29 Settembre Set 2015 1537 29 settembre 2015

Anna: quando crescere è un'apocalisse

Arriva nelle librerie l'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Protagonista una tredicenne alla ricerca del fratellino rapito, in un mondo dove tutti gli adulti sono stati spazzati via da un terribile virus.

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Crescere a volte può essere letale. Lo è sicuramente nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, Anna (Einaudi, pp. 288, 19 euro), ambientato in una distopica Sicilia in rovina, dove un virus uccide tutte le persone adulte. Allora, per forza di cose, gli unici protagonisti possibili rimangono i bambini e i preadolescenti, che stanno presumibilmente lì sulla soglia del chi vive. Tra questi, c'è proprio l'Anna che dà il titolo al romanzo, una tredicenne che, in vista della pubertà, non sa ancora se e quanto sopravvivrà. Soprattutto, non sa se riuscirà a salvare il suo fratellino rapito, Astor. A guidarla, solo le parole scritte su un quaderno dalla madre morente.

OTTO ANNI DI IPOTESI
Dopo Io non ho paura, Ammaniti torna a raccontare una storia ambientata nel Meridione, volgendo, ancora una volta, lo sguardo a quell'età a cavallo tra l'infanzia e i primi spiragli di maturità. Lo spunto, come spiega Ammaniti stesso, «nasce da un pensiero puramente biologico-comportamentale: cosa farebbero dei bambini abbandonati a loro stessi?». Da quell'interrogativo lo scrittore, premio Strega nel 2007 con Come Dio comanda, è andato avanti formulando ipotesi per ben otto lunghi anni, finché l'immagine dei due fratellini non l'ha folgorato, dandogli la spinta per cominciare finalmente a scrivere.

ISPIRAZIONI APOCALITTICHE
Il romanzo di Ammaniti è sofferto e sentito. Lo afferma lui stesso, ricordando le emozioni provate nei confronti di Anna, «a volte una figlia, a volte la mia fidanzata ideale». Riuscirà Anna a salvare il fratellino e a trovare l'antidoto al virus? La risposta sta nelle pagine del libro, tra atmosfere che ricordano grandi classici come Il signore delle mosche e suggestioni alla The Walking Dead.

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