3 Luglio Lug 2015 0855 03 luglio 2015

Premio Strega, una vittoria per due

Vince Nicola Lagioia con il suo La ferocia, ma condivide subito il riconoscimento con la moglie. Anche lei ha bevuto dalla celebre bottiglia per la foto di rito. Terza la misteriosa scrittrice Elena Ferrante.

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È Nicola Lagioia il vincitore assoluto della 69esima edizione del Premio Strega. Ha doppiato, con i 145 voti del suo romanzo La ferocia (Einaudi), il secondo e terzo classificato: rispettivamente Mauro Covacich con La sposa (Bompiani), 89 voti, e la misteriosa scrittrice Elena Ferrante, che con il suo Storia della bambina perduta, ha conquistato 59 voti. Su di lei (?), data all'inizio per vincente, aveva puntato fino all'ultimo Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014 e presidente della giuria, dichiarando pubblicamente il suo voto per l'autrice fantasma con un tweet.

UN PREMIO CONDIVISO
Come era prevedibile ed è stato dimostrato anche da un'autrice inglese, ancora una volta la vittoria è  maschile: per arrivare all'ultima donna premiata bisogna tornare indietro fono al 2003 al romanzo Vita di Melania Mazzucco.  Eppure quella di Lagioia, 42 anni di Bari, è condivisa, perché subito lui ha voluto porre l'attenzione sulla moglie Chiara. Perché se, come si dice, dietro a un grande uomo c'è spesso una grande donna, come ha sottolineato lo scrittore «senza di lei La ferocia non sarebbe stato possibile». Parole che si sono accompagnate alla dedica formale della vittoria e all'invito a condividere con lui il palco dando un tocco di romanticismo al Ninfeo di Villa Giulia nella serata finale. Ed è stata proprio Chiara a bere dalla bottiglia de liquore Strega, riservata tradizionalmente al vincitore dell'edizione.

IL CROLLO DI UNA FAMIGLIA BORGHESE
C'è la Bari dei giorni nostri sullo sfondo del romanzo che racconta la caduta di ricca e potente famiglia di costruttori, i Salvemini. Il romanzo si apre con la descrizione di una donna che cammina sul ciglio della statale Bari-Taranto nuda e piena di sangue. Di lì a poco verrà travolta da un camion e si parlerà subito di suicidio. La giovane è  Clara, terzogenita della famiglia, e la sua fine violenta dà il via alla disgregazione di una famiglia che ha costruito un impero grazie a una ragnatela di rapporti di forza con il potere politico, economico e accademico. Piuttosto che analizzare la morte della donna, Lagioia tratteggia e ricostruisce la vita che l'ha portata a quel punto, indaga i caratteri e le figure dei membri superstiti della famiglia.  Il tutto mescolando le forme del noir, del gotico e del racconto familiare.

LA CRISI GRECA
Tanti i pensieri per la situazione greca: il vincitore ha spiegato che: «La ferocia, come il titolo del libro, è quello che sta accadendo ora ad Atene. Siamo sulla stessa barca, se fallisce la Grecia fallisce anche la Germania» e anche la conduttrice della finale, trasmessa in diretta su Rai Tre dalle 23,15, Concita De Gregorio ha detto: «Salutiamo la Grecia, speriamo bene».

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