarono con gli scrittori fiorentini.

CAFFÈ BORBONICO
Da sempre salotto buono di Napoli, in cui concedersi sfizi come cioccolatini, cocktail, aperitivi, o il caffè come lo sanno fare solo nel capoluogo campano, il Gambrinus mantiene l'impronta di gusto ottocentesco. Aperto su piazza Trieste e Trento, con vista sulla Galleria Umberto I e sul Teatro San Carlo, veniva chiamato il 'caffè delle sette porte', per gli altrettanti ingressi che davano su tre vie diverse. E, grazie al respiro europeo, ha sempre richiamato pasticceri, gelatai e baristi da tutto il Vecchio Continente, guadagnandogli il favore della corte borbonica. Ancora oggi fanno da cornice a una pausa golosa i marmi, gli stucchi, i bassorilievi d'epoca.

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